Dieselgate: guai per Volkswagen anche in Canada

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Le ripercussioni causate dallo scandalo Dieselgate non sono finite per Volkswagen. L’azienda tedesca deve affrontare una nuova sfida in tribunale, questa volta in Canada.

Secondo l’Environment and Climate Change Canada (ECCC), agenzia governativa che fa capo al Dipartimento per l’Ambiente del paese nordamericano, Volkswagen avrebbe violato le norme contenute nell’Enviromental Protection Act (legge che fissa i limiti per le emissioni dei veicoli), importando fra il 2008 e il 2015 128mila vetture fuori standard, fornendo a corredo informazioni false.

I veicoli coinvolti, passati sotto la lente di ingrandimento della ECCC, erano stati dotati di sistemi che falsano i dati relativi alle reali emissioni di gas nocivi, dispositivi chiamati in gergo “defeat device”.

Il governo canadese, a quanto pare, ha lavorato senza fretta, prendendosi il tempo per analizzare bene tutta la documentazione a disposizione prima di procedere contro Volkswagen. “Gli agenti delle forze dell’ordine”, hanno dichiarato dalla ECCC, “hanno condotto un’indagine molto completa, approfondita e meticolosa. È stata raccolta una straordinaria quantità di prove e informazioni”.

Il primo appuntamento presso la Corte di Giustizia dell’Ontario è previsto per il prossimo 13 dicembre. In quella sede Volkswagen dovrà affrontare le accuse mosse dalle autorità canadesi. L’azienda, dicono i suoi portavoce, durante l’udienza “sottoporrà alla corte un possibile piano per un patteggiamento”.

Ultima modifica: 10 Dicembre 2019