Auto di importazione: costi e cosa controllare

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Sono tantissimi gli italiani che decidono di acquistare auto di importazione, ma si tratta di un acquisto sicuro? Ci sono dei costi e documenti da controllare.

Non ognuno di noi sceglie la via classica della concessionaria quando giunge il momento di acquistare un’auto nuova o, di cambiare auto in generale. Molti italiani scelgono la via dell’auto di importazione, vuoi per un prezzo di acquisto decisamente più basso, vuoi, a parità di costo, per una dotazione di accessori di livello superiore o per l’acquisizione di un modello lussuoso direttamente nel paese d’origine.

Qualsiasi sia il motivo, si tratta di una operazione abbastanza diffusa che coinvolge un numero sempre crescente di acquirenti. Ma vediamo nello specifico quali sono i costi da sostenere per far circolare tranquillamente nel nostro paese un’auto di importazione e cosa bisogna controllare per essere sicuri del proprio acquisto.

Innanzitutto, sembra banale dirlo, ma dando per scontato il costo di acquisto della vettura da sostenere, ci sono da considerare le spese di trasporto, che si rendono necessarie perché non è possibile mettersi alla guida e portarla al proprio box via strada.

Entrando poi nello specifico sono da sostenere i seguenti costi prima di poter circolare, considerando che l’auto deve essere immatricolata in Italia e iscritta regolarmente al Pra:

  • bisogna pagare l’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) che varia a seconda di marca e modello di auto e provincia di residenza;
  • per immatricolare la vettura bisogna presentare regolare richiesta alla Motorizzazione e pagare gli emolumenti Aci pari a 27,00 euro; l’imposta di bollo per l’iscrizione al Pra pari a 32,00 euro; i costi per il rilascio delle targhe, che variano a seconda della targa di provenienza e di quella richiesta;
  • ovviamente ci si può rivolgere ad una delegazione Aci o agenzia per il disbrigo pratiche per svolgere tutte queste operazioni, ma è chiaro che bisogna sommare a tutte le spese elencate quelle derivanti da intermediazione dell’agenzia stessa;
  • un’altra spesa da sostenere è l’Iva. Nel caso di auto usate si intende compresa però nel prezzo di acquisto, solo nel caso di auto nuove l’imposta si deve versare in Italia.

Oltre ai documenti ‘classici’ in originale, libretto e certificato di proprietà estero se l’auto è usata, bisogna controllare, a prescindere se auto nuova o usata, che la stessa sia dotata di Certificato di Omologazione Comunitaria rilasciata dalla casa costruttrice. Senza questo documento, da presentare insieme alle domande redatte su moduli prestampati disponibili gratuitamente negli uffici o su internet, non sarà possibile procedere all’immatricolazione dell’auto in Italia, quindi, di fatto, non potrà circolare.

Ultima modifica: 25 Agosto 2017