Ferrari: storia, curiosità e migliori modelli di sempre

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E’ forse l’auto più desiderata al mondo, e non importa nemmeno che possano esserci supercar più potenti, più avanzate, più tecnologiche. Nessuna potrà mai eguagliare il mito Ferrari.

E l’altrettanto mitico fondatore della casa di Maranello, Enzo Ferrari aveva compreso fino in fondo come suscitare un interesse tanto morboso.

Di Ferrari bisogna che ce ne siano meno di quante se ne possano vendere. Non è un caso se una ricerca di mercato dello scorso anno aveva stimato la produzione possibile di Ferrari oltre i 10 mila esemplari. Eppure la produzione non supera mai gli 8000.

Ferrari, il segreto di una produzione esclusiva

Lo diceva proprio il Drake: bisogna produrne una in meno di quante il mercato ne richiede. Ed è verro anche che non basta essere ricchi, avere un conto in banca a tanti zeri.

Per entrare nell’esclusivo club del top di gamma del “Cavallino” bisogna attendere un invito preciso. E avere anche la pazienza di aspettare un anno per portare in garage una Ferrari, magari l’ultimo modello, e forse con qualche personalizzazione, come il colore.

Basti pensare che il modello ibrido chiamato “semplicemente” La Ferrari è già stato venduto sulla carta. I 499 esemplari programmati per la produzione (499, non 500 per l’appunto) sono andati esauriti in pochissimi giorni, nonostante il prezzo proibitivo di un milione e 400 mila dollari. Sarà un modello esclusivo, destinato a far crescere il suo valore a dismisura.

E’ un concentrato di alta tecnologia e innovazione con un motore V12 da 6,3 litri capace di sprigionare una potenza di 950 cavalli. Dove sfreccerà? Molto probabilmente sui viali assolati della California, che si conferma lo stato più avido di Rosse.

Ferrari, la più desiderata in America

Gli Stati Uniti rappresentano il vero punto di forza del mercato per la Rossa di Maranello. Basti pensare che delle 7195 auto prodotte nel 2011, ben 2000 si trovano ora in Nord America.

Questa parte del mondo rappresenta un terzo del fatturato Ferrari, al punto che nel 2015, l’allora presidente Sergio Marchionne portò lo storico marchio italiano a essere quotato nella Borsa di New York. Il cavallino rampante a Wall Street e subito dopo nel 2016 nella borsa di Milano.

Nel 2013 e nel 2014 il brand Ferrari è stato definito il marchio più influente al mondo. Ma è dal 1947, quando il Drake decise, non senza qualche tentennamento, di entrare nel mercato delle auto sportive, che Ferrari è forse il marchio italiano più conosciuto al mondo.

Molto si deve al binomio, fatto di alti e bassi, Ferrari-Pininfarina, che ha prodotto i modelli di auto più belli che la storia automobilistica ricordi.

In fondo Enzo Ferrari, che aveva diretto al scuderia Alfa Romeo, nel 1939 aveva deciso di continuare a fare il suo mestiere, ovvero dirigere una scuderia, ma che fosse tutta sua.

Ferrari, la storia del Cavallino Rampante

Riceve il marchio dalla madre di Francesco Baracca, l’eroe dell’aviazione italiana che nella Grande Guerra aveva abbattuto ben 34 aerei.

E Baracca sul suo biplano aveva lo stemma di famiglia, un cavallino rampante nero sormontato da tre stelle d’oro. Sul rosso che l’Association des Automobiles Reconnues, la non ancora nata FIA degli anni 60, assegna alla Ferrari campeggerà sempre quel cavallino rampante.

E’ nel 1947 che Enzo Ferrari, ripreso lo stabilimento di Maranello gravemente danneggiato dai bombardamenti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, comincia la produzione di auto sportive e da corsa. Auto “artigianali” dove ogni pezzo viene forgiato e costruito da operai di grande professionalità.

Ferrari è già un mito nella Formula 1, dove la scuderia è impegnata fin dalla prima edizione. Il Gran Premio di Monza è l’appuntamento annuale per tutti gli appassionati della Rossa. E’ da sempre che la scuderia organizza eventi collaterali alla corsa per soddisfare la voglia di Ferrari che c’è nel mondo.

Un mito alimentato sempre dai successi, che in Formula 1 sono rappresentati da 15 titoli Piloti e 16 Costruttori. Un record indiscusso raggiunto grazie anche a piloti eccezionali, che hanno alimentato il mito della Rossa, splendida in pista e meravigliosa fuori.

Basti pensare al grande affetto che ancora circonda Michael Schumacher, o a cosa abbia rappresentato negli anni 70 Niki Lauda. E poi ancora Manuel Fangio, Michele Alboreto, Alain Prost, Jill Villeneuve, Alberto Ascari, fino ai più recenti Fernando Alonso, Sebastian Vettel.

Tutti hanno segnato la storia della Ferrari monoposto, ma tutti hanno posseduto anche i modelli sportivi dell’inconfondibile rossa.

Ferrari e il mito 250 GTO

Il modello più ricercato di sempre resterà la 250 GTO, nata dalla breve collaborazione tra Enzo Ferrari e Giotto Bizzarrini, tra il 1957 e il 1961.

Motore V12 da 3000 di cilindrata.Prodotta in soli 36 esemplari, è l’auto sportiva più celebrata degli anni 60, anche negli Stati Uniti, con un design frutto del lavoro di Bizzarrini e Scaglietti, che ancora oggi dice la sua in bellezza e purezza delle linee.

E ancora, tra i modelli più famosi e più desiderati trovano posto di sicuro la Ferrari California, la 360 Modena, la Enzo, la Scaglietti, la 250Testa Rossa, fino alla 599 GTB Fiorano e la F12 Berlinetta.

Molti anni fa un miliardario americano chiese a Enzo Ferrari perché le sue auto fossero rigorosamente a due posti. E il burbero e incrollabile Drake rispose che una Ferrari era fatta per portare una bella donna affianco e un leggero bagaglio.

Una filosofia che non si è rivelata inossidabile come il mito Ferrari, che oggi scopre nuovi mercati e nuove possibilità, mantenendo intatto il fascino del cavallino rampante, simbolo di esclusività.

E’ dal 1969, in realtà, che le cose nella casa di Maranello, sono cambiate rispetto alle origini, da quando Fiat soffiò il 50 per cento del pacchetto azionario di Ferrari a Ford. Il vecchio fondatore non era votato alla vendita di auto sportive, ma con l’ingresso di Fiat nella gestione della casa automobilistica le vendite hanno subito una vera impennata, conquistando soprattutto il mercato estero.

Da allora è stata un’escalation continua, anche se lo storico stabilimento, che conta ormai su un fatturato di oltre 3 miliardi di euro annui, non ha perso la filosofia iniziale, con uno stabilimento che comprende l’area verde produttiva più vasta del mondo e offre ai suoi 3200 dipendenti una qualità della vita tra le più elevate del mondo produttivo.

 

 

 

Ultima modifica: 21 marzo 2019