Camion elettrici: caratteristiche e potenzialità

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La propulsione elettrica è sempre stata dedicata al trasporto delle persone e delle merci. Ora invece nascono i camion elettrici alimentati a batteria.

In Italia sul tema dei camion elettrici, purtroppo, ancora non c’è nessuna particolare attenzione. La diffusione di questi mezzi è lentissima e, a dire il vero, sembra esserci una certa “chiusura” da parte delle istituzioni preposte al riconoscimento e all’omologazione dei veicoli elettrici.

Caratteristiche

 

Le grandi aziende hanno capito l’importanza del motore elettrico, tanto da giudicare le sue prestazioni migliori, rispetto ai classici motori a scoppio. In effetti, il motore elettrico è una macchina talmente perfetta da non dover subire nessuna modifica. Al limite, quello che cambierà di continuo, sarà il materiale con il quale è composta la batteria. Tra le aziende maggiormente attive sul fronte camion elettrici, ci sono: Tesla Motors, Mercedes Benz, Renault e Smith Newton.Alcuni modelli sono già sul mercato, altri lo saranno prima della fine del 2017. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di ognuno:

Tesla Motors

L’azienda automobilistica statunitense dell’imprenditore sudafricano Elon Musk, presenterà il suo modello di camion elettrico entro settembre. Grazie ad alcune anticipazioni date dal suo fondatore, possiamo capire che il mezzo non avrà una propulsione totalmente elettrica, ma offrirà una coppia in basso simile a quella di un diesel e sarà anche agile quasi come una vettura sportiva. Il camion sarà in grado di percorrere lunghe tratte, punterà su batterie a litio enormi e forse, sfruttando l’ampia superficie del rimorchio, avrà anche su una serie di pannelli solari. Sempre Elon Musk, in una sua intervista, ha dichiarato che il camion elettrico potrebbe ridurre drasticamente i costi di trasporto delle merci, oltre ad essere molto più sicuro di un mezzo tradizionale e anche più divertente da guidare.

Mercedes Benz

Si chiama Mercedes-Benz Urban eTruck, è un camion con telaio a tre assi e massa complessiva di 26 tonnellate. Derivato dal bus ibrido Citaro, nasce per la distribuzione di grandi quantità di merci a corto e medio raggio. L’autonomia si attesta a 200 km grazie all’utilizzo di tre moduli di batterie al litio. Una percorrenza ancora lontana da quanto garantito dai mezzi tradizionali, ma sufficiente per soddisfare le esigenze del trasporto urbano, in Germania stimato attorno al 40 per cento dell’intero comparto.

Renault

L’azienda francese è molto attiva nel settore dei camion elettrici, avendo già presentato ben 3 modelli dal 2011 ad oggi. Il primo è stato il Renault Midium, un camion di 16 tonnellate totalmente elettrico, con un’autonomia di 100 km e una durata della ricarica di 8 ore. Il Renault Midium ha una potenza del motore di 103 KW e 3 gruppi di batterie agli ioni di litio. Tre anni dopo, l’azienda francese ha presentato Maxity 100% elettrico, equipaggiato con un volta cassonetti per la raccolta rifiuti. Poi nel 2015, in collaborazione con La Poste (le poste francesi), è stata la volta del Maxity Elettrico con una cella a combustibile funzionante a idrogeno.

Smith Newton

Lo Smith Newton è il primo autocarro medio-pesante completamente elettrico ad arrivare in Italia. Prodotto dall’azienda britannica Smith Electric, è lungo 9 metri di lunghezza e largo 2,5, la sua capacità di carico è di circa 5 tonnellate. Il motore elettrico è in grado di produrre 120 kW, ovvero circa 163 CV e di spingere il Newton ad una velocità massima autolimitata di 85 km/h. Sotto al pianale del Newton, tra i due assi, trovano posto i mastodontici accumulatori agli ioni di litio con una capacità di 120 kWh che garantiscono, secondo il costruttore, circa 200 km di autonomia con il 50% del carico. Possono essere ricaricati al 100% in 8 ore con una presa industriale a 8 pin da 380 Volt, con un assorbimento di 63 Ampere, che corrisponde a circa 22 kWh.

Limiti

 

Così come per le auto, anche i camion elettrici sollevano sempre qualche dubbio. I principali:

  • prestazioni inferiori e batterie che si esauriscono velocemente;
  • tempi lunghi di ricarica, a fronte di potenze comunque enormi impiegate e costosi sistemi di “super-charge”;
  • a temperature basse, si dimezza l’autonomia dell’auto per via della riduzione dell’attività chimica delle batterie;
  • difficoltà di trovare e installare le colonnine di ricarica nelle città;
  • le batterie dovranno essere sostituite ogni tot. chilometri, di conseguenza, aumenterà il costo dei camion elettrici;
  • altro problema sottovalutato da molti, potrebbero essere gli incendi. Aumentare la densità energetica delle batterie, potrebbe contribuire a facilitare l’esplosione delle stesse.

Potenzialità

 

In generale, dai camion elettrici in futuro non potremo aspettarci molto. Nel senso che, i continui miglioramenti da parte delle aziende si concentreranno sulla batteria. Elemento fondamentale sarà il graphene, che non sostituirà il litio ma, attraverso il suo utilizzo, aumenterà il flusso e la capacità totale di elettroni nella batteria. Aumentando la quantità di elettroni per unità di tempo, avremo ricariche sempre più veloci e, grazie alla ricerca elettrochimica, batterie sempre più capienti, riducendo di fatto il grande gap odierno di quantità di energia per chilo di peso che divide la benzina dalle batterie.

Risparmio camion elettrici

 

Oltre al ridotto impatto ambientale, i vantaggi di un camion elettrico sono soprattutto di natura economica:

  • un costo orario operativo pari a circa 1/81/10 rispetto al costo orario di un camion convenzionale a motore endotermico diesel;
  • un minor costo orario di funzionamento. Il camion a trazione elettrica non ha costi di manutenzione meccanica (es. legati ad olio motore, liquidi refrigeranti, filtri di olio, gasolio ed aria, freni e frizione, ecc.);
  • i benefici fiscali previsti in molte regioni italiane, come l’esenzione della tassa di possesso e l’abbuono del 50% del costo del canone assicurativo.

I potenziali clienti devono essere informati e formati riguardo ad un nuovo mezzo di trasporto che ha caratteristiche e peculiarità totalmente diverse dai mezzi finora costruiti e circolanti. Fondamentale è la “prova in campo” di queste macchine, per capire le reali potenzialità tecniche ma soprattutto economiche.

Altro fattore molto importante è la differenza tra il motore endotermico ed il motore elettrico. Il primo, a benzina o diesel, ha un rendimento termo-dinamico del 26-28%. Il motore elettrico invece, ha un rendimento elettro-dinamico del 90%. Questo vuol dire che chi fa rifornimento di carburante al proprio veicolo compra 100 “unità di energia”. Ma il proprio motore ne utilizza solo 26-28 per produrre moto, mentre le restanti si trasformano in calore che si disperde nell’ambiente. Con un rifornimento di energia elettrica, su 100 unità “caricate” il motore elettrico ne utilizza 90 per produrre moto. Solo le restanti 10 si trasformano in calore. Si tratta quindi di un recupero di efficienza davvero notevole.

Ultima modifica: 25 luglio 2017