Il sipario si alza sulle Fiere di Parma il 7 e 8 marzo per celebrare un patrimonio che profuma di benzina e leggenda. La nuova edizione di Automotoretrò trasforma i padiglioni in un tempio della cultura motoristica dove le vetture classiche recitano il ruolo di protagoniste assolute.
Secondo le analisi prodotte dal Centro Studi ACI, il valore economico del parco circolante d’epoca in Italia raggiunge la cifra impressionante di 103,9 miliardi di euro. Oltre 52 miliardi appartengono esclusivamente a modelli che superano i 40 anni di età, confermando come il tempo sia il miglior alleato per la rivalutazione finanziaria di ogni Marchio prestigioso.
La passione per il collezionismo non conosce confini geografici, con il 57% della ricchezza automobilistica concentrata nelle regioni settentrionali mentre il resto si divide tra Centro e Sud. Ogni Costruttore presente in fiera racconta una parabola tecnologica che affascina i visitatori attraverso l’esposizione di pezzi unici e conservati meticolosamente.

Mal d’Africa e polvere del deserto
Il cuore pulsante della manifestazione batte forte nell’area dedicata ai rally raid dove la sabbia della Parigi-Dakar sembra ancora incrostata sulle carrozzerie rinforzate. Gli appassionati possono ammirare la Mitsubishi Pajero MPR 51, un prototipo estremo costruito in soli 3 esemplari che sprigiona 300 cavalli grazie a un propulsore turbo da 2.416 centimetri cubici.
Accanto ai giganti a quattro ruote ad Automotoretrò 2026 spiccano le moto che hanno scritto la storia delle maratone africane come la Yamaha XT 500 vincitrice nel 1979. Ogni mezzo esposto rappresenta una sfida vinta contro la natura selvaggia e testimonia l’evoluzione di ogni Casa impegnata nelle competizioni più logoranti del pianeta. I camion da assistenza come il Mercedes 6×6 da 14.000 centimetri cubici completano un quadro dedicato a chi ama l’avventura senza compromessi tecnici.
Icone stradali e mercato del lusso ad Automotoretrò
Dalle dune del Sahara si passa all’eleganza senza tempo delle granturismo che hanno segnato il design automobilistico del secolo scorso. La celebrazione dei 91 anni di Jaguar mette in mostra la celebre E-Type del 1962, definita da molti esperti la macchina più bella mai prodotta al mondo.

La Mercedes-Benz 280 SL del 1969 affascina per le sue linee pulite mentre la Porsche 911 S del 1973 rappresenta la purezza della guida sportiva tedesca. Il valore medio di queste automobili si attesta sui 24.200 euro ma le cifre lievitano rapidamente per gli esemplari ultraquarantenni che superano agevolmente i 31.400 euro. Durante l’evento la mostra fotografica Donne e motori? Gioie e basta offre una prospettiva sociale necessaria per abbattere i vecchi pregiudizi legati all’universo meccanico.
I talk ad Automotoretrò 2026 ospitano figure del calibro di Giampaolo Dallara che discutono del futuro del settore in un confronto tra diverse generazioni di esperti e piloti. “Il marchio storico come patrimonio culturale” spiega l’importanza di preservare le radici industriali italiane per garantire la continuità di un’eccellenza riconosciuta globalmente.

Le 5 cose da sapere su Automotoretrò e le auto storiche
- Il valore totale delle auto storiche italiane ammonta a 103,9 miliardi di euro.
- Automotoretrò si svolge alle Fiere di Parma nei giorni 7 e 8 marzo 2026.
- In mostra la Mitsubishi Pajero MPR 51 da 300 cavalli in carrozzeria kevlar.
- L’ingresso giornaliero acquistato online costa 12 euro più i diritti di prevendita.
- Il 57% del patrimonio motoristico nazionale risiede nelle regioni del Nord Italia.
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Ultima modifica: 3 Marzo 2026



