Pirelli coordina una sinergia europea destinata a rivoluzionare il recupero delle coperture usate. Insieme a Pyrum, Synthos e BASF, la società italiana dà vita all’iniziativa circolare battezzata “tyre-to-tyre“.
Il circuito raccoglie gomma esausta presso la rete Driver in Germania, le competizioni motorsport e la fabbrica di Breuberg. L’intento primario consiste nel ridurre l’impiego di risorse vergini mantenendo tracciabilità totale certificata ISCC PLUS.

La trasformazione dalla pirolisi alla gomma
La tecnologia termica di Pyrum scompone gli scarti privi di ossigeno ricavando olio TPO e nerofumo rCB.
Pirelli integra direttamente questo nerofumo raffinato nei propri processi produttivi europei. L’olio giunge negli impianti BASF per generare butadiene e stirene.
Successivamente Synthos impiega tali componenti chimici per creare gomma sintetica circolare. La sostanza rientra nelle linee della casa milanese chiudendo il ciclo operativo.
L’importanza dell’ecosistema industriale
Questa filiera dimostra che la vera economia circolare richiede competenze complementari.
L’unione tra scienza dei materiali e innovazione tecnica permette la fabbricazione di prodotti prestazionali senza sacrificare la qualità . Le vecchie coperture smettono di rappresentare un rifiuto, trasformandosi in risorse preziose.

5 cose da sapere sul progetto tyre-to-tyre
- Iniziativa circolare: Pirelli guida il consorzio europeo “tyre-to-tyre” per riciclare pneumatici a fine vita.
- Processo termico: Pyrum trasforma gli scarti mediante pirolisi ottenendo olio TPO e nerofumo rCB.
- Chimica avanzata: BASF converte l’olio da pirolisi in monomeri quali butadiene e stirene.
- Sintesi della gomma: Synthos produce gomma sintetica certificata destinata alle coperture Pirelli.
- Origine scarti: I materiali provengono da centri Driver tedeschi, gare e dallo stabilimento di Breuberg.
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Ultima modifica: 22 Luglio 2026




