L’esecutivo nazionale estende la riduzione fiscale sul diesel mediante la copertura finanziaria garantita dall’incremento del prelievo Iva. La misura garantisce un sollievo economico temporaneo ai distributori della rete.
Il provvedimento tampone fissa un prolungamento della durata pari a 5 giorni della sforbiciata da 17 centesimi al litro. L’agevolazione statale evita picchi di spesa immediati al momento del rifornimento per gli automobilisti.
L’impegno contabile per le casse pubbliche ammonta a 50 milioni di euro per coprire la dilazione temporale dei prezzi calmierati. La risorsa finanziaria deriva dal gettito fiscale generato dalle vendite dei carburanti.
Esattamente 12 mesi fa il diesel per autotrazione costava circa 0,50 euro al litro in meno rispetto ai prezzi attuali alla pompa.
Il costo della proroga per il diesel
I decreti ministeriali del 27 luglio e del 26 agosto hanno impiegato risorse pari a 20,5 milioni e 20,8 milioni di euro. Tali capitoli di spesa hanno sostenuto le precedenti estensioni temporali delle accise sul diesel.
La riduzione attiva comprende un taglio netto di 14 centesimi per l’imposta di fabbricazione unito a 3 centesimi per l’Iva. I vertici governativi cercano soluzioni durature dirette al sostegno dei ceti a basso reddito.
La prosecuzione della norma attuale per una decade intera richiederebbe una provvista contabile di 100 milioni di euro. Il ministero dell’Economia calcola con prudenza ogni spostamento dei bilanci dello Stato.

Tessere o bonus carburante
Le istituzioni centrali studiano la distribuzione di carte elettroniche prepagate riservate ai cittadini con indicatore Isee inferiore a 15.000 euro. L’intervento mira a sostenere i nuclei familiari privi di alte entrate.
I tecnici ministeriali valutano l’integrazione di contributi dedicati alla carta acquisti ed incentivi per i lavoratori dipendenti. Le associazioni dei trasportatori chiedono garanzie specifiche per la categoria.
Gli interventi messi in campo per la mitigazione dei costi del rifornimento hanno comportato una spesa totale pari a 2,5 miliardi di euro. Il governo cerca formule mirate per evitare sprechi di risorse pubbliche.

Il governo punta su extragettito Iva e accisa mobile
I rilevamenti diffusi dal ministero delle Imprese confermano quotazioni medie pari a 2,039 euro al litro per la benzina. La variante verde raggiunge la quota di 2,124 euro sui tratti della rete autostradale nazionale.
Il prezzo medio del diesel da autotrazione si attesta su valori di 2,147 euro al litro presso gli impianti urbani. La tariffa rilevata lungo i caselli autostradali tocca la vetta pari a 2,221 euro al litro.
Il ripristino delle aliquote ordinarie comporterebbe una crescita di spesa pari a 8,5 euro su un serbatoio di 50 litri. Un salasso economico per i guidatori sprovvisti di agevolazioni o rimborsi aziendali.

5 cose da sapere sul taglio accise diesel e altri provvedimenti del governo
- Il taglio delle accise sul gasolio riceve una proroga temporanea di 5 giorni sostenuta da un fondo statale di 50 milioni di euro. La misura contiene il rialzo dei listini nei distributori stradali.
- L’agevolazione applica uno sconto pari a 17 centesimi al litro tramite il riutilizzo dell’extragettito Iva. Il meccanismo fiscale riduce la spesa diretta sostenuta dai consumatori della rete ordinaria.
- I vertici governativi preparano sussidi mirati destinati ai nuclei familiari con soglia Isee entro 15.000 euro. Il piano sostituisce i tagli generalizzati concessi a tutti gli automobilisti italiani.
- I rilevamenti dei prezzi indicano valori medi pari a 2,039 euro per la benzina e 2,147 euro per il diesel. Le stazioni autostradali registrano cifre fino a 2,221 euro per ogni litro di carburante.
- L’assenza di interventi sul prelievo fiscale causerebbe un rincaro netto pari a 8,5 euro su un pieno di 50 litri. Il totale delle risorse destinate alla misura raggiunge la quota di 2,5 miliardi di euro.
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Ultima modifica: 4 Settembre 2026




