Segnaletica orizzontale, cosa è

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Il codice della strada uno strumento fondamentale quanto complesso. Ciò però non pregiudica la sua conoscenza nel dettaglio: tutti coloro che si mettono alla guida di un veicolo – sia esso un motorino, un camion o una semplice automobile – dovrebbero conoscerlo alla lettera. Anche perché – come è noto, e senza stare a entrare nel dettaglio delle ove implicazioni in ordine alla sicurezza – la legge non ammette ignoranza. Pertanto, se si viene colti in fragranza di reato – e cioè si viene colti dalle forze dell’ordine mentre si commette un’infrazione del codice della strada – non ci si potrà “scusare” dicendo che quel dato cartello, o quel dato segnale sono per qualche motivo a noi sconosciuti. Le conseguenze in termini di ammende amministrative, quindi, ci saranno eccome. Vediamo nel dettaglio la netta differenza che distingue segnaletica orizzontale e segnaletica verticale.

Un netto distinguo

Fatta questa premessa, se vogliamo anche ovvia, per conoscere a fondo il Codice della Strada occorre innanzitutto conoscere la segnaletica. La quale si distingue in segnaletica orizzontale e in segnaletica verticale.  Quest’ultima è infatti rappresentata dai cartelli stradali che sono posti in verticale: un esempio per tutti sono i segnali di precedenza, ossia il classico triangolo a testa in giù che si trova agli incroci e che segnala all’automobilista di doversi fermare, perché – appunto – deve dare la precedenza.

Ma esiste anche un’altro modo per dare indicazioni all’automobilista, ossia con la segnaletica orizzontale. Con questo termine si identificano tutte le scritte e le strisce che vengono dipinte sulla pavimentazione stradale allo scopo di rendere chiare alcune regole di circolazione stradale. Pertanto, fanno parte della segnalazione orizzontale le strisce pedonali, oppure la striscia posta al centro della carreggiata, le doppie strisce continue che impediscono i sorpassi.

Ma, anche, più banalmente, tutte le strisce che stanno a delimitare le aree di parcheggio, non importa che siano blu, gialle oppure – sempre più rare – bianche. Ma fanno parte della segnaletica orizzontale anche le strisce bianche oblique che individuano per esempio un’isola di traffico, oppure la perentoria scritta “STOP” che, agli incroci, sta a indicare con fermezza che il veicolo che sta sopraggiungendo deve fermarsi obbligatoriamente. Fatta questa doverosa premessa, vediamo qualche esempio in maniera più dettagliata.

Le strisce che separano la carreggiata

A volte si tratta di una striscia tratteggiata, altre invece è una linea continua. Così si presenta la striscia al centro della carreggiata. Naturalmente gli automobilisti sanno molto bene che cosa significa incontrare l’una o l’altra tipologia, ma è sempre bene rammentarlo ai meno esperti: la scelta tra i due tipi di linee sta a indicare agli automobilisti le manovre che possono o non possono fare su quel tratto di strada. Di sicuro queste strisce sono sempre di colore bianco, ma se sono discontinue significa che possono essere superate – e dunque possono per esempio consentire di effettuare un sorpasso -.

Al contrario, se sono continue non possono essere valicate, anche se questa è una generalizzazione che lascia il tempo che trova. Meglio quindi entrare nel dettaglio. Se si sta circolando su strada a due corsie divise da una striscia bianca discontinua – risulta quindi tratteggiata – quella striscia, oltre a dividere i due sensi di marcia, ha anche il compito di consentire, nel caso in cui si voglia sorpassare il veicolo che ci precede, di occupare momentaneamente l’altra corsia di marcia. Tale manovra – è superfluo dirlo – dovrebbe essere compiuta con la massima prudenza.

In altre parole: la striscia tratteggiata consente sì di superare, ma ovviamente tenendo in debita considerazione le dinamiche del traffico. Va inoltre specificato che la striscia tratteggiata consente di fare la cosiddetta inversione a un, e quindi di effettuare l’inversione di marcia. Se, invece, la striscia bianca continua e, magari è addirittura doppia, allora le regole della circolazione cambiano decisamente, perché la striscia bianca continua non può essere superata.

Altre opzioni di segnaletica orizzontale

Quando si parla di segnaletica orizzontale, oltre alle opzioni che abbiamo appena menzionato, ce ne sono numerose altre, che non sono altro che il mix di quanto detto fino ad ora. In pratica, ci si può trovare davanti a una striscia continua affiancata da una tratteggiata, la quale si trova tipicamente su strade su cui è consentito il doppio senso di circolazione. Che cosa fare in questa evenienza? Per saperlo, occorre identificare la striscia più vicina alla nostra vettura: se è quella continua non possiamo superare, se è quella discontinua sì.

Come è immaginabile, sono numerosissime le opzioni che sono regolamentate dalle strisce continue e da quelle discontinue . Per esempio vi può essere il caso in cui è la corsia d’emergenza – siamo in autostrada – a essere giustamente separata dalla carreggiata: in questo caso si utilizza la striscia continua, la quale può essere oltrepassata solo in caso di reale necessità.

La striscia bianca trasversale

Il caso della striscia bianca trasversale è invece leggermente diverso da quanto fino ad ora abbiamo ricordato. Questa opzione, infatti, potrebbe essere definita un’alternativa al semaforo. In pratica, quindi, regolamenta quelle che sono le situazioni più complesse della circolazione stradale, ossia gli incroci.

In questi casi, e per essere precisi, la striscia bianca trasversale può essere abbinata a un incrocio che viene regolato da semaforo: sta quindi a segnalare il punto preciso in cui i conducenti devono arrestarsi, nel caso in cui – naturalmente – il semaforo sia rosso. In questo caso, è bene ribadirlo, occorre davvero fermarsi poco prima della striscia bianca trasversale, altrimenti si andrà a invadere la zona dedicata all’attraversamento dei pedoni. Quest’ultima, ricordiamolo, anche in presenza di semaforo è comunque segnalata da strisce orizzontati (le cosiddette zebre).

La striscia bianca trasversale è inoltre presente anche quando in un incrocio non vi è una lanterna semaforica, ma solo uno “STOP”. In questi casi la funzione che riviste è pressoché uguale a quella che abbiamo appena ricordato: sta infatti a indicare che gli utenti della strada devono lasciare la precedenza a coloro che arrivano dalle altre strade. Dunque, la sequenza per l’automobilista è la seguente: deve fermarsi, dare precedenza – sta quindi semplicemente rispettando lo “STOP” – e quindi ripartire una volta che l’incrocio risulterà sgombero e quindi agibile.

Ultima modifica: 23 Dicembre 2019