L’incidente fatale di Marco Simoncelli

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Nel destino di Marco Simoncelli c’era la Malesia. Dall’altra parte del mondo rispetto alla sua Coriano, dove imparò a fare i primi giri su due ruote, o a Cattolica dove era nato nel 1987.

Chi era Sic

Avrebbe 35 anni, oggi, Marco Simoncelli, o meglio il Sic come lo conoscevano tutti nel Motomondiale. Se n’è andato già da dieci anni, e la sua assenza si fa sentire per molti. Un nome che resterà associato sempre alla sua bravura di pilota, che lo farà arrivare fino alla conquista dell’iride. Ma soprattutto un volto che non si dimentica facilmente, con il suo sorriso sincero da eterno ragazzino.

C’era la lontanissima Malesia nel destino assurdo e imperscrutabile del ragazzo riminese, amico inseparabile del pilota per antonomasia Valentino Rossi. Nel 2008 fu un podio a Sepang, l’ennesimo di quella trionfale stagione, a consegnargli la corona di campione del mondo della 250.

Tre anni più tardi Marco stava guidando la sua Honda del team Gresini sulla stessa pista. Gran Premio della Malesia, 23 ottobre, ultima gara dell’anno. La stagione non è stata eccelsa ma Simoncelli è riuscito a salire due volte sul podio. Sogna quella vittoria che in MotoGp non è ancora arrivata. In partenza è bagarre, tutti vogliono centrare l’ultima occasione dell’anno per festeggiare.

L’incidente

Nel corso del secondo giro del Gran Premio della Malesia, la moto di Marco Simoncelli fa una cosa che ha dell’incredibile: va contro la fisica, non segue l’inerzia della traiettoria impostata dal pilota che lo avrebbe portato a scivolare tranquillamente fuori pista, torna al centro della curva in diagonale con il povero Marco coricato sul lato destro vanamente aggrappato al manubrio.

Non avrebbe dovuto essere lì, se fosse andata come accade novantanove volte su cento. E invece va proprio così: la moto taglia la strada ai piloti che stanno sopraggiungendo a tutta velocità e non possono fare niente per evitare l’impatto, violentissimo. L’americano Colin Edwards lo travolge e vola in aria.

Nel drammatico urto, Simoncelli perde il casco e le terribili immagini lo mostrano con la sua inconfondibile capigliatura mentre resta sull’asfalto già privo di sensi. Il destino sa essere terribile e fa trovare in quel posto, nell’ora fatale, uno dei migliori amici di Marco Simoncelli: il mitico Valentino Rossi, compagno di mille avventure alla “cava”, impatta solo parzialmente con il corpo del povero pilota riminese e riesce a non cadere.

Ma nei suoi occhi resterà per sempre quella drammatica immagine dell’amico che in un attimo perde la vita. La corsa di Marco Simoncelli termina alla curva numero 11 della pista di Sepang, teatro della sua più grande gioia. Inizio e fine di un cerchio che lascia senza fiato. Per fortuna ci saranno sempre le battute irresistibili di Marco a ridare un sorriso a chi lo ha conosciuto e inevitabilmente amato. Ai funerali svoltisi nella chiesa parrocchiale di Coriano il 27 ottobre 2011 c’era tutto il mondo delle moto. Per essere vicini a Marco per l’ultima volta, a papà Paolo, un’ombra sui circuiti, e a mamma Rossella.

Ultima modifica: 6 febbraio 2022