Byd investe in Europa, ma l’Italia resta il «piano B» per la fabbrica

di Luca Talotta

Byd continua a investire in Italia sul fronte commerciale, ma quando il discorso si sposta sulla produzione industriale lo scenario cambia. L’apertura del nuovo showroom Denza a Venaria Reale, alle porte di Torino, conferma quanto il nostro mercato sia importante per il costruttore cinese.

DENZA TORINO 2 700x467

Allo stesso tempo, però, le parole di Alfredo Altavilla, special advisor di Byd per l’Europa, pongono una questione che va ben oltre un singolo marchio: l’Italia resta per ora un «piano B» nella scelta del secondo stabilimento europeo del Gruppo.

Una situazione che merita una riflessione. Mentre l’industria dell’auto europea attraversa una trasformazione complessa e costosa, attrarre nuovi investimenti produttivi diventa decisivo per difendere occupazione, competenze e filiera. E proprio l’Italia, Paese dalla straordinaria tradizione automobilistica, rischia di vedere altri territori europei muoversi più velocemente.

Byd, Francia e Spagna davanti all’Italia

Dopo il primo impianto europeo in Ungheria, Byd sta valutando dove realizzare il secondo polo produttivo nel continente. Altavilla ha indicato Francia e Spagna tra i Paesi presenti nella short list, mentre l’Italia rimane al momento un’alternativa.

Il punto centrale non sarebbe una questione di tradizione automobilistica, ma di competitività. «Non ho personalmente nessun attaccamento al passaporto dei Paesi, mi interessano le condizioni di competitività. Mi piacerebbe trovarle in Italia, ma non le ho trovate», ha spiegato Altavilla.

Il Gruppo preferirebbe inoltre acquisire e riconvertire un impianto esistente, anziché costruire da zero. Una strategia che rende ancora più importante il costo necessario per riportare una fabbrica alla piena operatività. Francia e Spagna, secondo Altavilla, sarebbero oggi avvantaggiate proprio per il minore investimento richiesto per la riconversione.

La decisione sul secondo sito dovrebbe arrivare entro la fine del 2026. Ma l’orizzonte industriale di Byd è molto più ampio: nel lungo periodo il costruttore ritiene necessari in Europa tre stabilimenti di assemblaggio e una fabbrica di batterie per sostenere i propri obiettivi di crescita e rispettare le normative europee.

Denza Torino 700x467

Il caso italiano e gli stabilimenti da riconvertire

Il tema tocca direttamente una delle grandi questioni dell’automotive nazionale: come utilizzare e valorizzare gli impianti già presenti sul territorio. Altavilla ha ricordato che Byd aveva preso in considerazione anche una struttura Maserati, trovandola però ormai sostanzialmente svuotata delle attrezzature necessarie alla produzione.

È un passaggio che dovrebbe far riflettere. L’Italia possiede ancora una filiera automobilistica di enorme valore, competenze ingegneristiche, fornitori specializzati e una cultura industriale costruita in oltre un secolo. Ma oggi tutto questo deve essere accompagnato da condizioni capaci di rendere conveniente investire e produrre.

Difendere l’automotive italiano non significa soltanto proteggere ciò che esiste, ma creare le condizioni perché nuovi costruttori possano portare produzione, tecnologia e occupazione nel Paese. La competizione, ormai, non è semplicemente tra aziende: è anche tra sistemi industriali nazionali.

Denza apre a Venaria e punta sul mercato italiano

Se la partita della fabbrica rimane aperta, sul piano commerciale Byd procede invece con decisione. A Venaria Reale, in corso Giuseppe Garibaldi 187, è stato inaugurato il primo showroom Denza del Nord-Ovest, realizzato insieme a ForZa, realtà attiva dal 1993 nella distribuzione di marchi premium in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Denza rappresenta il marchio premium e tecnologico del Gruppo e punta sui veicoli a nuova energia. Nel nuovo spazio torinese sono protagoniste Denza Z9GT e Denza D9. La Z9GT, in particolare, viene proposta sia completamente elettrica sia con tecnologia Super Hybrid DM-i.

Quella piemontese è la seconda delle 12 concessionarie Denza previste in Italia entro il 2027, mentre a livello europeo il progetto punta a una rete di circa 350 strutture.

L’obiettivo dichiarato da Byd è altrettanto significativo: arrivare a essere tra i primi tre player del mercato italiano e replicare questa posizione negli altri principali Paesi europei.

Denza Z la supercar elettrica da 1600 cv del Marchio di lusso di BYD 4 700x466

La sfida premium senza una guerra alle supercar

L’espansione di Denza non viene però presentata come un attacco diretto ai marchi europei più esclusivi. Altavilla ha chiarito il posizionamento con parole nette: «Non facciamo la guerra a Ferrari, Lamborghini e Aston Martin».

Una precisazione importante perché mostra come il progetto punti soprattutto a costruire un’alternativa tecnologica nel segmento premium, senza inseguire necessariamente i volumi o l’identità delle grandi Case sportive europee.

Ed è proprio qui che emerge il paradosso italiano. Il nostro mercato viene considerato sufficientemente importante da giustificare una rete commerciale sempre più articolata, mentre sul piano industriale il Paese deve ancora dimostrare di essere competitivo rispetto ai principali rivali europei.

Per l’Italia dell’auto è un segnale da non sottovalutare. La transizione tecnologica non cancella il valore della manifattura: al contrario, rende ancora più importante difendere fabbriche, competenze e capacità produttiva.

Se nei prossimi anni Byd avrà realmente bisogno di tre stabilimenti automobilistici e di una fabbrica di batterie in Europa, la partita non può essere considerata chiusa. Ma per trasformare il «piano B» in un’opportunità concreta serviranno condizioni industriali capaci di convincere chi deve investire.

Leggi ora: le news motori

Ultima modifica: 17 Settembre 2026

In questo articolo