BYD Atto 3, la prova. Come va il Suv elettrico cinese

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La sfida di BYD, colosso cinese, sul mercato delle auto elettriche in Europa e in Italia parte dall’alto. Atto 3 è la punta di lancia del Marchio, acronimo di Build Your Dreams, decisa a competere con Costruttori europei, americani, giapponesi e coreani.

Da Tesla a Volkswagen, da Hyundai a Toyota, Peugeot e Fiat o Alfa Romeo.

BYD, nata nel 1995, i suoi sogni gli ha resi realtà, diventando una multinazionale di enorme successo.  Assembla batterie per il 20% degli smartphone a livello globale e nel mondo delle quattro ruote s’è già fatta largo.

Per esempio, in Israele, paradiso delle start-up, detiene il 35% del mercato delle auto elettriche, con Atto 3 che da sette mesi è la vettura più venduta in assoluto .

Atto 3 è un Suv del segmento C, lungo 4,46 metri e si presenta con un corredo assolutamente completo.

Atto 3, le batterie Blade e la architettura e-Platform 3.0

La chicca tecnologica sono batterie Blade, ovvero “lama”, realizzate in celle lunghe e sottili, che occupano il 50% in meno di spazio. Sono di tipo LFP (litio-ferro-fosfato) regalano una maggiore sicurezza, non si incendiano subito quando danneggiate e possono essere caricate fino al 100% senza stressarsi. Il contraltare: sono più lente in questa operazione (in corrente continua 30-80% in 29 minuti) e patiscono maggiormente le basse temperature.

La capacità è di 60,4 kWh, per una autonomia dichiarata di 420 km nel ciclo combinato. Il motore ha una potenza di 204 cavalli e una coppia da 310 Nm. Numeri interessanti, per accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi a questa trazione anteriore.

BYD Atto 3 su strada
La Dragon Face, un frontale essenziale, senza fronzoli

Esternamente BYD Atto 3 mostra uno stile sobrio, caratterizzato soprattutto dalla Dragon Face, definita dalla linea continua che unisce i due fari e di fatto sostituisce la calandra.

Fuori dal coro l’abitacolo. Il passo di 2,72 metri la rende ospitale per 5 persone, ma soprattutto spicca il grande schermo centrale da 15,6 pollici (12,8” nella versione base), rotante. Una soluzione particolare.

Basta premete un tasto sul volante o sullo stesso display per scegliere tra la configurazione orizzontale o verticale. Tutto molto funzionale.

La strumentazione, di tipo quasi motociclistico, è da 5,7”, di fatto incastonata dietro al volante, ma in grado di offrire tutte le informazioni fondamentali.

Lo schermo da 15,6 pollici in posizione verticale

Il sistema è basato su Android 10, presenti gli aggiornamenti OTA e non mancano i vezzi estetici: le bocchette dell’aria sono orientate da anelli che richiamano gli attrezzi da palestra, al pari delle dei supporti laterali delle portiere che ricordano i bilancieri.

Non ci sono le tasche laterali, ma tre corde elastiche contenitive che ricordano quelle di una chitarra ed emettono suoni quando pizzicate: elemento da prototipo, invece l’auto è di serie.

Corde… elastiche che suonano al posto delle tasche laterali sulle portiere

La temperatura è regolata il climatizzatore è mono-zona, abbinato alla pompa di calore di serie che migliora l’efficienza, altro plus, come la presenza delle bocchette d’aria posteriori.

Materiali e assemblaggi sono di buon livello, sono compresi nella dotazione i rivestimenti in pelle vegana.

L’architettura e-Platform 3.0, utilizzata anche per gli altri modelli del Marchio, permette un bagagliaio con una capienza da 440 a 1.138 litri, nella media della categoria.

Scenografico il tetto panoramico scorrevole in vetro con parasole, anch’esso di serie.

BYD Atto 3, come va su strada

Accoglie in abitacolo mettendo subito a proprio agio. Per partire bisogna attivare il un pulsante di accensione, dettaglio un po’ retrò per una elettrica. Semplici le regolazioni, quattro le modalità di guida: Sport, Normale, Eco e Neve. L’intesa arriva in pochissimo tempo.

La sicurezza non si discute, è allo stato dell’arte. Presenti i sistemi di assistenza di secondo livello avanzato e corroborati dalle cinque stelle ottenute nei crash test Euro NCAP,

Atto 3 promette quel che mantiene, esibendo sfodera nel comfort, acustico e di marcia, la sua peculiarità.

In marcia le sospensioni assorbono con disinvoltura eventuali asperità. Quando serve la spinta elettrica è notevole, soprattutto, come prevedibile, la ripresa è sempre immediata.

L’indole non è sportiva, l’obiettivo è di soddisfare quanti più automobilisti possibile. Lo sterzo è votato alla leggerezza più che alla prontezza: adatto a una vettura da famiglia, scattante, ma non estrema.

L’autonomia reale rilevata da QN Motori arriva a 350 km guidando senza affanni o attenzioni particolari.

Una elettrica trasversale, non per tutti, ma per molti. Atto 3 sarà in concessionaria tra pochi giorni grazia alla collaborazioni con i top dealer  quali Autotorino, Barchetti, Intergea.

Sarà da subito, tra giugno e luglio, a  Milano, Brescia, Verona, Torino, Firenze. Poi  a Como, Bergamo, Udine, Modena, Trento e Bolzano. L’obiettivo è di  45 punti vendita entro il 2025.

Atto 3 ha un prezzo dada 41.990 euro per l’allestimento Comfort con schermo centrale da 12,8” e da 43.490 euro per la top di gamma Atto 3 Design. Rientra nell’ecobonus con un potenziale sconto di 5.000 euro, compresa la rottamazione. Si profila come un’auto elettrica competitiva.

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Ultima modifica: 17 Luglio 2023

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