Come è cambiato l’esame per la patente B

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La patente è sinonimo di libertà e di maggiore età: solo al compimento del 18 esimo anno, finalmente ci si può mettere alla guida di una quattro ruote degna di questo nome (le mini car, concordano in molti, sono un’altra cosa rispetto alle auto). Ma per poter guidare in totale sicurezza e armonia anche nei confronti della legge, per prima cosa occorre prendere la patente di guida, la famosa patente B. Per farlo, naturalmente, occorre superare un esame patente B, in cui il candidato dovrà dimostrare non soltanto di sapersi districare nel traffico – questo è il fine della prova pratica – ma anche di conoscere perfettamente il Codice della Strada (questo il fine della prova teorica).

Ma come avviene l’esame per la patente B? Che cosa è cambiato rispetto al passato?
Scopriamolo insieme.

Esame patente B: la teoria

L’esame teorico non è cambiato rispetto al passato: in 30 minuti il candidato dovrà dare prova di conoscere la materia superando un quiz a risposta multipla. Le domande sono 40, il margine di errore continua a essere tarato sul 10 per cento: 4 sono gli errori tollerati. Rispetto a qualche tempo fa, la novità riguarda l’introduzione dei computer con touchscreen (una volta il quiz si compilava a mano). Per quanto riguarda i contenuti, le tematiche affrontate dall’esame sono rivolte al comportamento alla guida; precedenze, limiti di velocità, rischi connessi alle condizioni della strada; distanze di sicurezza; conoscenza della segnaletica (orizzontale e verticale).

Esame patente B: prova pratica

Con l’avvento della tecnologia – per esempio con l’introduzione del cambio automatico – l’esame pratico ha subito una “rinfrescata”. E pertanto, coloro che decidono si svolgere l’esame con un’auto dotata di trasmissione automatica, di fatto si “condannano” a poter guidare solo questo tipo di veicoli. La prova pratica durerà non meno di 25 minuti e andrà a verificare la capacità del candidato di guidare in sicurezza – sarà penalizzante, nel senso che si verrà bocciati, se si affronteranno manovre per le quali sarebbe ritirata la patente – la capacità del conducente di effettuare le manovre e la sua attitudine nel traffico. Non solo: il candidato dovrà dimostrare di saper valutare anche il funzionamento di due dispostivi, a scelta tra freni; pneumatici; livelli; volante e segnalatori (acustici e luminosi).

Ultima modifica: 22 Luglio 2019