Mini Countryman 2024, prova su strada della C e della JCW

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di Giuseppe Tassi

Come tramutare la Mini in un megacrossover di lusso senza tradire lo spirito del brand e l’indole corsaiola dell’archetipo. L’operazione Countryman corre su questo ambizioso binario senza deragliare.

La ‘Minona‘ si fa sempre più lunga (+13 centimetri) più alta (+6 centimetri) e più tecnologica, con l’ambizione di passare da seconda auto a vettura per tutta la famiglia, guadagnando spazi e comfort in un abitacolo completamente rivisitato.

La sfida al mercato, con ambizioni di conquista verso una nuova clientela, è doppia: da una parte la Countryman elettrica con un propulsore a impatto zero, da 204 o 313 cv e autonomia superiore ai 400 km; dall’altra le versioni a propulsione tradizionale (benzina mild-hybrid ma anche diesel) con potenze che vanno dai 163 cv del modello d’ingresso ai 300 della versione John Cooper Works con trazione integrale e assetto dichiaratamente sportivo.

Tutte le Countryman hanno una rigoroso marchio di fabbrica tedesco e nascono sull’eclettica piattaforma dello stabilimento di Lipsia, che produce sia auto elettriche che a motore termico.

La silhouette della grande Mini si fa ancora più imponente e atletica ma il design rimane minimalista ed essenziale. Una banda nera fascia tutta la vettura ed evidenzia il tetto in altra tonalità di colore.

Sul montante posteriore una scritta che caratterizza il modello. Gli allestimenti sono quattro: Essenzial, Classic, Favoured e John Cooper Works, la versione più sportiva.

Il prezzo d’ingresso per la Countryman C è di 34.900 euro. Questa versione è spinta da un 3 cilindri benzina 1,5 turbo che lavora in combinazione con un motore elettrico da 48V e accelera da 0 a 100 orari in 8,3 secondi.

La top di gamma John Cooper Works costa 51.000 euro ed è alimentata da un 4 cilindri benzina 2.0, ha trazione integrale, 300 cv in corpo e accelera da 0 a 100 in 5,4 secondi.

Mini Countryman 2024, l’anima su asfalto

Sono queste due le vetture oggetto della nostra prova su strada sulle colline che da Firenze si inerpicano fino alla zona del Chianti. Un itinerario perfetto per misurare la reattività della ‘Minona‘.

Molto elastica e morbida nella guida la versione C, con l’elettrico che sostiene in modo importante accelerazioni e riprese, quando serve più verve per un sorpasso.

Eccellente la tenuta di strada perché Countryman resta perfettamente incollata all’asfalto nonostante la mole più cospicua e l’altezza cresciuta di 6 centimetri. Per assaporate al meglio il tipico go-kart feeling meglio affidarsi alla grintosa John Cooper Works, nera e saettante lungo le curve del percorso.

Qualche perplessità davanti alla spinta di 300 cv solleva il cambio automatico: se si tentano accelerazioni brusche, specie in salita, il motore sembra girare a vuoto prima di trovare il perfetto equilibrio.

Nata per strappare clienti alla concorrenza, Countryman si è sottoposta a un robusto maquillage interno.

Gli spazi sono molto ampi e comodi anche nella seconda fila, la pelle vegetale che sostituisce quella classica offre un impatto piacevole, così come i materiali riciclati che prendono il posto delle plastiche tradizionali.

Per avviare la marcia, si gira una chiavetta e una piccola leva, subito accanto , funge da cambio. I pulsanti sono ridotti al minimo. Solo il volume della musica si regola in modo tradizionale.

Tutti gli altri comandi sono concentrati nel grande touch Oled che raggiunge il diametro di 23 centimetri.  È lui il Grande Fratello che governa ogni funzione, compreso il clima.

Può diventare navigatore e tramutarsi in tachimetro digitale se si inserisce il go-kart-mood. Un evoluto comando vocale permette di cambiare la schermata del grande display circolare e di personalizzarla secondo i gusti e le necessità del guidatore.

Passo avanti importante anche in materia di ausili alla guida. Ora Countryman è in grado di leggere i segnali, decelerare e riprendere la marcia in colonna grazie a tutti gli Adas che configurano un livello 2 di guida autonoma.

Ma dentro questo megacrossover molto tedesco e molto solido è rimasta un po’ dell’anima sfrontata della vecchia Mini.

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Ultima modifica: 24 Febbraio 2024

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