Tutto quello che bisogna sapere sul green diesel

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Il green diesel rappresenta la risposta italiana alla richiesta di un carburante che presenti meno emissioni nel rispetto dell’ambiente.

Il livello di emissioni delle auto moderne, per quanto controllato e sempre meno inquinante, mette a dura prova l’aria specie nelle grandi città. Il numero sempre crescente di auto ha reso necessarie in diverse situazioni misure di contenimento del traffico.

I derivati del petrolio che hanno accompagnato oltre 100 anni di storia dell’auto oggi sono considerati dannosi per l’ambiente e per la salute umana al punto tale che la richiesta di fonti di alimentazione alternative si è fatta sempre più forte.

Una delle risposte arriva dall’Italia, dai laboratori ENI e si chiama Green Diesel, un prodotto che vuole puntare ad una vera e propria rivoluzione nel settore dei carburanti per automobili.

Cosa è il green diesel

L’azienda italiana ha fatto un grande lavoro per trasformare una delle sue raffinerie petrolifere in una bio raffineria. Il green diesel rappresenta al parte pulita e biologica del carburante che può essere acquistato presso le stazioni di servizio e viene prodotto attraverso l’utilizzo principalmente di olio di palma e altri derivati vegetali, come alghe o oli vegetali lavorati.

Una sorta di recupero ecologico che permette di creare un prodotto pulito e con emissioni bassissime che allo stato attuale rappresenta il 6,5% della composizione del carburante. La prospettiva è quella di portare entro il 2020 la percentuale al 10% per ogni litro e via via salire di quantità.

ENI ha deciso di mettersi in gioco in questo senso producendo da sé questa componente ecologica e vegetale, quindi di non acquistarla così come normalmente avviene sul mercato.

Come funziona

Il green diesel funziona come un carburante tradizionale, ma possiede dei vantaggi abbastanza evidenti.Innanzitutto permette di ridurre le emissioni inquinanti del proprio veicolo, si parla in media del 30% in meno in meno; si tratta altresì di un carburante pulito che non lascia residui, quindi aiuta a mantenere perfettamente efficiente il motore se utilizzato costantemente.

Mantenere il sistema di iniezione della propria auto sempre pulito vuol dire anche salvaguardarlo e mantenerlo in perfetto stato di funzionamento, in questo senso l’utilizzo del green diesel contribuisce a ridurre i consumi del 5% se usato costantemente.

La percentuale attuale del 6,5% come componente bio possiede dei vantaggi certificati dalla sperimentazione condotta in oltre 10 anni di studi.

Impatto ambientale

L’argomento che sta a cuore prima di tutto è la saluta dell’aria da cui dipende anche la salute dell’uomo in generale. Il livello di inquinamento dovuto alle emissioni gassose delle auto ha raggiunto livelli elevati  e muoversi in senso opposto rappresenta un atto dovuto.

Nel lontano 1892 Helmut Diesel sperimentò e brevettò un motore che funzionava a olio di arachide, meno inquinante di quello a vapore e con una resa superiore in termini di prestazioni.

Il parallelo con il biocarburante è evidente e per l’azienda italiana la risposta sta negli oli vegetali, specialmente in quelli di recupero; una volta raffinati questi oli possono diventare una fonte pulita di alimentazione, una fonte con un impatto ambientale notevolmente ridotto rispetto ai carburanti tradizionali a base petrolifera.

Scegliere di alimentare la propria auto con il green diesel vuol dire ridurre le emissioni dal proprio veicolo che, se moltiplicato, vuol dire mettere in atto un’azione concreta per la salvaguardia dell’ambiente.

Ma prima dei gas di scarico è importante il punto di vista della raffinazione, cioè la creazione del green diesel attraverso la raffinazione di oli esausti, prodotti cioè il cui smaltimento come rifiuto si rende quasi nullo livello di impatto ambientale.

Gli studi affermano che sono molte le risorse naturali da cui poter ricavare il carburante ecologico, tutte risorse che permettono di ridurre le emissioni gassose dei veicoli in percentuale non indifferente anche del 30% – 40%.

Quello che fa un po’ storcere il naso agli ecologisti è l’impatto ambientale che si potrebbe avere per la creazione della materia prima necessaria a generare la biomassa necessaria: l’olio di palma. L’intensificazione delle coltivazioni e lo sfruttamento ambientali sono degli scenari probabili.

Dall’altra parte però vi è anche la possibilità di utilizzare gli scarti animali per ottenere la componente ecologica del carburante.

Perché scegliere green diesel

Chi sceglie di alimentare la propria auto a gasolio con il green diesel, che alle stazioni di servizio è contrassegnato dalla sigla Diesel +, sceglie innanzitutto di ridurre le emissioni gassose della propria auto.

Le percentuali parlano di un 20% in meno di emissioni di particolato, di un 40% in meno di emissioni di ossido di carbonio e di un 5% in meno di emissioni di Co2; si tratta di numeri importanti che possono dare un impatto significativo se moltiplicati per numero di auto.

Le prestazioni della propria auto cambiano se si utilizza il carburante addizionato con green diesel e lo si può notare sin da subito. I test sul campo hanno decretato una riduzione dei consumi e un rendimento più fluido del proprio mezzo.

Green diesel lo sceglie chi crede che i biocarburanti possano davvero rappresentare la risposta del futuro, un futuro che sempre meno vede nei derivati del petrolio la risposta in fatto di carburanti.

Questo carburante pulito continua idealmente un discorso iniziato con il biodiesel, cioè un carburante analogo al gasolio ma ottenuto attraverso olii vegetali. In passato si è parlato tanto dell’olio di colza come vera e propria alternativa al gasolio tradizionale di derivazione petrolifera.

Il green diesel possiede un rischio di erosione inferiore rispetto al comune biodiesel e quindi crea meno rischio per quello che il è motore.

Il futuro a base di carburanti vegetali potrebbe essere uno degli scenari che divide la piazza con il mondo elettrico. Ad oggi gli addetti ai lavori sono divisi in due tronconi: chi sostiene che la natura può fornire il carburante di domani e chi sostiene che l’energia elettrica sia la risposta per un futuro non troppo lontano.

Innalzare la percentuale bio contenuta nel gasolio tradizionale potrebbe essere la risposta ma sono necessari anni affinché questa possa raggiungere livelli alti. Allo stato attuale, una percentuale del 6,5%, riesce a fornire numeri importanti e il progetto di innalzarla fino al 10% entro il 2020 potrebbe rappresentare un grosso passo in avanti in cui l ‘ENI crede fermamente.

 

Ultima modifica: 23 gennaio 2018