Come vendere auto usata tra privati

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La compravendita di un’auto usata tra privati è un momento molto delicato per entrambi gli attori. L’acquirente, dal canto suo, deve sborsare una certa somma e pertanto deve essere sicuro di acquistare un prodotto di qualità, che non nasconda magagne. Colui che vende, invece, oltre a essere certo di ricevere il denaro nei tempi e nelle modalità stabilite e deve anche sincerarsi che tutta la burocrazia sia subito in ordine, onde evitare di incorrere in spiacevoli sorprese.

Naturalmente entrambi saranno soddisfatti quando avranno – ognuno dal canto suo – la percezione di aver fatto l’affare. Vediamo quindi quali sono le mosse giuste che garantiscono la maggiore serenità possibile a entrambi.

Il punto di incontro

Volendola romanzare un po’, quella della compravendita di una automobile usata è la storia di due destini che si incontrano: c’è chi vuole vendere la propria auto per i più disparati motivi e c’è chi ha bisogno di acquistarne una, ma decide di rivolgersi al mercato dell’usato. Un tempo, quando il web era un’utopia, non restava che recarsi dal concessionario e mettere in vendita presso di lui la propria auto usata e aspettare un suo cenno.

In alternativa, si pubblicavano annunci su magazine specializzati o, ancora, si esponeva il cartello “vendesi” sulla propria autovettura e si attendeva una telefonata. Oggi, con l’online, i canali sono decuplicati: gli annunci sono ovunque, social compresi. Ma, cambia il canale, ma non la sostanza: i due attori devono comunque incontrarsi, capirsi, piacersi e, soprattutto, accordarsi. L’attesa della fatidica telefonata, in qualche modo resta.

Massima serietà

Trovato l’accordo – sostanzialmente sul prezzo – meglio procedere con la massima serietà e procedere con il passaggio di proprietà. Dunque occorre recarsi presso gli uffici autorizzati a gestire questo genere di pratiche, portando entrambi con sé tutta la documentazione necessaria, dunque libretto di circolazione in primis.

Il momento più delicato è naturalmente quello dello scambio di denaro, momento in cui entrambi gli attori in gioco vorranno tutelarsi. Si può quindi procedere con un assegno circolare, forse lo strumento in grado di fornire ad ambo le parti le maggiori garanzie. Se si tratta di un’automobile particolarmente vecchia e dunque dal valore molto basso, di potrebbe anche procedere con il denaro contante: ma è sempre meglio evitare, le garanzie sono poche, i controlli sono tanti. Resta la strada del bonifico bancario: ma meglio prendere accordi ben precisi, che garantiscano la serenità di entrambi.

Ultima modifica: 11 Dicembre 2018