Rottamazione auto fermo amministrativo, la pubblicazione della legge 14/2026 segna il tramonto delle auto fantasma che per anni hanno popolato i margini delle strade italiane tra degrado e ruggine.
Circa 4 milioni di mezzi intrappolati nel limbo burocratico del fermo amministrativo possono finalmente puntare verso la radiazione definitiva dai pubblici registri nazionali. Una rottamazione definitiva.
La normativa permette ai proprietari e ai Comuni di procedere con la demolizione dei veicoli fuori uso liberando suoli pubblici e terreni privati dalla presenza di carcasse inquinanti.

Fino al recente passato la cancellazione risultava impedita dal vincolo fiscale costringendo i titolari al versamento del bollo per vetture ormai ridotte a rottami inutilizzabili.
Libertà dai costi fissi
Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri, commenta la svolta dichiarando: “I proprietari potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi ma non potranno beneficiare di incentivi pubblici per l’acquistoâ€.

La possibilità di radiazione non estingue il debito pregresso verso lo Stato ma interrompe il circolo vizioso delle tasse automobilistiche su automobili ferme da decenni.
Le amministrazioni locali ottengono poteri di rimozione semplificati per bonificare le aree urbane da 1 milione di esemplari destinati allo smaltimento presso i centri autorizzati.
L’operazione richiede la massima attenzione poichè la rinuncia al veicolo comporta l’esclusione automatica dalle future agevolazioni fiscali previste per il rinnovo del parco circolante nazionale.
Rottamazione e database della sicurezza
Il Ministero delle Infrastrutture attiva contemporaneamente l’elenco telematico dei veicoli che hanno ignorato le campagne di richiamo tecnico predisposte da ogni Costruttore automobilistico.
L’archivio digitale raccoglie i dati delle unità che trascorsi 24 mesi dall’avviso non risultano portate in officina per gli interventi correttivi necessari alla protezione stradale.
“Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamoâ€, sottolinea ancora il Presidente Galli.
Il sistema garantisce una trasparenza totale permettendo a chiunque di consultare lo stato di salute della propria vettura tramite il Portale dell’automobilista o applicazioni mobili dedicate.

Sanzioni e responsabilitÃ
La Casa produttrice rischia multe fino a 60.000 euro per ogni omissione mentre il conducente sorpreso alla guida di un mezzo non conforme riceve un verbale da 173 euro.
La tecnologia sofisticata dei modelli moderni impone verifiche costanti sui componenti elettronici e meccanici che spesso presentano difetti di fabbrica segnalati tardivamente agli utenti finali.
La consultazione dell’elenco diventa fondamentale per evitare di circolare su vetture potenzialmente pericolose a causa di airbag difettosi o sistemi frenanti soggetti a malfunzionamenti improvvisi.
Il termine per la messa a norma del database scade il prossimo 17 febbraio data in cui le forze dell’ordine inizieranno i controlli incrociati sulle targhe segnalate.

Le 5 cose da sapere sulla rottamazione auto fermo amministrativo
- Radiazione possibile: La legge 14/2026 permette la rottamazione di radiare dal PRA i veicoli sottoposti a fermo amministrativo eliminando l’obbligo del bollo.
- Niente incentivi: Chi sceglie la demolizione di un mezzo con fermo non può accedere a bonus statali o agevolazioni per l’acquisto di nuove auto: non è quel tipo di rottamazione.
- Potere ai Comuni: Gli enti locali possono rimuovere forzatamente le vetture abbandonate in strada per motivi di sicurezza stradale e tutela dell’ambiente urbano.
- Elenco richiami: Nasce un database pubblico consultabile online che segnala le auto che non hanno effettuato le riparazioni obbligatorie disposte dal Costruttore.
- Multe pesanti: I proprietari sorpresi a circolare con auto inserite nel database dei richiami rischiano 173 euro mentre i Marchi inadempienti pagano fino a 60.000 euro.
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Ultima modifica: 16 Febbraio 2026




