di Giuseppe Tassi
Bruxelles come tappa per ripartire, il Salone belga come messaggio di speranza per Stellantis. A pochi chilometri dal Parlamento europeo (dove si legifera sul futuro dell’auto) e davanti alla gigantesca mole dell’Atomo ricoperto di neve, il megagruppo spende parole di fede nel domani, affidando la missione di ottimismo ad Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer per Enlarged Europe & European Brands di Stellantis, al suo debutto ufficiale davanti alla stampa internazionale.

Dopo oltre dieci anni in Sudamerica, Cappellano ha assunto il ruolo di capo per l’Europa con una missione precisa: rafforzare la competitività in un mercato che, dopo il Covid, ha perso 3 milioni di veicoli ed è l’unico a non essere tornato ai livelli pre-pandemia.
Gli undici brand del gruppo presenti a Bruxelles in una vasta area del padiglione 5 presentano novità importanti come Peugeot 408, Opel Astra e Leapmotor B03X e sottolineano la volontà di Stellantis di tornare protagonista sul mercato.
Da dove cominciare?
Cappellano punta sulle piccole auto, quelle dei segmenti A e B, quasi sparite negli ultimi anni. L’auto “popolare“, sotto i 15 mila euro, è ancora una priorità per Stellantis, così come la piattaforma STLA Small, ma gli incentivi, magari su scala europea, restano fondamentali per risollevare il mercato.
Cappellano apre la sua conferenza sottolineando i cardini della visione europea di Stellantis: nei prossimi due anni il gruppo lancerà 25 modelli, tra novità e restyling, per consolidare la strategia che mette al centro prodotto e cliente.
Cappellano lancia poi un appello a tutte le componenti del mondo automotive per affrontare insieme le sfide sui regolamenti Ue e le politiche industriali.
Il capo Europa di Stellantis ribadisce anche la sua preoccupazione per la distanza evidente fra i regolamenti UE, le esigenze dei clienti e la sostenibilità industriale del Pacchetto Automotive, ancora da trasformare in legge, giudicando le azioni di Bruxelles in modo non certo benevolo: “non rispondono ai problemi urgenti del settore”.
Ma ecco le battute dell’intervista con Cappellano.
La piattaforma STLA Small è stata promessa anni fa. Quando arriverà?
“I dettagli fanno parte del piano strategico che sarà presentato da Filosa fra maggio e giugno e non possono ancora essere comunicati. Posso però dire che STLA Small è una priorità assoluta ed è uno strumento chiave per i segmenti A e B. La priorità resta rafforzare l’identità unica di ciascun brand. Ognuno ha una sua riconoscibilità e una potenziale clientela”.

Le auto per tutti, quelle più accessibili economicamente, restano centrali nei piani di Stellantis?
“L’auto popolare fa parte del DNA di brand come Fiat e Citroën e resterà centrale. Ma i costi crescenti legati all’adeguamento tecnologico riducono l’accessibilità. È per questo motivo che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi del tutto sparite. La risposta più appropriata è un approccio multi-energia: elettriche, ma anche full hybrid, mild hybrid, ibride plug-in, Reev e altre soluzioni. Puntare su una sola tecnologia rischia di far sparire le auto accessibili e aumentare la dipendenza da tecnologie extra-europee. L’UE deve decidere se considera l’industria dell’auto un asset strategico“.
Come si dovrebbe muovere la UE per favorire il rilancio del settore?
“Due sono le richieste principali: flessibilità nel breve termine (2026–2029) sui target CO₂, ad esempio abbassandoli o introducendo crediti per le piccole auto, e rapidità nelle decisioni, perché il problema va risolto subito. Poi bisogna riconoscere che la decarbonizzazione passa da più tecnologie. Incentivare il rinnovo del parco circolante sarebbe molto più efficace che imporre mix elettrici irrealistici sui veicoli commerciali leggeri“.

Cappellano, come procede l’intesa commerciale con Leapmotor e quali vantaggi può portare?
“La partnership con Leapmotor ha una doppia valenza: commerciale, perché completa il portafoglio, e tecnologica, perché permette di apprendere da un’industria che oggi è più avanzata su batterie e semiconduttori. È una sinergia forte”
Dopo il calo di produzione fino al 40 per cento nel 2025 negli stabilimenti italiani, cosa vi aspettare dal 2026?
“Il 2025 è stato un anno di transizione, molto complicato, soprattutto per il calo dei segmenti A e dei veicoli commerciali. Ma è stato anche un anno di investimenti: la 500 mild hybrid a Mirafiori, la nuova Compass a Melfi e due nuovi modelli mel 2026. Capisco bene le preoccupazioni dei sindacati, ma è una questione di tempi. Sono assolutamente ottimista per il futuro e per questo anno che comincia “.

Cappellano, come si può aumentare la competitività dell’auto europea?
“Dobbiamo colmare il gap con la Cina su batterie e semiconduttori. I costi di trasformazione in Europa sono più elevati. Senza un impegno congiunto di industria e UE, il settore continuerà a ridursi con rischi evidenti per l’occupazione“.
Come può aiutarvi il governo italiano?
“C’è in atto un dialogo positivo. Bisogna lavorare insieme su competitività, energia e costi di trasformazione, allineando esigenze industriali e bisogni dei clienti“.
Cappellano, sarebbe utile un piano incentivi elettrici europeo invece che nazionale?
“Sì. Dove la penetrazione di elettriche è alta, o i clienti possono permetterselo o esistono incentivi locali. Un sistema europeo comune, come il bonus–malus, potrebbe aiutere. Ma per rendere le elettriche sostenibili servono anche incentivi alla filiera industriale europea: oggi siamo molto indietro rispetto alla Cina“.
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Ultima modifica: 10 Gennaio 2026




