Il Salone dell’Auto di Ginevra: come raggiungere la mostra

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In Italia lo chiamiamo impropriamente Salone dell’Auto, in realtà quello di Ginevra, che si terrà dal 7 al 17 marzo per la sua 89esima edizione è il “Motorshow”, un evento imperdibile per tutti gli addetti ai lavori del settore automotive ma anche per gli appassionati. Dall’Italia sono migliaia i visitatori che salgono oltre il confine svizzero per vedere le ultime novità e assistere alle spettacolari presentazioni dei modelli più recenti che negli ultimi anni hanno puntato molto soprattutto su elettrico e ibrido.

MotorShowGinevra 2019, istruzioni per l’uso 

Non cambia la tradizionale collocazione dell’esposizione che è quella del PalaExpo che quest’anno rispetto all’edizione della scorsa stagione ha anche acquistato qualche metro quadrato espositivo in più. Non cambiano nemmeno gli orari di apertura: dalle 10 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 19 nel corso del fine settimana: ingresso pieno a 16 franchi (poco più di 13€)

Il Palexpo, che ospita il Salone di Ginevra 2019, è aperto dalle 10 alle 20 nei giorni infrasettimanali e dalle 9 alle 19 il sabato e la domenica., biglietto scontato per i pensionati (9 franchi) e per le comitive di almeno 11 persone (11 franchi svizzeri a testa). Chi ha voglia di vedere la mostra in un lampo può entrare dopo le 16: biglietto scontato del 50% non cumulabile con le altre offerte, ma tre ore per ammirare tutto il MotorShow sono davvero poche.

Conviene fermarsi una notte in albergo per risparmiare pochi franchi sul biglietto? Ognuno faccia i propri conti: gli alberghi a Ginevra e dintorni durante l’esposizione sono carissimi, sempre ammesso di trovare un buco libero.

Come arrivare a Ginevra, tutti gli itinerari possibili 

L’aeroporto di Ginevra è uno dei più efficienti e meglio serviti d’Europa, i voli arrivano in mattinata da Milano (Linate), Roma (Fiumicino), Napoli (poco dopo mezzogiorno), ancora Roma nel tardo pomeriggio, Venezia e Linate in serata per chi desidera pernottare. Tante le navette che portano verso il centro della città; se si è deciso di dormire in una soluzione più economica, lontana dal carissimo centro, occorre un taxi: e i taxi in Svizzera sono davvero cari.

Arrivare in auto offre vantaggi e svantaggi. Il viaggio Milano-Ginevra, giusto per avere un termine di paragone, una poco meno di quattro ore. Appena varcata la frontiera gli addetti elvetici bloccheranno immediatamente l’auto per farvi acquistare la ‘vignetta’, un pass per le autostrade Svizzere che vale per tutto l’anno. Che viaggiate per un paio di chilometri fino al centro commerciale di Mendrisio o decine di volte su e giù per Zurigo e ritorno sono sempre 40 franchi a meno che la vostra non sia un’auto a noleggio.

Tuttavia, su questo, c’è spesso da discutere. I treni sono un’ottima alternativa: le ferrovie svizzere sono eccellenti per puntualità, qualità del viaggio, comfort delle carrozze. Ma sono decisamente molto più care di quelle italiane: da Chiasso o Domodossola in su il prezzo lievita. Per varcare il confine basta un documento valido: ma attenzione alle verifiche doganali. In uscita dalla Svizzera i frontalieri elvetici sono spesso severissimi.

Sulla strada per Ginevra occhio agli Autovelox

Arrivare a Ginevra è facile: si passa il traforo del Monte Bianco (a pagamento) si imbocca l’autostrada A40 in direzione Francia. Attenzione a non prendere il bivio per Lione. Chi sceglie il tunnel del Gran San Bernardo avrà uno sconto sul pedaggio al ritorno.

Se in Italia Tutor e autovelox hanno rovinato la vita di chi cerca di tenere il ritmo di guida un po’ alto, in Svizzera viaggiare è diventato un incubo: strade e autostrade sono zeppe di telecamere, fotocellule e T-Rex. Le multe sono salatissime, raramente vengono contestate al momento: più spesso vengono comunicate con una incomprensibile lettera in tedesco (per chi non lo parla) dove si capisce solo che devi pagare, subito fornendo i dati della tua carta di credito.

Se non si paga si rischia grosso: le autorità svizzere fanno scattare una rogatoria internazionale per cui si riceve una visita che procedono a un interrogatorio per il riconoscimento. Una bella rottura di scatole. Il contravvenente dovrà essere rappresentato anche da un avvocato. Il rischio è quello di non mettere più piede in Svizzera.

Ultima modifica: 12 Marzo 2019