Assicurazione auto scaduta: cosa sapere

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Mettersi al volante di un’autovettura con l’assicurazione auto scaduta non è un’impresa consigliabile. Si rischiano delle sanzioni anche pesanti, come minimo. Se poi, nel caso peggiore, si rimane coinvolti in un incidente stradale, si rischia pure di dover tirare fuori bei soldi di tasca propria, perché ovviamente la nostra compagnia assicuratrice non sarà obbligata a risarcire il danno da noi eventualmente provocato (sempre augurandoci, ovviamente, che non ci siano stati dei feriti, o peggio).

Premesso che la regola del rinnovo tacito non c’è più, vediamo dunque che succede e come dobbiamo regolarci nel caso ci accorgiamo che la nostra polizza sulla responsabilità civile sia scaduta.

Occhio alle scadenze

Il quotidiano di tutti quanti noi è fatto purtroppo anche di scadenze. Un sacco di maledette scadenze. Non è sempre agevole tenerle tutte quante sotto controllo e non è difficile che succeda di scordarne qualcheduna, assicurazione auto compresa.

A questo proposito, e come abbiamo già accennato, occorre porre l’accento sul fatto che a partire dal 2013 la copertura assicurativa si interrompe a scadenza (salvo un periodo di tolleranza di cui diremo più sotto), perché non è più previsto il rinnovo tacito. In altre parole, non si è più tenuti a far pervenire alla propria compagnia una formale disdetta: l’assicurazione auto scade alla data indicata nella polizza.

Si tratta di una novità intesa a garantire una maggiore libertà contrattuale agli automobilisti, ma come possibile svantaggio ha, per l’appunto, quello di favorire la sbadataggine negli assicurati più distratti.

Una norma tollerante

Che non ci sia più il tacito rinnovo però non vuol dire che alla scadenza non si abbia ancora tempo per corrispondere il premio e quindi per rinnovare la copertura (o, nel caso, per decidere di scegliere un’altra compagnia, se la nostra ci ha deluso in qualche maniera): ci sono infatti 15 giorni di tempo per farlo. Il punto è che in questo lasso la copertura conserva la sua validità. Il che significa – ma solo in quei 15 giorni, si badi – niente multe e copertura garantita per eventuali sinistri provocati.

Non a caso, questo periodo di grazia viene definito anche di… tolleranza.

Qualche precisazione

È il caso di fare alcune precisazioni riguardo a questo assai provvidenziale periodo di tolleranza. Primo: vale solo nel territorio nazionale, quindi è meglio non andare all’estero, in quei 15 giorni; secondo: vale sia per le polizze stipulate per un anno che per quelle stipulate per sei mesi; terzo: è previsto dalla legge, quindi non è necessario che venga esplicitamente previsto anche dal contratto di assicurazione; quarto: vale anche per i neopatentati; quinto: vale anche nel caso l’automobilista abbia fatto sapere con raccomandata alla sua compagnia di non voler rinnovare la polizza; sesto: se non specificato altrimenti nel contratto, vale solo per la responsabilità civile derivante dalla circolazione del veicolo, non anche quindi per furto, incendio, atti di vandalismo o tutela di terzi; settimo: scade alle 23,59 del quindicesimo giorno dalla scadenza della polizza: in altre parole, a mezzanotte la carrozza si trasforma di nuovo in zucca.

La tecnologia ci soccorre

Sempre connessi alla rete come siamo, era solo naturale che anche le assicurazioni entrassero nel gioco degli avvisi tramite app. Insomma, niente paura: se abbiamo scaricato l’apposita applicazione messa a nostra disposizione dalla nostra compagnia assicuratrice, non dovremo più temere di dimenticarci della scadenza del contratto: sarà l’assicurazione, premurosa, a ricordarcelo.

Potrà farlo con una applicazione, come detto, ma anche attraverso una email, oppure con un promemoria cartaceo spedito un mese prima della scadenza insieme al preventivo di rinnovo e all’attestato di rischio. Come s’è già accennato, alla scadenza del contratto l’assicurato può o rinnovare la copertura assicurativa oppure cambiare compagnia.

A questo proposito, e se la vostra assicurazione vi ha deluso in qualche modo (non è che sia tanto difficile), un modo per prendere una decisione assennata è confrontare on line le varie proposte sul mercato.

A questo scopo in rete si possono trovare dei comparatori molto utili. L’obiettivo, naturalmente, è riuscire a spuntare un prezzo più basso a parità di copertura assicurativa. Da questo punto di vista le compagnie che offrono di più sono quelle lavorano quasi esclusivamente on line, e cioè quelle che non hanno uffici fisici sul territorio, ma soltanto, per così dire, uno “sportello” telematico. Quel che risparmiano sul personale possono limarlo dai premi dei loro assicurati.

Le sanzioni

Si diceva all’inizio delle possibili sanzioni per chi guida con assicurazione auto scaduta.

La multa in questo malaugurato caso può arrivare fino a 3 mila euro più il sequestro della macchina. Va precisato che un veicolo privo di assicurazione può prendere una multa anche se è in sosta, purché si tratti di sosta in un’area pubblica. Detto altrimenti, per prendere la multa non occorre che il veicolo sia in circolazione (ovvero fisicamente in marcia), basta che l’assicurazione sia spirata da più di 15 giorni.

Più precisamente: se l’automobilista viene intercettato e fermato mentre guida un’autovettura con l’assicurazione scaduta da più di 15 giorni è passibile di una sanzione in denaro che varia dagli 841 ai 3 mila e 287 euro, che non sono bruscolini. Come detto, oltre alla multa è previsto pure il sequestro del mezzo (e il pagamento delle spese relative).

Va detto che l’importo della multa in denaro può essere diminuito del 25 per cento se sono presenti due  condizioni. Che il premio sia regolarmente pagato nei 15 giorni susseguenti alla scadenza. Che l’interessato, entro 30 giorni dalla contestazione provveda a demolire il veicolo, ma non prima di averne comunicato l’intenzione all’organo di polizia (polizia stradale, municipale, carabinieri) che ha accertato la violazione.

La sanzione può essere pagata nell’arco dei 60 giorni seguenti alla violazione per un ammontare corrispondente al minimo stabilito dalle singole norme. Come accennato, l’automobilista dovrà versare anche una somma a copertura delle spese per la rimozione, il trasporto e la sorveglianza del veicolo sottoposto a sequestro. Naturalmente dovrà anche mettersi in pari con la corresponsione del premio all’assicurazione.

Insomma: mai e poi mai mettersi alla guida di un veicolo se sappiamo che la nostra polizza è spirata da più di quindici giorni.

 

Ultima modifica: 1 Marzo 2019