Alternatore auto: di cosa si tratta e quali funzioni svolge?

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Ogni automobile (specialmente i veicoli di ultima generazione) per funzionare a dovere ha bisogno di energia elettrica, senza la quale la sola batteria non riuscirebbe a provvedere alla richiesta totale del mezzo. Quindi, affinché questo avvenga, si renderà necessario l’utilizzo di un alternatore auto, ovvero un micro-generatore di corrente alternata. Questo piccolo quanto indispensabile strumento dell’auto, altro non è che una dinamo capace di tramutare l’energia meccanica che fornisce il motore in energia elettrica, la quale assolve alle funzioni della vettura.

Alternatore auto: le componenti

Nello specifico l’alternatore auto è costituito da due componenti principali, una fissa e una mobile. La parte fissa, chiamata statore, si presenta come un cilindro cavo dove all’interno è posto il rotore, nonché la parte mobile, che in molti casi ha la forma tipica di una stella.

Su tutte e due le parti sono collegati dei conduttori elettrici che si dividono in due circuiti distinti. Il circuito posto sul rotore ha la funzione primaria di dare vita ad un campo magnetico, mentre quello posizionato sul rotore è la sede dell’energia elettromotrice (che si palesa soltanto se il rotore assolve alla sua funzione).

L’alternatore funziona solamente quanto il motore è in attività. Difatti, se l’auto resta ferma per qualche tempo, con l’inevitabile scaricamento della batteria, sarà necessario restare col motore acceso per svariati minuti in modo da permetterne il caricamento della stessa.

Il funzionamento dell’alternatore auto

La parte fissa, lo statore, è munito di tre avvolgimenti ed al livello di questi elementi viene prodotta una tensione alternata che diviene sinusoidale grazie al raddrizzamento che avverrà dal ponte di diodi. Da questo momento la tensione potrà essere inviata alla batteria del veicolo come contatto B+.

Sul contatto D+, invece, vi sono posti ulteriori tre diodi, che provvederanno anch’essi a raddrizzare la tensione alternata, a cui sono collegati un led di spia ed un regolatore. Il contatto D+, quindi, alimenta il regolatore e, tramite il valore di tensione che registra, ne modifica di conseguenza la tensione espressa dal contatto DF. In questo modo, l’avvolgimento rotorico sarà modificato in base alla tensione di cui necessità in ogni differente momento.

Collegato a destra dell’involucro dell’alternatore vi è il contatto D- che, per assolvere alla sua funzione primaria, dovrà essere collegato a sua volta al polo negativo della batteria. Vi è, infine, il Contatto W che serve esclusivamente a segnalare i giri del motore dell’auto nei contatori elettronici, malgrado tale dicitura non sia più impressa nelle auto di ultima generazione.

Come sostituire l’alternatore in caso di guasto

Quando non riusciamo a mettere in moto l’auto spesso il problema è legato all’alternatore o alla cinghia di distribuzione. Per quanto riguarda l’alternatore è bene mettere in conto che il guasto potrebbe essere figlio di un falso contatto quindi, prima di provvedere all’acquisto di un pezzo di ricambio, è bene controllare che il cablaggio dello stesso sia in ottimo stato.

Qualora i cavi non necessitassero di alcuna sostituzione, si potrà adempiere al cambio dell’alternatore anche fai da te. Tuttavia, giunti a questo punto, è doveroso fare un distinguo tra vetture in cui l’alternatore è facilmente raggiungibile ed altre dove non lo è:

  1. Nel primo caso, dopo aver acquistato il pezzo sostitutivo, sarà un gioco da ragazzi (nel paragrafo successivo vedremo come nello specifico) montarlo;
  2. Nel secondo, in situazioni di difficile accessibilità dello stesso, sarà bene recarsi da un meccanico specializzato, in modo da affidare la sostituzione a mani con la dovuta esperienza.

Aprendo il cofano motore si può notare – soprattutto nelle auto più datate – una componente circolare con degli avvolgimenti ben visibili e le estremità recise che sarà collegato al motore tramite una cinghia nera, che diparte dal propulsore. Trovata la cinghia, basterà seguire dove terminerà, nella maggior parte delle vetture riconduce all’altezza del lato passeggero, e si sarà giunti all’alternatore.

Auto di ultima generazione

Nelle auto di ultima generazione, invece, l’alternatore sarà posizionato in luoghi più scomodi, come accanto al filtro dell’olio, e l’intervento di un meccanico per eventuale manutenzione o sostituzione si renderà necessario. Per chi volesse avventurarsi nella sostituzione dell’alternatore col fai da te avrà bisogno di pazienza ed istruzione in merito, non essendo probabilmente il suo ambito, oltre che di un’ottima manualità.

Sarà necessario, innanzitutto, disattivare l’impianto elettrico, onde evitare scosse indesiderate mentre si opererà la sostituzione. Il passo successivo sarà rendere più agevole raggiungere l’alternatore e ciò potrà avvenire staccando il copri-motore inferiore sul lato passeggero. A questo punto bisognerà staccare ogni cavo collegato allo stesso alternatore ed allentarne la vite che lo collega al supporto.

Fatto ciò bisognerà allentare leggermente il dado posto nella parte superiore e, successivamente, provvedere allo smontaggio dei dati dei tendi-cinghia. Completati questi passaggi correttamente, si potrà staccare dall’alternatore la cinghia e, di conseguenza, sfilarlo dal vano dov’è riposto e sostituirlo col pezzo di ricambio, seguendo il procedimento all’inverso assicurandosi di avere con se gli strumenti adatti.

In caso di fai da te i costi saranno, ovviamente, ammortizzati dal guidatore in quanto si dovrà provvedere al solo acquisto di un alternatore nuovo e compatibile con il proprio modello di automobile. Mentre, in caso di sostituzione da parte si un meccanico specializzato, il costo varierà da officina in officina in base al pezzo di ricambio acquistato ed alla manodopera richiesta dal meccanico.

Il pezzo sostitutivo ha un costo diverso in base alla qualità ed originalità dello stesso. Per intenderci, acquistando un ricambio originale, quindi prodotto dalla stessa casa automobilistica o da aziende autorizzate, il costo sarà il più alto sul mercato. Tuttavia, ci si assicurerà di montare un alternatore di ‘fabbrica’ che, oltre ad assolvere perfettamente alla sua funzione, avrà un tempo di obsolescenza decisamente lungo.

E per un ricambio compatibile?

Mentre, per chi volesse optare per un ricambio compatibile, andrà a spendere meno denaro. Però, dovrà fare i conti con dei probabili costi di manutenzione o sostituzione dello stesso in tempi celeri.

In genere, la manodopera del meccanico, operante in un’officina specializzata, varia da 50 a 100 euro in base al posizionamento dell’alternatore. Invece, il pezzo in sé ha un costo variabile dai 40 ai 300 euro, in base al modello del veicolo ed all’originalità o compatibilità per cui è venduto.

Ultima modifica: 6 Aprile 2020