Caratteristiche di un circuito di Formula 1

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I circuiti di Formula 1 non sono tutti uguali. Lo sanno bene gli appassionati del genere, che conoscono ogni singola curva, ogni singolo rettilineo, ogni singola chicane delle piste di gara. Ma poiché si tratta di competizioni ad alto tasso di pericolosità, per fare in modo che i corridori viaggino e gareggino in totale sicurezza, i circuiti di Formula 1 hanno una serie di caratteristiche funzionali alla sicurezza della gara che li accomunano: rettilinei adeguati, vie di fuga, protezioni. Vedremo dunque quali sono le caratteristiche di un circuito di Formula 1.

Ma, naturalmente, per far sì che si tratti di un circuito in grado di regalare grandi emozioni, le piste adibite alle competizioni di Formula 1 devono essere anche ricche di colpi di scena; chi vorrebbe assistere a una competizione che si svolge solo su un lungo rettilineo? Prima però di entrare nel merito della questione, quanto alla sicurezza deve essere fatta ancora una ulteriore premessa: molto si sta facendo, soprattutto negli ultimi anni, e soprattutto per voce dei piloti, per accrescerla. Solo qualche anno fa, infatti, le piste non erano sicure come lo sono oggi. Detto questo, senza la pretesa di essere esaustivi, vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche dei circuiti in cui si correrà anche quest’anno.

Sicurezza al primo posto

Come accennato, i circuiti dovrebbero essere prima di tutto sicuri: le velocità sono folli, se si sbaglia una manovra, non dovrebbe essere possibile andare a finire contro un muro, perchè una distrazione, una manovra sbagliata o un difetto di fabbrica non devono costare la vita a nessuno.

Eppure, qualche circuito ad alto tasso di insicurezza c’è ancora. Per esempio quello di Montecarlo, un grande classico del Mondiale, un irrinunciabile circuito cittadino che però presenta pericolosi muri e in cui, di fatto, il sorpasso non c’è. Sono presenti diversi incidenti a ogni edizione del Mondiale, si spera solo che non siano fatali. Così come avviene anche in Ungheria, in quello che è senza dubbio un tracciato tortuoso e che rende il sorpasso rischioso.

Non può mancare l’adrenalina 

Tuttavia, più il circuito è pericoloso, più ci si diverte, è un dato di fatto. L’adrenalina è una componente fondamentale della Formula 1 e, più in generale, delle corse automobilistiche e circuiti privi di strettoie, curve, contro curve, chicane non sarebbero apprezzati dagli spettatori. Quindi, va detto, i circuiti devono essere un buon mix di pericolo e sicurezza. Quello che però non dovrebbe mancare nelle caratteristiche di un circuito di Formula 1 è la protezione della vita dei piloti.

Qualche curiosità 

Ad Abu Dhabi si corre in notturna e per vincere occorre un congeniale mix di potenza, capacità del pilota e prestazioni. Si corre molto veloce in città durante la notte di Singapore, in un circuito che è affascinante proprio per il contorno. A proposito di contorno, sicuramente è da citare quello che sta intorno ai 6mila metri del centro cittadino di Baku: un circuito stradale senza dubbio di grande fascino, che prevede una retta d’arrivo di ben di 2.2 chilometri.

Prima di passare ad altro, un’ultima curiosità: sapete quale è il più bel circuito del Mondiale? A detta di molti, è quello di Spa, in Belgio. Si tratta di un circuito vecchio modello, piuttosto lungo – sono circa 7 chilometri – con tutto il necessario per divertirsi: curve e controcurve, rettilinei, tratto a farfalla, chicane. Naturalmente non si tratta che di una constatazione: siamo ben consapevoli che anche la bellezza del circuito è soggettiva. Di sicuro, ogni pilota, ogni spettatore, ha il suo circuito del cuore, a prescindere dalle caratteristiche di un circuito di Formula 124.

Circuiti entrati nel mito

Senza dubbio un circuito presente nel cuore degli appassionati è quello australiano, che di fatto sancisce l’inizio del campionato. Si tratta, nello specifico, di un circuito cittadino che si sviluppa su circa 5 chilometri. Tortuoso quanto basta, non permette grosse speranze per chi vuole sorpassare, ad eccezion fatta per un paio di staccate. Anche quello del Brasile è un circuito entrato nel mito e anche qui la vera insidia è il meteo: la pioggia è un rischio concreto. La parte centrale del circuito brasiliano prevede curve e tornanti, il finale è in salita. Naturalmente nel mito c’è anche il circuito di Monza,dove la potenza del motore è fondamentale e cambia le sorti della gara.

 

Ultima modifica: 4 Settembre 2019