Harley Davidson: come è nato il mito

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Per decenni è stato il sogno di uomini e donne non giovanissimi, con una precisa idea di avventura sulle due ruote che significasse anche comfort e bellezza, ma è dagli anni ’80 ormai che la Harley Davidson ha conquistato, con il suo splendore cromato e i dettagli personalizzati, anche i più giovani. Leggenda immortalata in tanti film, presenza imponente e fascino intatto, la Harley Davidson ha attraversato oltre un secolo senza lasciarsi intaccare dalle vicende alterne della storia, anzi, riuscendo anche a traghettare i suoi protagonisti.

Il mito americano che nasce in un garage

La storia di questa due ruote, che gli appassionati definiscono il transatlantico della strada, nasce nel cuore dell’America del Nord, nel Wisconsin di inizio secolo scorso. Milwaukee nel 1902 non mostrava per nulla i segni della metropoli moderna e avveniristica che appare oggi. Era una città rurale e contadina. E questo non fu un limite per due giovanissimi, poco più che ventenni americani che, ben prima che nascesse Steve Jobs, lanciarono il marchio che sarebbe diventato oggetto del desiderio, partendo da un piccolo garage.

William Harley e Arthur Davidson cominciano a lavorare su una biciletta a motore. E’ il 28 agosto 1903 quando il primo prototipo esce dal garage di Arthur. E in quell’anno i due giovani imprenditori, che sognano in grande, riescono a produrne soltanto tre esemplari. Ma passano soltanto 3 anni per aprire uno stabilimento vero, in Juneau Avenue, ancora sede storica della Harley Davidson: 240 metri di spazio per un’azienda che in un anno, il 1907, produce 150 mezzi, ma conquista la fornitura alla polizia.

Per cominciare a parlare di moto vere e proprie bisogna attendere ancora qualche anno, quando i due giovani imprenditori lanciano il primo motore bicilindrico a V. Ha una cilindrata di 810 centimetri cubici e 7 hp di potenza. Spinge le due ruote fino a 97 chilometri orari. Un risultato impensabile per l’epoca: è il 1909 e William e Arthur in pochi anni passano a uno stabilimento di 28mila metri quadri per poter soddisfare la richiesta di 13mila esemplari all’anno.

Tra le blasonate moto del vecchio continente, come Bmw, Triumph, Moto Guzzi, ha faticato un po’ per affermarsi in Europa, ma quando la scoperta ha travalicato i confini di una platea di esperti e appassionati, Harley Davidson è diventata sinonimo di potenza, opulenza, avventura, elite, in una parola lusso. E non importa se anche le altre case produttrici hanno cercato di conquistare questo segmento di mercato proponendo modelli che si avvicinassero allo stile HD, non è possibile riprodurre un mito.

Harley Davidson e lo slancio dell’industria bellica

Siamo nel 1913 e Harley Davidson è già un marchio affermato, che riesce così ad agganciare l’onda della Grande Guerra per espandere i propri affari. L’industria bellica non foraggia solo i produttori di armi, ma ha bisogno anche di mezzi. L’entrata in guerra degli Stati Uniti, porta lo stabilimento di Milwaukee a sfornare 45mila moto monocilindriche e bicilindriche. HD è ormai la principale casa motociclistica al mondo e dopo la fine della guerra conta stabilimenti in 67 Stati.

L’espansione si spiega anche con scelte innovative, sia a livello tecnologico che estetico. Porta i suoi motori fino a 1200 centimetri cubici di cilindrata, spinge la velocità fino a 160 chilometri orari e studia soluzioni estetiche, destinate a diventare un must, come il serbatoio a goccia. Ma arriva la grande crisi economica del ’29, che segna tutto il sistema industriale americano e non solo. Harley Davidson non ne risente e ancora una guerra imprime un nuovo slancio all’azienda, che sforna 88mila moto per l’esercito Usa.

Harley Davidson alla conquista del mondo

Dopo qualche anno HD debutta anche al cinema. Chi non ricorda la WLA 750 che Alberto Sordi monta in “Un americano a Roma”. E’ una parodia del sogno americano dell’italiano medio cresciuto nel dopoguerra, ma il film sancisce il marchio HD come mito. E l’azienda non conosce frenate nella sua crescita, pur subendo negli anni ’70 l’avanzata delle giapponesi, più spinte nell’innovazione, grazie anche ai campionati di superbike. Negli anni ’80 riparte la corsa, dopo che la AMF, che aveva rilevato il marchio Harley Davidson un decennio prima, cede a una nuova cordata di investitori. Nasce la Softail Custum con un motore da 1340 centimetri cubici, destinata tra il 1984, anno del lancio, ai primi anni 90, ad essere l’oggetto del desiderio per un’intera generazione di appassionati. Il rombo potente, le cromature evidenti e il comfort del suo assetto ne fanno la moto dei grandi viaggi on the road, almeno fino all’arrivo della sorella maggiore, la Fat Boy uscita nel 1990.

La fine di un secolo è sempre un passaggio epocale e porta con sé innovazione, sperimentazione e Harley Davidson non si smentisce, portando nel nuovo millennio i suoi motori a 1450 centimetri cubici di cilindrata con il Twin Cam 88, sperimentando l’iniezione elettronica fino ad arrivare all’eliminazione del carburatore nel 2007.

Il brand HD nella cultura di massa

Il 2018 segna un anniversario importante: 115 anni dalla fondazione della casa di Milwaukee, celebrata in tutto il mondo. E dopo 115 anni il particolarissimo rombo del motore ha mantenuto intatto il suo fascino acustico. Harley Davidson è da decenni un brand, un oggetto del desiderio ma mantiene quell’aurea di esclusività che accresce il suo appeal. Per regalare a tutti un pezzetto di quel sogno americano la casa motociclistica si è lanciata nel merchandising a tutto tondo, creando un marchio di abbigliamento, oltre che dei gadget destinati proprio al mondo delle due ruote e dei bikers in particolare. Lo stemma HD compare anche sugli oggetti di uso comune, come stoviglie e altri accessori per la casa.

Attorno a questa passione sono nati anche club, locali dove gli appassionati si ritrovano per condividere la propria esperienza o anche semplicemente un sogno. Nel 1985 gli Harley Owners Group erano appena 49 con circa 60mila iscritti. Oggi i club sono poco più di 1500 in tutto il mondo e gli associati superano il milione di persone. Un esercito potente che si muove al rombo di un motore Harley Davidson.

Ultima modifica: 19 settembre 2018