Formula E: caratteristiche, regolamento, circuiti e i piloti

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La Formula E è una nuova sfida a livello mondiale a bordo di vetture ad alimentazione elettrica, guidate da ex campioni della Formula F1.

La prima gara si tenne a Pechino, ma recentemente la Formula E è diventata una sfida aperta ai team e ai costruttori di veicoli, sulle cui piste possono sviluppare in maniera autonoma le proprie auto, per via anche dell’inclusione di motori elettrici, inverter e trasmissione, nonché lo sviluppo delle batterie.

Le caratteristiche tecniche della formula E

La prima stagione della Formula E vide le 10 squadre partecipanti utilizzare le stesse monoposto, definite come Spark-Renault SRT_01E, progettate e realizzate da Spark Racing Technology, grazie al supporto di grandi nomi quali McLaren, Williams, Dallara, Renault e Michelin. Nel corso degli anni si sono affermati importanti cambiamenti in merito allo svolgimento delle gare. Uno di essi riguarda la possibilità di sviluppare differenti idee di powertrain da parte dei costruttori. Si tratta in ogni caso di sistemi che possono essere applicati alle auto elettriche con un chiaro miglioramento in termini di prestazioni.

Grandi cambiamenti anche a livelli di effetti sonori, poiché si powertrain è legato ad un particolare suono, che differisce dagli altri. Non è tutto, poiché i miglioramenti nel corso delle gare si sono avuti anche in merito, ovviamente, delle prestazioni delle auto in sfida. Passiamo ora a vedere quale sia il regolamento di questa nuova sfida su motori ad elevate potenzialità.

Come funziona il regolamento della Formula E?

Le macchine in gare nelle sfide di Formula E presentano motori elettrici da circa 200 kilowatt. Il che significa che offrono circa 270 cavalli di potenza, raggiungendo così una velocità massima che si aggira intorno ai 225 chilometri orari. Per intenderci, siamo sui livelli delle auto di Formula 1 che hanno una potenza da 800 cavalli e una velocità di 350 chilometri orari.

Passiamo ora al regolamento. Le prove per le qualifiche dei riconoscimenti in Formula E si svolgono sempre in un’unica giornata. Le prove e le qualifiche si tengono in orario mattutino, mentre, la gara effettiva si svolge nel primo pomeriggio. Si fa poi una sosta di circa due ore tra le qualifiche e la gara. Questa serve proprio per ridare carica alle batterie delle autovetture in sfida. Secondo il regolamento, le auto di Formula E possono svolgere regolarmente le prove e le qualifiche, disponendo della massima potenza che si possa ottenere dai loro motori elettrici. Parliamo di circa 200 kilowatt, mentre, in gara la potenza deve essere limitata a circa 150 kilowatt.

Una caratteristica interessante nelle sfide di Formula E è il pit-stop, vale a dire, la sosta ai box che solitamente serve ai piloti delle categorie automobilistiche per cambiare le gomme o fare rifornimento di carburante all’auto. Qui è previsto un solo pit-stop durante il quale, praticamente i piloti non cambiano solo qualcosa alla vettura, ma cambiano totalmente auto! Questo perché è necessario che vi sia una nuova batteria per poter terminare i giri previsti dalla gara. E’ previsto il cambio delle gomme solo in caso di foratura.

Cosa del tutto nuova è il fatto che in ogni gara, tre piloti, che vengono selezionati attraverso delle sfide sui social online che si svolge sino ad un’ora prima dell’inizio del Gran Premio, potranno beneficiare del FanBoost. Ciò significa che i tre piloti scelti, durante la gara, potranno portare la potenza del proprio motore da 150 consentiti sino a 180 kilowatt, ma questo solo per un tempo limitato a cinque secondi. Questo significa che seppur per cinque soli secondi, quei tre piloti potranno andare più veloci degli altri in gara.

Ad ogni campionato possono prendere parte 20 squadre. Ognuna di esse dispone di due macchine in pista, lo stesso discorso che si ha nella Formula 1.

