Gita in moto in montagna: le migliori destinazioni in Italia

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Se per la maggior parte delle persone estate vuol dire soprattutto vacanze al mare, non sono pochi, tuttavia, quelli che preferiscono invece rifugiarsi in montagna, ed è a questa scuola che in genere appartengono i biker. Il perché è facile a dirsi: con la bella stagione, infatti, tornano percorribili – o lo sono comunque in condizioni più agevoli – alcuni dei più bei sentieri montani del nostro Paese e, oltre a garantire temperature certamente più gradevoli, una gita in moto ad alta quota significa tragitti esaltanti nella cornice di paesaggi capaci di mozzare il fiato; il binomio perfetto per ogni amante delle due ruote.

Fare un elenco completo delle migliori destinazioni per una gita in moto in montagna – all’interno dei nostri confini nazionali – sarebbe ardua impresa: l’imbarazzo della scelta avrebbe inevitabilmente la meglio. Dovendo fare una selezione, abbiamo adottato allora il criterio neutrale di suddividere l’Italia in quattro zone, suggerendo un’unica meta rappresentativa per ciascuna di esse.

Alpi, Passo dello Stelvio

Partiamo dal Nord, naturalmente partiamo dalle Alpi; partiamo dal valico stradale più alto d’Italia: il Passo dello Stelvio, che, posto a 2.757 metri sopra il livello del mare, è inoltre il secondo più alto d’Europa, dopo il Colle dell’Iseran. Voluto nel 1822 dall’imperatore d’Austria Francesco II per collegare la Val Venosta e Milano (all’epoca territorio austriaco), fu completato dopo soli tre anni di lavori, valendo un grande successo per l’ingegnere incaricato, Carlo Donegani. Con la fine della Grande Guerra il passo divenne interamente italiano e, perdendo di conseguenza la sua funzione strategica, ne fu decisa la chiusura stagionale da ottobre a maggio, a causa delle condizioni meteorologiche che lo rendono molto pericoloso durante i mesi invernali.

Nei mesi estivi, in cui torna percorribile, diventa quindi una delle mete più ambite dai motociclisti, spesso provenienti anche da altre parti d’Europa. Spiegarne la ragione descrivendo a parole la bellezza dei paesaggi offerti dal Passo dello Stelvio, con la sua altezza da record, è praticamente impossibile, ma la strada statale che lo attraversa (la SS38 dello Stelvio) conta ben ottantotto tornanti: serve dire altro per convincere chi non avesse fatto ancora l’esperienza straordinaria di cavalcare la propria moto a un passo dal cielo?

Dolomiti (Alpi orientali), Passo del Giau

Pur avendo optato per indicare quattro mete suddividendo l’Italia in altrettante parti, parlando di gite mototuristiche in montagna non possiamo non trattenerci ancora un po’ nelle Alpi, tra le vette più alte del nostro Paese. Questa volta però ci dirigiamo verso le Alpi orientali per raggiungere Passo del Giau, uno dei valichi più spettacolari delle Dolomiti (che dal 2009 sono parte del Patrimonio dell’umanità).

Già storica salita del Giro d’Italia, con i suoi 2.236 metri sopra il livello del mare la scalata al Passo del Giau è un’esperienza capace di regalare emozioni forti, con tornanti stretti in rapida successione che, durante il tragitto, offrono inoltre la migliore prospettiva sui dintorni, per il resto coperti dai boschi che si infittiscono di alberi man mano che si sale di quota. Proprio quando l’altezza si fa più importante, però, la vegetazione d’alto fusto si dirada e comincia ad aprirsi il meraviglioso panorama sulle maestose cime circostanti, come l’Averanu, il monte Nuvolau, la Marmolada e altre celebri vette, che candidano Passo Giau tra i più belli d’Italia dal punto di vista scenografico.

Appennino centrale, Forca d’Acero

Lasciamo il Nord e le altitudini estreme delle Alpi e spostiamoci verso il centro Italia, in direzione degli Appennini centrali, per arrivare alla Forca d’Acero, tra le regioni del Lazio e dell’Abruzzo. Posta ad un’altezza – relativamente contenuta – di 1538 metri sopra il livello del mare, la Forca d’Acero è percorribile praticamente durante tutto l’anno e, con la sua grande abbondanza di curve e tornanti che si susseguono in rapida successione, è senza dubbio uno dei passi appenninici meglio capaci di dare quella scarica adrenalinica di cui ogni biker è in costante ricerca.

Si aggiunga a ciò che percorrerlo significa passare attraverso boschi, faggete secolari e vasti prati, innevati nei mesi invernali o impreziositi da colori variopinti con l’arrivo della primavera e dell’estate, e si potrà avere una vaga idea del perché la Forca d’Acero rappresenti una meta obbligatoria per tutti i motociclisti appassionati di tragitti ad alta quota. Il valico, lungo 29 km, mette in collegamento le belle località storiche di San Donato Val di Comino, nella provincia laziale di Frosinone, e quella di Opi, in Abruzzo, entrambe situate all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e facenti parte del circuito turistico de “I borghi più belli d’Italia”. Insomma: una scorrazzata ricca di adrenalina galvanizzata dalla bellezza naturale e storica del percorso.

Appennino siciliano, Etna

Concludiamo il nostro tour virtuale ad alta quota procedendo ancora verso sud, questa volta fino ad attraversare lo stretto di Messina per raggiungere la meravigliosa Sicilia. È proprio in questa isola affascinante, infatti, che è possibile visitare in moto il vulcano più alto d’Europa, il grandioso Etna. Panorami a dir poco suggestivi, tra natura selvaggia, vegetazione della più variegata, cime innevate e la possibilità davvero eccitante di poter assistere a delle eruzioni (l’Etna, vulcano particolarmente giovane, è ancora in attività, com’è noto): si direbbe che le carte in regola per una gita mototuristica semplicemente eccezionale ci siano tutte, non vi pare? Del resto, basta provare per credere.

Percorrere in moto le curve e i tornanti che conducono alla sommità del vulcano, mentre si può osservare il paesaggio tutto intorno mutare lentamente nel prevalere della tracce laviche sulla vegetazione sempre più rada, è una piccola impresa che di certo non deluderà i biker più animati da spirito di avventura. Il rifugio Sapienza è il punto più alto raggiungibile con la moto, a quota 1910 metri sopra il livello del mare, ma da qui è possibile continuare a salire a piedi se si vogliono raggiungere i grandi crateri: una scalata resa molto faticosa dall’altitudine, ma il risultato finale è impagabile, e ne vale davvero la pena a coronamento di un’esperienza che non esiteremmo a definire unica.

Ultima modifica: 24 Agosto 2018