Blocco auto diesel, chi non può circolare

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E’ un provvedimento che va estendendosi in tutta Italia a macchia d’olio. Il blocco auto diesel non riguarda più soltanto i grandi centri urbani e in determinati orari, ma è ormai una costante per le aree metropolitane e per i comuni delle regioni del Nord che superino i 30mila abitanti.

Le proteste cominciate già l’anno scorso, hanno sortito qualche debolissimo effetto, ampliando qualche deroga, ma senza mutare l’impianto sostanziale dei provvedimenti che i Comuni adottano con una particolare rigidità dal 2018.

Blocco auto diesel, da cosa nasce e dove esiste

Il blocco auto diesel è giustificato dagli sforamenti continui e gravi dei limiti di PM10 consentiti nell’aria. Un livello di inquinamento dell’aria che ha fatto scattare anche la procedura d’infrazione europea.

L’Italia paga una multa salatissima all’Unione Europea e soltanto lo scorso anno, grazie a un accordo di programma che il Governo Nazionale ha sottoscritto con alcune Regioni, tra le quali Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Umbria, è stata definita una road map per ridurre le emissioni inquinanti.

Il blocco auto diesel è uno dei provvedimenti che rientra in questo accordo di programma. Ma non è l’unico e non riguarda, almeno per il momento, tutte le categorie di auto alimentate a gasolio. La prospettiva, per chi possiede un veicolo diesel, non è certamente rosea.

Mentre alcuni paesi europei hanno fissato già al 2020 il totale blocco auto diesel, in Italia si arriverà allo stop generalizzato nel 2025, anche se alcuni Comuni, come Roma, hanno fissato al 2024 la “morte” del diesel nei centri urbani.

Al momento ogni città si regola diversamente, mantenendo però dei livelli comuni di divieto. E’ certo che chi possiede auto diesel Euro 0, 1, 2, e 3 non avrà vita facile.

Un certo spazio di manovra è ancora possibile per le auto diesel Euro 4, ma è un canto del cigno, perché secondo una direttiva europea presto anche le auto alimentate a gasolio con euro 5 e 6 dovranno fermarsi. E gli effetti sul mercato auto si avvertono già pesantemente.

Blocco auto diesel, gli effetti sul mercato automobilistico

A breve in Italia sarà operativa la cosiddetta ecotassa, introdotta con la manovra finanziaria 2019 assieme all’ecobonus. Si tratta di un sovrapprezzo che dovrà pagare, una tantum, sull’acquisto di un veicolo nuovo che non rispetti determinati parametri di immissione.

Il contrario dell’ecobonus, che viene applicato sui veicoli che non saranno mai toccati dal blocco auto diesel, ovvero auto gpl, metano, elettriche e ibride, oltre che benzina di ultima generazione.

La spinta verso vetture alimentate da energia pi ecocompatibile viene sicuramente dallo scandalo dieselgate, che travolse prima Volkswagen, poi altre grandi case automobilistiche, come Mercedes, Audi, Fca.

Nel 2015, improvvisamente il mondo seppe che i livelli di emissione delle auto alimentate a gasolio potevano essere falsati, rivelandosi poi molto più elevati di quanto le case costruttrici dichiarassero.

La messa al bando delle auto diesel nasce da lì, e se nel 2017 le immatricolazioni di veicoli alimentati a gasolio erano ancora in crescita, in Italia, del 3,8 per cento, nel 2018 c’è stato un crollo verticale, che il 2019 dovrebbe confermare.

Restano ancora le vetture più performanti in termini rapporto consumi/prestazioni, e anche il costo del gasolio si mantiene più basso rispetto alla benzina.

Blocco auto diesel, le multe per chi infrange il divieto

Chi acquista un veicolo alimentato a gasolio deve essere consapevole che il blocco auto diesel sarà presto esteso anche ai motori di ultima generazione. Non sarà di sicuro un investimento a lungo termine. Scendendo nel dettaglio, possiamo definire le direttive più generali che i comuni adottano in tema di blocco auto diesel.

Anzitutto chi dedica di violare i divieti e venga sorpreso alla guida di una vettura considerata inquinante, deve sapere che le multe in questo caso possono essere davvero molto salate.

E’ il Codice della Strada a prevederlo. In particolare all’articolo 7 si stabilisce una sanzione che può variare dagli 84 ai 335 euro. In caso di recidiva però la sanzione può arrivare fino a 658 euro, e nei casi più gravi comportare la sospensione della patente per 30 giorni.

Se si hanno dubbi sulla categoria alla quale appartiene la propria auto, il portale dell’automobilista, attraverso il numero di targa fornisce l’indicazione esatta sul tipo di vettura.

Blocco auto diesel, come viene applicato

Il blocco auto diesel, sebbene applicato in molte città italiane dove si superano i giorni consentiti per lo sforamento dei limiti di PM10, 35 giorni al’anno, è nel nord che trova la maggiore applicazione, in particolare in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il divieto riguarda in modo permanente già da tempo i veicoli da Euro 0 a Euro 2, e da quest’anno anche Euro 3.

Il divieto interessa anche le auto a benzina da Euro 0 a euro 2, senza considerare i livelli di inquinamento per ciascun veicolo. In altre parole, si può anche possedere un veicolo che rientri in queste categorie, che superi la revisione anche per quanto concerne i livelli di emissioni inquinanti, ma lo stesso veicolo non potrà comunque circolare.

E’ una situazione che ha scatenato le proteste delle associazioni di consumatori, che hanno così ottenuto alcune deroghe, che vedremo nel dettaglio. Il blocco auto diesel si estende dal lunedì al venerdì, dalle 7,30 alle 19,30 anche per i veicoli commerciali classificati come N1, N2, e N3 che siano di categoria Euro 3 o inferiore.

Le cattive notizie interessano anche i veicoli Euro 4, per i quali il blocco auto diesel scatterà a partire dal 1 ottobre 2020. Mentre per gli Euro 5 il divieto partirà dal 1 ottobre 2022.

In Lombardia la giunta regionale ha approvato a fine 2018 alcune deroghe del tutto temporanee, che trovano ragion d’essere nelle necessità economiche di alcune fasce di automobilisti.

Il divieto per i veicolo Euro 3 sono infatti sospesi se il proprietario del veicolo ha un reddito ISEE fino a 14000 euro e se in famiglia non ci sono altri veicolo non inquinanti.

Il blocco auto diesel non vale per chi abbia superato i 70 anni o per chi sia in procinto di ritirare un veicolo nuovo e non inquinante. Occorre però avere la documentazione giusta per dimostrare l’acquisto già effettuato.

Altre deroghe sono prevista per atleti e società sportive in concomitanza con manifestazioni sportive. Tutte le deroghe però scadranno il 31 marzo 2019.

Ultima modifica: 1 Marzo 2019