Volkswagen, la situazione è più che grave. Il Ceo Blume “Ancora tagli, produrremo armi”

Volkswagen affronta turbolenze finanziarie sulla piazza azionaria di Francoforte. L’amministratore delegato Oliver Blume definisce la fase aziendale «più che critica» per via della pressione cinese.

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Oliver Blume, CEO del Gruppo VW

Volkswagen registra criticità strutturali mai viste prima d’ora. La dirigenza stima un surplus produttivo annuo pari a 500.000 vetture sul mercato europeo.

I costi generali superano del 30% i parametri dei concorrenti. Il vertice incontra la forza lavoro a Wolfsburg, Zwickau ed Emden per illustrare la riorganizzazione.

Nessun impianto risulta destinato alla chiusura immediata. La redditività degli stabilimenti di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm appare compromessa per gli anni 2030 del 2000.

Il Gruppo cerca soluzioni alternative per convertire i siti a rischio. La sede di Osnabruck avvia trattative avanzate con aziende militari per fabbricare prodotti della difesa.

Il piano globale prevede l’uscita di 50.000 dipendenti. La società ha raggiunto intese individuali con 37.000 lavoratori nell’ambito del ridimensionamento.

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Volkswagen, lo stabilimento di Osnabruck

Il consiglio di sorveglianza non ha approvato il progetto presentato nel mese di luglio. Il governo della Bassa Sassonia detiene il 20% dei diritti di voto.

Olaf Lies, Ministro Presidente della Bassa Sassonia, programma una visita ad Hannover per incontrare il consiglio di fabbrica locale e la direzione.

Il sindacato contesta le scelte dei vertici

Christiane Benner, presidente del sindacato IG Metall, esprime forte contrarietà verso i tagli: «I lavoratori della Volkswagen hanno già dovuto accettare tagli pesanti e dolorosi e ora stanno subendo un altro schiaffo in faccia».

La rappresentante sindacale giudica disastrosa la gestione della comunicazione. Gli operai promettono battaglia contro l’eventuale blocco delle linee montaggio nei vari complessi industriali.

Le assemblee straordinarie si svolgono nei centri di Wolfsburg, Emden e Zwickau. Il management cerca la coesione interna per attuare la ristrutturazione dell’azienda.

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5 cose da sapere sulla crisi di Volkswagen

  1. Eccesso di capacità produttiva quantificato in 500.000 veicoli all’anno.
  2. Oneri generali superiori del 30% rispetto alla concorrenza.
  3. Trattative per la produzione militare nella fabbrica di Osnabruck.
  4. Riduzione dell’organico con 37.000 uscite già concordate.
  5. Opposizione del sindacato IG Metall contro le chiusure-

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Ultima modifica: 24 Agosto 2026