Le automobili in gara durante la prima stagione, tenutasi nel 2014-2015, vennero realizzate dalla Spark Racing Technology, marchio francese che si occupa proprio della costruzione di sistemi ibridi di alimentazione, oppure versioni totalmente elettriche per macchine sia da corsa, che da strada. Accanto a Spark Racing Technology, vi sono anche alcuni tra i marchi più famosi al mondo, quali la Dallara che ne ha progettato il telaio, la McLaren che ne ha fornito il motore e la Williams che ha messo a disposizione la batteria in grado di accumulare la quantità di energia utile per la propulsione. Le auto dispongono di un cambio a 5 marce, costruito dal marchio britannico Hewland, uno tra i più affermati al mondo in questo specifico settore.

I principali circuiti della formula E

Il 14 aprile del 2018, stando a quanto riportato dai media, la Formula E dovrebbe approdare a Roma. I circuiti utilizzate dalla Formula E sono particolarmente emozionanti, perché a differenza della Formula 1, qui, sebbene il rombo dei motori sia sostituito da un suono del tutto diverso trattandosi di alimentazione elettrica, si corre su strade cittadine, all’interno di percorsi decisamente stretti. Non mancano, ovviamente, anche qui momenti di sorpasso e incidenti. Se da un lato, queste auto non giungono alla velocità dei veicoli della Formula 1, comunque si sfiorano i 240 km orari e si passa da 0 a 100 in manciate di secondi.

La prima gara che si tenne a Pechino, durante l’ultimo giro ci fu un incidente a dir poco spettacolare tra i piloti Nicolas Prost e Nick Heidfled che diede uno scossone alla classifica. Per fortuna nessuna grave ripercussione per nessuno dei due piloti. Anche nella Formula E le gare sono da mozzare il fiato, sebbene duri soltanto un’ora. Verso la metà della corsa, per ovvie ragione di batteria, avviene il cambio auto, per questa ragione ognuno dei 10 team in gara dispone di ben quattro auto, due per ognuno dei piloti in pista.

I principali piloti della formula E

La gara che si tenne a Pechino venne organizzata dalla FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile, già nota per l’organizzazione della stessa Formula 1. In quella prima sfida, ad aggiudicarsi il podio come vincitore fu il pilota brasiliano Lucas Di Grassi, che partecipò con la squadra Audi Motorsport Abt. Il campionato prevede 20 Gran Premi, che si terranno quasi tutti su strade cittadine o tracciati ricavati tra strade urbane delle più differenti città del mondo. Si passerà da Miami, a Berlino, a Londra solo per citarne alcune.

Sin dal suo esordio, la Formula E non ha mai smesso di attirare su di sé la curiosità di appassionati e non solo. Del resto, non risultano indifferenti i suoi risvolti ecologici, ma anche le ricadute in termini di sviluppo di nuove tecnologie che questo nuovo Gran Premio porterà inevitabilmente con sé. Questo si ripercuoterà anche sul mercato delle auto da strada. Pensate che, una delle squadre in gara, la Venturi, è stata co-fondata dall’amato attore americano Leonardo Di Caprio.

Tra i piloti scesi in pista per la Formula E ricordiamo, nella prima sfida, Nicolas Prost, figlio di Alain, quattro volte campione di Formula 1, costretto poi a ritirarsi per un incidente con il tedesco Nick Heidfeld. Ed ancora il vincitore già citato prima, Lucas Di Grassi, che in quell’occasione si aggiudicò il titolo, superando gli altri due durante le ultime curve. Il secondo posto allora fu del pilota francese Franck Montagny, seguito dall’inglese Sam Bird.

Tra gli altri piloti che hanno preso parte a tale sfida, molti sono coloro che hanno dominato la scena della Formula 1 con risultati decisamente di tutto rispetto. Tra questi ricordiamo l’italiano Jarno Trulli, il tedesco Nick Heidfeld e il brasiliano Bruno Senna, nipote del grande memorabile Ayrton. Da non dimenticare anche due piloti donne, che vantano una lunga esperienza in questo settore ma in altre differenti categorie motoristiche. Queste sono l’italiana Michela Cerruti e l’inglese Katherine Legge.

Ultima modifica: 12 Ottobre 2017