Chi ha inventato il motore rotativo

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Il motore rotativo è quel motore a combustione interna a ciclo Otto che prevede la rotazione dell’intero complesso dei cilindri attorno all’albero-motore. Spiegato in parole molto semplici, e senza la pretesa di addentrarci in difficili tecnicismi, è il rotore a girare intorno all’albero. Detto questo, il motore rotativo è anche noto come “motore Wankel”, il che deriva dal nome del suo inventore. Fu infatti il tedesco Felix Heinrich Wankel a svilupparlo all’inizio degli Anni Trenta.

Wankel aveva infatti fin da ragazzo il pallino di voler inventare un motore alternativo ai più convenzionali motori endotermici. Nonostante la guerra e nonostante la particolare situazione familiare, tenne fede al suo obiettivo. Naturalmente viene da pensare che l’inventore tedesco fosse come minimo un ingegnere meccanico. E invece no: Wankel non frequentò mai l’università e tutto quello che apprese e fece sui motori fu dato solo dal suo intuito e da una gran caparbietà come autodidatta.

Oneri al merito

Come si è detto, Wankel non poté studiare, ma non per questo, durante la sua lunga vita, non ottenne dei riconoscimenti anche accademici. E’ infatti del 1969 il Dottorato honoris causa che gli fu insignito dalla Università di Monaco. Nel 1987, invece, un anno prima di morire, gli fu assegnato il titolo di Professore. Durante la sua brillante carriera, furono tantissimi le medaglie e i riconoscimenti.

Una valida alternativa, scomparsa

Come si diceva, va a Felix Heinrich Wankel il merito di aver inventato il motore rotativo, motore che può essere considerato – per lo meno sulla carta – una valida alternativa ai motori convenzionali. Eppure, il motore rotativo è di fatto scomparso dal mercato. Perché, vi starete chiedendo, se si tratta di un motore che presenta degli innegabili vantaggi?

Il motivo del suo insuccesso va ricercato in due limiti fondamentali: il primo riguarda i costi di realizzazione, il secondo riguarda i costi relativi ai consumi. Sì, perché il motore rotativo, proprio per via della sua caratteristica architettura, è un motore molto soggetto a usura, il che fa presupporre l’impiego di alluminio e acciaio per la sua costruzione. Tali materiali, è noto, non sono a buon mercato. Quanto al secondo aspetto il motore rotativo è un motore che consuma molto, il che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto richiesto dall’Unione Europea e dal principio dello sviluppo sostenibile.

Ultima modifica: 18 Febbraio 2019