I listini dei carburanti tornano a bruciare le tasche di chi viaggia a causa della riduzione sugli sgravi fiscali legati alle imposte di fabbricazione. La mappa dei costi elaborata per le stazioni di servizio evidenzia un incremento immediato per i veicoli mossi da motorizzazioni alimentate a gasolio.
La mappa dei costi per i carburanti stradali e autostradali
La contrazione delle agevolazioni produce una spesa superiore per il rifornimento dei serbatoi delle automobili attraverso i distributori automatici self service.
Le rilevazioni diffuse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano i cambiamenti avvenuti in appena 48 ore. I dati raccolti testimoniano aumenti netti per il carburante diesel, mentre i comparti della benzina beneficiano di flessioni momentanee legate alle quotazioni industriali.
La gestione economica della vettura risente di tali oscillazioni tariffarie, obbligando i conducenti a calcolare esborsi imprevisti per i carburanti durante i transiti quotidiani sulla rete viaria nazionale.

Le cifre dei rincari regionali per il pieno di gasolio
La situazione territoriale del paese si presenta variegata, evidenziando picchi importanti che superano la soglia critica di 2 euro per ogni litro in 13 territori su 20. La graduatoria decrescente fotografa il valore economico del gasolio e la spesa suppletiva per un rifornimento completo da 50 litri:
- Bolzano: quota 2.042 euro al litro, incremento pari a 1,05 euro per l’erogazione totale.
- Calabria: quota 2.030 euro al litro, incremento pari a 1,45 euro per l’erogazione totale.
- Molise: quota 2.025 euro al litro, incremento pari a 1,15 euro per l’erogazione totale.
- Sardegna: quota 2.025 euro al litro, incremento pari a 1,45 euro per l’erogazione totale.
- Valle d’Aosta: quota 2.021 euro al litro, incremento pari a 1,30 euro per l’erogazione totale.
- Friuli Venezia Giulia: quota 2.017 euro al litro, incremento pari a 0,85 euro per l’erogazione totale.
- Toscana: quota 2.017 euro al litro, incremento pari a 1,55 euro per l’erogazione totale.
- Basilicata: quota 2.013 euro al litro, incremento pari a 0,90 euro per l’erogazione totale.
- Sicilia: quota 2.013 euro al litro, incremento pari a 0,95 euro per l’erogazione totale.
- Puglia: quota 2.012 euro al litro, incremento pari a 1,35 euro per l’erogazione totale.
- Trento: quota 2.011 euro al litro, incremento pari a 1,00 euro per l’erogazione totale.
- Liguria: quota 2.010 euro al litro, incremento pari a 1,35 euro per l’erogazione totale.
- Lombardia: quota 2.003 euro al litro, incremento pari a 1,45 euro per l’erogazione totale.
- Piemonte: quota 2.003 euro al litro, incremento pari a 1,40 euro per l’erogazione totale.
- Emilia Romagna: quota 1.998 euro al litro, incremento pari a 1,20 euro per l’erogazione totale.
- Lazio: quota 1.997 euro al litro, incremento pari a 0,95 euro per l’erogazione totale.
- Umbria: quota 1.996 euro al litro, incremento pari a 1,00 euro per l’erogazione totale.
- Abruzzo: quota 1.995 euro al litro, incremento pari a 1,00 euro per l’erogazione totale.
- Campania: quota 1.993 euro al litro, incremento pari a 0,85 euro per l’erogazione totale.
- Marche: quota 1.989 euro al litro, incremento pari a 1,35 euro per l’erogazione totale.
- Veneto: quota 1.988 euro al litro, incremento pari a 1,10 euro per l’erogazione totale.
I dati indicano una penalizzazione diffusa per gli utenti della strada che impiegano modelli stradali a gasolio per le proprie trasferte di lavoro.

Le reazioni dei consumatori e le richieste al governo
L’associazione di tutela lancia l’allarme per l’impatto sul costo della vita e la frenata dei consumi che potrebbe compromettere la ripresa economica generale.
“La riduzione dello sconto delle accise ha causato, dal 6 giugno ad oggi, un aggravio pari a 90 cent per un pieno di 50 litri di gasolio in autostrada e pari a 1 euro e 20 cent lungo la rete stradale nazionale, arrivando in media oltre i 2 euro. A stare sotto questa soglia solo 7 regioni su 20” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“La stangata è minore della mera traslazione del rialzo di 5 cent delle accise, 6,1 cent considerando anche l’Iva, solo perché il prezzo industriale in questi giorni è sceso, come attesta il minor prezzo della benzina, per la quale si risparmiano, in appena 2 giorni, 30 cent a rifornimento in autostrada e 20 cent nelle strade. Una pacchia destinata domani a svanire, visto il rincaro del petrolio di oggi” prosegue Dona.
“Quanto alle tesi bislacche di Fmi e Bce, per fortuna il Governo finora non le ha prese in considerazione e speriamo non lo faccia neanche dopo il 3 luglio, quando il taglio delle accise sui carburanti chiediamo fin da ora venga prorogato se non sarà finita la guerra in Medio Oriente” aggiunge Dona.
“Fare bonus carburanti o benefit attraverso le imprese, non solo sarebbe una presa in giro, dato che poi les imprese non sarebbero obbligati a riconoscerli ai loro dipendenti pendolari, ma la cosa più grave è che queste misure non servirebbero a frenare l’inflazione, il vero pericolo che può mandare in dissesto i conti pubblici attraverso una riduzione dei consumi. Fmi e Bce, da quando non c’è più Draghi, continuano a commettere l’errore di preoccuparsi solo del debito e non del Pil che sta nel denominatore del rapporto”.
“Senza contare che quegli stanziamenti non creano deficit, dato che sono un extragettito non previsto. Sono soldi pagati in più dagli automobilisti che devono essere semplicemente restituiti a chi li ha versati. Una partita di giro, insomma, anche se poi dal punto di vista contabile se lo Stato rinuncia a quel surplus tecnicamente bisogna riportare gli effetti finanziari che derivano da quella disposizione e la misura viene contabilizzata come un onere. Ma è solo un fatto tecnico” con conclude Dona.

Le 5 cose da sapere sui prezzi carburanti
- La diminuzione dei bonus statali causa rincari immediati fino a 1,20 euro su un singolo rifornimento di gasolio.
- Il prezzo della benzina registra ribassi passeggeri ammortizzando parzialmente i costi vivi grazie alla discesa dei valori industriali.
- La provincia di Bolzano conquista il primato dei rincari massimi toccando la quota di 2,042 euro per ogni litro.
- Soltanto 7 regioni del territorio nazionale mantengono i listini del combustibile diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro.
- L’Unione Nazionale Consumatori richiede modifiche urgenti per estendere lo scudo fiscale sulle accise sui carburanti oltre la scadenza del 3 luglio.
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Ultima modifica: 8 Giugno 2026




