Diesel 2026, Italia prima in Europa per peso tasse e accise

La analisi condotta dal centro studi di Facile.it mette in luce le criticità del prezzo del Diesel in Italia.

Le statistiche fornite dalla Commissione Europea confermano il primato negativo del Paese per la tassazione elevata. Il riallineamento delle imposte erariali scattato con il primo giorno del periodo annuale ha modificato la struttura dei costi per i consumatori.

La manovra governativa prevede un incremento di 4,05 centesimi di euro per il diesel e una riduzione equivalente per il carburante dei motori a scoppio. La incidenza delle accise e della imposta sul valore aggiunto raggiunge la quota del 59% sulla cifra totale richiesta alla stazione di servizio.

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La spesa per il diesel rappresenta un onere pesante per le famiglie che utilizzano la automobile per gli spostamenti quotidiani.

Il valore intermedio rilevato per il rifornimento si attesta sulla soglia di 1,644 euro per ogni singolo litro di prodotto energetico erogato. La quota di 0,969 euro finisce nelle casse dello Stato sotto forma di tributi rendendo il costo finale tra i più elevati del continente.

Il prezzo medio per il diesel in Italia, al netto di accise e imposte, risulterebbe il terzo più basso d’Europa” spiegano gli esperti di Facile.it.

Classifica UE e incidenza percentuale dei tributi

La graduatoria dei paesi appartenenti alla Unione Europea evidenzia il distacco del territorio nazionale rispetto alle altre realtà politiche del Vecchio Continente. La Slovenia segue a breve distanza con una pressione fiscale che occupa il 57% del valore finale richiesto per il Diesel. Nazioni quali il Belgio e la Francia unitamente alla Irlanda mostrano una percentuale di tassazione che si ferma alla quota del 55%.

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In Germania il prelievo operato dallo Stato incide per il 54% sul costo del rifornimento effettuato dai cittadini presso le stazioni stradali. Le posizioni inferiori della lista accolgono la Svezia e la Spagna dove i tributi pesano per il 45% della spesa complessiva sostenuta. La Bulgaria chiude la sequenza dei paesi europei con una incidenza del 43% rappresentando il valore minimo riscontrato nel corso della indagine citata. Tali divergenze normative alterano la competitività del sistema dei trasporti e gravano sulla capacità di spesa dei residenti nelle zone della penisola.

Analisi dei costi chilometrici e divario europeo

La simulazione dei costi su una distanza di 10.000 km svela la entità reale del prelievo fiscale subito da un automobilista italiano. Il conducente residente nel Bel Paese versa un ammontare di 533 euro a titolo di IVA e tributi doganali per tale percorrenza con il Diesel. Un utente delle autostrade tedesche destina a scopi fiscali la cifra di 494 euro mentre il cittadino francese spende 480 euro.

La situazione appare vantaggiosa per chi risiede nel regno di Svezia dove la uscita finanziaria per i tributi scende a 364 euro. Il primato del risparmio spetta alla Spagna con un esborso di 341 euro che equivale a una riduzione del 36% rispetto alla Italia. La differenza di spesa tra le diverse nazioni suggerisce una pressione asimmetrica che penalizza il settore della mobilità privata e professionale nazionale.

Focus benzina e impatto economico generale

La riduzione delle tasse sulla benzina porta il costo alla pompa a 1,654 euro al litro con una componente fiscale del 59%. Il prelievo erariale per la alimentazione dei motori a ciclo Otto si fissa sul valore di 0,971 euro per ogni unità volumetrica. La notizia del calo dei prezzi risulta parziale poiché il consumo dei motori a gasolio risulta superiore in misura rilevante nel Paese.

Carburante diesel, rifornimento

La rimodulazione delle tariffe comporta un aggravio economico per la collettività dei guidatori quantificabile in oltre 550 milioni di euro ogni anno. La nazione italiana occupa il settimo posto assoluto per il valore nominale dei tributi sulla benzina e il nono per il peso percentuale. Il quadro complessivo delinea una condizione di svantaggio strutturale che condiziona le scelte dei consumatori e le strategie del Marchio di produzione automobilistica.

Stato Membro Quota di Accise e Imposte (%)
Italia 59%
Slovenia 57%
Belgio 55%
Francia 55%
Irlanda 55%
Malta 54%
Germania 54%
Romania 50%
Paesi Bassi 49%
Svezia 45%
Spagna 45%
Bulgaria 43%

Le 5 cose da sapere sul Diesel e i regimi fiscali

  1. L’Italia detiene la maglia nera in Europa per il peso delle imposte sul diesel che raggiungono il 59% del prezzo finale.
  2. Senza il carico di accise e tributi il valore del combustibile italiano risulterebbe il terzo più conveniente del territorio continentale.
  3. Per una percorrenza di 10.000 km un automobilista italiano versa 533 euro allo Stato superando i costi registrati in Francia e Germania.
  4. Il rincaro del gasolio scattato nel mese di gennaio genera un onere superiore ai 550 milioni di euro per i consumatori nazionali.
  5. La Spagna offre un regime fiscale sui carburanti molto più leggero con un risparmio del 36% rispetto ai costi rilevati nella penisola.

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Ultima modifica: 14 Gennaio 2026