Autovelox 2026, Codacons: dati Mit, caos multe e ricorsi record

Il tema autovelox torna al centro del dibattito pubblico dopo la diffusione dei dati Mit richiesti per chiarire la situazione dei dispositivi attivi sul territorio nazionale.

Il quadro che emerge descrive una gestione frammentata, con effetti che coinvolgono sicurezza stradale, automobilisti e bilanci delle amministrazioni locali chiamate a rispondere a ricorsi numerosi.

L’associazione Codacons segnala da tempo criticità legate alla mancata omologazione di molti apparecchi utilizzati per il controllo elettronico della velocità sulle strade italiane.

Polizia autovelox

La richiesta di trasparenza porta alla pubblicazione delle informazioni trasmesse dai Comuni, passaggio che mette in luce difformità procedurali e lacune amministrative.

I Comuni che non inviano i dati al Ministero perdono la possibilità di utilizzare i rilevatori sul proprio territorio fino alla regolarizzazione delle posizioni.

Gli enti che comunicano i dati ma impiegano strumenti privi di omologazione vedono annullate numerose sanzioni dopo ricorsi presentati dagli automobilisti davanti ai giudici competenti.

Autovelox, sicurezza stradale e dispositivi sotto esame

La funzione primaria dei controlli automatici resta la riduzione della velocità media e la prevenzione degli incidenti lungo tratti stradali con elevata incidentalità.

La presenza di apparecchi irregolari compromette fiducia dei cittadini nei sistemi di controllo e riduce efficacia delle politiche pubbliche dedicate alla sicurezza.

L’assenza di un quadro uniforme crea disomogeneità tra territori, con differenze marcate nella gestione delle postazioni fisse e mobili destinate al monitoraggio della velocità.

Una situazione simile genera incertezza anche tra operatori delle forze dell’ordine, chiamati ad applicare norme che attendono chiarimenti tecnici e giuridici.

Autovelox-Cassazione
Foto: iStock / boyd_malcolm

Autovelox, ricorsi, multe e impatto sui Comuni

Il numero dei ricorsi cresce in parallelo alle contestazioni relative alla regolarità tecnica degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni del codice della strada.

Ogni procedimento legale comporta costi per le amministrazioni, che devono sostenere spese legate a difesa, gestione delle pratiche e possibile restituzione degli importi incassati.

Le entrate derivanti dalle multe rappresentano una voce rilevante per molti enti locali, spesso destinate a interventi su viabilità e manutenzione delle infrastrutture urbane.

L’annullamento di verbali già emessi incide sui bilanci, riducendo risorse disponibili e aumentando pressione finanziaria su Comuni di dimensioni medio piccole.

Decreto omologazioni e stallo normativo

Alla base della situazione si collocano i ritardi nell’adozione del decreto ministeriale dedicato alla procedura di omologazione degli strumenti di rilevazione della velocità.

Il provvedimento risulta atteso da tempo poiché dovrebbe definire criteri tecnici univoci, iter di certificazione e requisiti necessari per l’utilizzo legittimo dei dispositivi.

L’assenza di regole aggiornate mantiene in vita un sistema basato su interpretazioni differenti, con conseguenze dirette sulla validità delle sanzioni elevate lungo la rete stradale.

Il nodo riguarda equilibrio tra controllo del rispetto dei limiti e tutela dei diritti degli automobilisti, tema che coinvolge istituzioni, enti locali e associazioni dei consumatori.

Finché il quadro normativo resta incompleto, il rischio di contenzioso elevato accompagna ogni attività di rilevazione automatica della velocità su strade urbane ed extraurbane.

Il caso autovelox diventa così un banco di prova per la capacità delle istituzioni di coniugare sicurezza, certezza delle regole e gestione corretta delle risorse pubbliche.

Multe autovelox

Ricorsi e autovelox, le 5 cose da sapere

  1. La pubblicazione dei dati Mit evidenzia una situazione disomogenea nella gestione degli autovelox da parte dei Comuni italiani.
  2. I dispositivi privi di omologazione valida espongono le amministrazioni al rischio concreto di ricorsi e annullamento delle sanzioni.
  3. L’incertezza normativa incide sulla sicurezza stradale, perché riduce credibilità e continuità dei controlli sulla velocità.
  4. L’aumento dei contenziosi comporta costi legali e minori entrate da multe, con effetti diretti sui bilanci degli enti locali.
  5. Il decreto ministeriale atteso sulle procedure di omologazione rappresenta il passaggio chiave per ristabilire regole chiare e uniformi.

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Ultima modifica: 2 Febbraio 2026