Chilometri truccati, la truffa è dietro l’angolo. L’acquisto di un mezzo usato nasconde insidie pericolose a causa di venditori disonesti decisi a ringiovanire il veicolo con un trucco software digitale.
Le analisi condotte indicano una realtà inquietante fatta di cifre alterate per innalzare il valore finale di berline e crossover di grande successo commerciale.
CarVertical pubblica un elenco dei modelli colpiti dalle alterazioni dei dati numerici relativi ai percorsi totali effettuati, i famigerati “chilometri truccati” sulle strade italiane durante l’anno scorso.

L’assenza di un accesso condiviso ai dati sui veicoli rende gli automobilisti facili vittime delle frodi sul chilometraggio totale della vettura scelta per l’acquisto.
Il risultato consiste in un esborso in moneta sonante in misura superiore al dovuto unito a spese future per la meccanica del mezzo acquistato.
Chilometri truccati: modelli vulnerabili alla manomissione elettronica dei dati
Il Marchio francese vede la Renault Megane in cima alla lista nera con una quota di esemplari manomessi pari al 5,7% del totale analizzato.
La riduzione media per tale vettura raggiunge quota 40.026 km mentre la BMW Serie 3 segue a ruota con un dato del 5,1%.

La berlina tedesca subisce interventi pesanti con una sottrazione media pari a 85.677 km sulla pelle dei futuri proprietari raggirati da commercianti infedeli.
In terza posizione tra le auto usate con chilometri truccati appare la Peugeot 3008 che registra una quota di contachilometri taroccati corrispondente al 4,7% dei controlli effettuati durante l’ultimo periodo solare.

Il crossover transalpino perde in media 75.407 km rendendo la manutenzione del veicolo una incognita totale per chi decide di investire i propri risparmi.
Molti di tali esemplari circolano in diversi Stati europei e subiscono la riduzione dei valori numerici durante i passaggi attraverso le frontiere nazionali.
“I dati relativi al chilometraggio, alla storia dei danni, ai passaggi di proprietà e ad altre informazioni cruciali per gli acquirenti restano spesso confinati nei database delle istituzioni nazionali e delle aziende private. Queste informazioni non sono facilmente accessibili, ed è per questo che gli automobilisti di tutta Europa rischiano di acquistare auto gravemente danneggiate o con chilometraggi significativamente alterati. La manomissione del contachilometri è anche una delle principali cause delle ingenti perdite economiche che colpiscono ogni anno conducenti e Paesi” afferma Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical.
Riduzioni chilometriche e perdite economiche per l’acquirente
Le diminuzioni medie dei percorsi risultano numericamente superiori su ammiraglie e veicoli commerciali capaci di coprire lunghe distanze in tempi assai brevi.
La Mercedes-Benz Classe E guida questa classifica negativa con una sottrazione media di ben 116.907 km effettuata prima della vendita nel mercato dell’usato.

La BMW Serie 5 occupa la posizione successiva con un valore di 96.585 km in difetto rispetto alla percorrenza reale registrata nelle centraline elettroniche.
Il Fiat Ducato chiude il podio dei mezzi con le maggiori alterazioni di chilometri turccati dichiarando 96.568 km in meno rispetto al lavoro svolto sulle strade della penisola.
Tali macchine diventano difficili da gestire sotto il profilo tecnico e mostrano una affidabilità ridotta a causa dello stress meccanico subito dai componenti usurati.
“In un rapporto sulla storia del veicolo, gli automobilisti possono vedere come il chilometraggio di un’auto è cambiato nel corso degli anni, quando è stato manipolato e di quanti chilometri è stato ridotto. Alcuni veicoli subiscono più manomissioni nel tempo per risultare più appetibili sul mercato dell’usato. Anche se la frode del contachilometri può sembrare un problema di poco conto, queste auto sono difficili da mantenere e imprevedibili. Inoltre, quando gli attuali proprietari proveranno a rivendere il veicolo in futuro, il suo valore ne risentirà inevitabilmente” spiega Buzelis.
Alternative sicure e strumenti di difesa per l’acquisto
Una parte della produzione automobilistica attira in misura minore le attenzioni dei falsari grazie a controlli più stringenti o minore appetibilità per le truffe.
Il rischio di incappare in una frode sui chilometri truccati appare assai basso per la Audi A4 con una percentuale di anomalie ferma al 2,97% dei casi.
La Opel Corsa segue con il 2,98% mentre la Alfa Romeo Giulietta si attesta su un valore pari al 3% delle verifiche effettuate con successo.
Sebbene le probabilità risultino inferiori rispetto alla concorrenza francese rimane fondamentale verificare la storia del veicolo prima di procedere al pagamento della somma pattuita.
Un controllo accurato dei documenti permette di preservare il valore residuo della vettura ed evita spiacevoli sorprese durante i futuri tagliandi in officina autorizzata.
La manomissione dei dati rimane un reato odioso capace di alterare la trasparenza delle trattative tra privati e professionisti del settore delle quattro ruote.

Le 5 cose da sapere sulla truffa dei chilometri truccati
- Renault Megane risulta l’auto con il maggior numero di contachilometri alterati riscontrati durante le ispezioni digitali in Italia.
- I modelli tedeschi di lusso subiscono le riduzioni di percorrenza numericamente superiori rispetto alle altre categorie di vetture circolanti.
- Il controllo della storia del veicolo permette di ricostruire i passaggi di proprietà e le manutenzioni effettuate negli anni precedenti.
- Audi A4 e Opel Corsa rappresentano gli acquisti con il rischio minore di subire una truffa sul quadro strumenti digitale con i chilometri truccati.
- Le frodi causano perdite economiche enormi ai proprietari che ignorano lo stato reale della propria vettura usata al momento della firma.
Leggi ora: le news motori
Ultima modifica: 12 Febbraio 2026



