I peggiori infortuni nella storia della moto GP

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I piloti della Moto GP sanno bene che le cadute e gli infortuni fanno parte del gioco. E nell’arco della storia del Circus a due ruote della Moto GP abbiamo assistito a innumerevoli incidenti – alcuni di essi purtroppo mortali – spettacolari e ad alta tensione che hanno fatto mancare il respiro a noi tutti. Incidenti che hanno messo a dura prova lo stato fisico e mentale dei molti piloti rimasti coinvolti.

Barry Shenne, l’Iron Man 

Barry Sheene (1950-2003) lo possiamo considerare uno tra i campioni delle due ruote ad alto tasso di incidenti. Campione del Mondo nella Classe 500 nel 1976 e nel 1977 è stato vittima di diversi incidenti, forse il più brutto nel 1975 sul circuito di Daytona. In quell’occasione la ruota posteriore della sua moto, una Suzuki TR750 esplose a 280 km/h sbalzandolo sulla pista. In quell’occasione Sheene si fratturò il femore, un braccio e diverse vertebre. Il suo soprannome Iron Man derivava dalle innumerevoli placche di metallo inserite nel suo corpo dopo i vari incidenti.

Franco Uncini e il coma

Nel 1983, nel circuito di Assen il campione italiano Franco Uncini (1955) rimase vittima di un drammatico incidente che gli sarebbe potuto costare anche la vita. All’uscita di una curva fu disarcionato dalla sua Suzuki, trovandosi al centro della pista. Nel tentativo di raggiungere i bordi della pista fu travolto dal pilota Wayne Gardner che non riuscì a evitarlo. Lo centrò alla testa facendogli volare via il casco. Uncini rimase immobile sulla pista. Fortunatamente i primi soccorritori riuscirono a rianimarlo però rimase in coma per una settimana.

Mick Doohan e l’inverosimile operazione

Il pilota australiano (1965) durante le qualifiche del GP di Assen rimase vittima di un brutto incidente in cui rischiò non solo la carriera ma anche la vita. Nel 1992 ad Assen perse il controllo della moto che finì insieme con lui contro il cordolo di sicurezza. La gamba rimase incastrata sotto la moto e nell’impatto si ruppe la tibia e il perone. Sembrava un ‘normale’ incidente. Doohan fu operato d’urgenza ma qualcosa non andò per il verso giusto. La gamba inizio ad andare in cancrena in maniera anomala e così si decise per un trasporto in Italia dove fu sottoposto a un secondo intervento chirurgico in cui si collegò la gamba in cancrena con quella sana con l’intenzione di far riprendere la circolazione all’arto morente. Operazione che gli salvò la gamba e la vita.

Ultima modifica: 13 agosto 2022