Juan Manuel Fangio, storia del pilota di F1

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Il mondo del Circus della Formula 1 è senza dubbio più tecnologico e sicuro ma non per questo è privo di emozioni e spettacolo. Anche con tutta questa tecnologia inserita nelle monoposto, è sempre il pilota a fare la gara. Da quando è nato nel 1950, il Circus ha emozionato con mirabili vittorie all’ultimo giro, sconfitte pesanti e tragedie che hanno reso immortali molti campioni automobilistici. Le sfide tra la Ferrari e la McLaren sono entrate nell’immaginario collettivo grazie ai rispettivi Team e piloti, tra cui Juan Manuel Fangio.

I campioni

Molti i campioni che hanno scolpito il proprio nome nella Hall of Fame del Circus con le loro prodezze anche debolezze, infatti, molte volte ci dimentichiamo che dietro quella maschera da pilota tutta spavalderia e coraggio, si celano degli esseri umani con debolezze e incertezze comuni a tutti noi esseri normali. Il campione di Formula 1 più titolato non poteva che essere il tedesco Michael Schumacher con all’attivo 7 titoli conquistati (1994-1995-2000-2001-2002-2003-2004) seguito a pari merito (Ancora per poco) dal pilota britannico Lewis Hamilton con 5 titoli (2008-2014-2015-2017-2018) e in procinto di vincere il sesto (2019) e dal pilota degli Anni ’50, l’Italo argentino Juan Manuel Fangio.

Juan Manuel Fangio detto ‘El Chueco’

Lui è forse, anzi è uno dei migliori piloti di formula 1 di tutti i tempi. Juan Manuel Fangio nasce il 24 giugno del 1911 a Balcarce una città argentina a sud-est della provincia di Buenos Aires da una coppia gli immigrati italiani. Infatti, il padre Loreto era originario di Castiglione Messer Marino (Provincia di Chieti) e la madre Erminia D’Eramo era originaria di Tornareccio, sempre in provincia di Rieti. Costretti a lasciare l’Italia per il nuovo mondo in cerca di fortuna come tanti nostri connazionali dell’epoca.

Sopranominato ‘El Chueco’ (Lo storto) poi trasformato a fine carriera in ‘El Quintuple’ (Il Cinque Volte) in onore dei suoi 5 titoli mondiali conquistati, è stato, non solo uno dei migliori piloti al mondo ma forse quello più completo dal punto di vista della conoscenza della propria monoposto. Lui stesso ama dire che: “Non ho mai pensato all’auto come a un mezzo per conseguire un fine, invece ho sempre pensato di essere parte dell’auto, così come la biella e il pistone”.

Juan Manuel Fangio e i suoi esordi argentini

Un pilota con la passione della meccanica (Iniziò a lavorare come meccanico) ma anche lucido e individualista e poco incline al gioco di squadra. Caratteristiche che lo portarono a conquistare 5 titoli mondiali di Formula 1. Ovviamente i suoi esordi con le competizioni automobilistiche sono in Argentina. Nel 1936 prenderà parte al Premio Circuito de Benito Juarez alla guida di una Ford A che si diceva essere stata utilizzata come taxi prima di solcare le piste.

Dopo essere riuscito a qualificarsi al 7° posto (Durante le qualifiche di gara) dovette ritirarsi a causa di problemi meccanici alla sua vettura, quando si trovava al 3° posto! La passione per le competizioni lo porterà a cimentarsi anche nelle competizioni su strada. Ed è nel Gran Premio Internacional del Norte (1940) che ‘EL Chuecho’ riuscirà a trionfare con una Chevrolet Coupé dopo aver percorso oltre 9mila chilometri (La competizione durò 2 settimane) registrando il tempo di 109 ore e 35 minuti. A fine degli Anni ’40 fece la sua prima apparizione in Europa prendendo parte al Gran Premio di Reims (Francia) e qualche gara di Formula 1 e Formula 2 che non porterà a termine sempre a causa di problemi tecnici.

Il ritorno in patria e l’esordio in Formula 1

La parentesi europea gli diede il primo assaggio degli scontri futuri in Formula 1. Nel biennio 1949-50 entusiasmo il pubblico argentino in diverse competizioni che lo videro affrontare piloti europei del calibro di Villoresi e Ascani. Durante la competizione a Mar del Plata, l’idolo di casa rimase vittima di un disastroso incidente in cui rimase coinvolto il pilota italiano Villoresi. Fortunatamente per i due piloti non ci furono gravi conseguenze. L’episodio scatenò nella stampa argentina una campagna contro il Villoresi, accusato di essere la causa principale dell’incidente. Sarà poi lo stesso pilota italo-argentino nei giorni successivi all’accaduto a scagionare in maniera definitiva il pilota italiano.

Il bottino delle gare argentine non fu eccellente ma dimostrò le ottime capacità di Juan Manuel Fangio. Il suo primo anno in Formula 1 (1950) sarà di rodaggio e prenderà il via in una monoposto Alfa Romeo 158 con al suo fianco il compagno di scuderia Nino Farina. Al suo esordio conquisterà il secondo posto nella classifica generale con 3 vittorie (Gran Premio di Monaco, del Belgio e di Francia) e 3 ritiri (Gran Premio di Gran Bretagna, di Svizzera e d’Italia).

La cinquina a firma Fango (1951-1954-1955-1956-1957)

Il suo primo titolo mondiale l’ho conquista nel 1951 con l’Alfa Romeo 159 collezionando 3 vittorie e 2 secondi posto. Purtroppo il 1952 sarà ricordato come l’anno nero di Fango. Un drammatico incidente a Monza lo costringerà a concludere in anticipo la stagione costringendolo al tempo stesso a un lungo riposo forzato.

Riprenderà a gareggiare nel 1953 (Secondo posto) con la Maserati per poi trasferirsi al team Daimler Benz e trionfare nei campionati 1954-55. Il suo pellegrinaggio tra i vari Team automobilistici non era terminato, infatti, nel 1956 approda alla Ferrari portando con sé una dote di 3 titoli mondiali. Il rapporto con Enzo Ferrari non fu dei migliori. Entrambi caratteri forti si scontrarono molte volte e pur trionfando per la quarta volta deciderà di rientrare alla Maserati per il suo quinto e ultimo titolo.

La fine di un’epoca: 1958

Alla fine, dopo un 1958 opaco e con un rapimento a Cuba da parte del gruppo Rivoluzionario Cubano guidato da Fidel Castro, Juan Manuel Fangio decide di dire addio alle competizioni ma on al mondo dell’automobilismo. Rientrato in Patri, si occuperà in prima persona di gestire le sue imprese (Aprii diversi garage) e inoltre ebbe l’esclusiva d’importazione ed esportazione dei prodotti Piaggio per l’Argentina. Il grande pilota italo-argento Fargo morirà il 17 luglio 1995 (84 anni) nella sua città natale, dove riposa nel Mausoleo di famiglia.

Ultima modifica: 19 Dicembre 2019