Prima di attraversare le navate dell’Heritage Hub di Torino, occorre fare un benefico esercizio di memoria e ritornare al marzo del 1966, quando al Salone di Ginevra faceva il suo debutto la Fiat 124.
Era un’Italia operosa e affamata di concretezza quella che accoglieva una berlina moderna e razionale, destinata a segnare un’epoca. Concepita sotto la guida tecnica di Dante Giacosa, la vettura proponeva una formula tre volumi apparentemente essenziale, ma di uno straordinario rigore ingegneristico.

Sotto il cofano batteva un quattro cilindri di 1.197 cm³ ideato da Aurelio Lampredi, capace di erogare 60 cavalli su un peso piuma di appena 855 chilogrammi. L’adozione dei quattro freni a disco e di un retrotreno con molle elicoidali ne fece subito un riferimento di categoria.
La stampa specializzata non tardò a incoronarla “Auto dell’Anno 1967“, certificando la bontà di un progetto solido e privo di superflui orpelli.

Fiat 124, dalle piste africane alle curve dei rally mondiali
A testimoniare l’eccezionale tempra della meccanica torinese pensa il leggendario “Raid dei Due Capi” del 1970. Organizzata in stretta collaborazione con la rivista Quattroruote, l’impresa vide tre esemplari di 124 Special macinare oltre 40.000 chilometri in 51 giorni, unendo Città del Capo a Capo Nord.
Tra deserti e piste sconnesse, uomini e macchine dimostrarono sul campo un’affidabilità ferrea, trasformando un viaggio estremo in un trionfo d’immagine indimenticabile.

Tuttavia la Fiat 124 non fu soltanto razionalità per famiglie, ma sapiente eclettismo dinamico. Dalla Sport Spider disegnata da Pininfarina nel 1966 alla Sport Coupé ideata dal Centro Stile Fiat l’anno successivo, la famiglia si arricchì di motorizzazioni bialbero sempre più brillanti.
Il culmine agonistico arrivò con la Fiat Abarth 124 Rally di Gruppo 4, autentica belva da corsa capace di dominare le scene dei campionati italiano, europeo e mondiale negli anni Settanta.
Fiat 124, L’eredità di una vera icona senza confini
«La 124 è stata una delle prime “global car”, un progetto che ha portato in tutto il mondo una formula fondata su semplicità, innovazione e accessibilità», ricordano i curatori dell’Heritage Hub di Torino nell’inaugurare la rassegna “Mi chiamo Fiat 124″.
Prodotta su licenza da SEAT in Spagna, LADA-VAZ nell’Unione Sovietica, Tofaş in Turchia e Premier in India, la vettura ha superato nel complesso l’incredibile quota di 20 milioni di esemplari realizzati.

La sola produzione italiana a marchio FIAT ha registrato oltre 1,5 milioni di unità, di cui più di un milione nella sola variante berlina. Questa straordinaria epopea industriale, oggi celebrata in via Plava fino a fine novembre, dimostra come l’ingegno italiano abbia saputo modellare una visione della mobilità universale, capace di unire popoli e latitudini differenti sotto il segno di un’eleganza concreta e immortale.

5 cose da sapere su Fiat 124
- Inaugurata a Torino la mostra “Mi chiamo Fiat 124” per i 60 anni del modello.
- Progettata da Dante Giacosa con motore da 60 cavalli firmato da Aurelio Lampredi.
- Nel 1970 completò il Raid dei Due Capi: 40.000 km da Città del Capo a Capo Nord.
- Declinata nelle sportive Coupé, Sport Spider Pininfarina e Abarth 124 Rally.
- Prodotta in oltre 20 milioni di esemplari nel mondo tra SEAT, LADA e Tofaş.
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Ultima modifica: 28 Settembre 2026




