Polestar 1: pronta la produzione per la ibrida svedese, ma solo per 500 all’anno

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La nuova Polestar 1 è fra le auto ibride d’alta gamma più attese dei prossimi anni. Arriverà nel 2019 (ne avevamo parlato in questo articolo), ma il suo debutto, almeno all’inizio, sarà un po’ in sordina. Ne verranno prodotti solamente 500 esemplari all’anno. Il motivo? Difficoltà di produzione.

VOLUMI BASSI PER CONTENERE I COSTI

Con le sue specifiche tecniche – un’elegante Grand Tourer Coupé due porte e quattro posti ibrida da 600 cavalli – la Polestar 1 ha tutte le carte per concorrere ad armi pari con avversarie agguerrite come Tesla Model S o le berline BMW. Ma i volumi di produzione previsti permettono di far tirare un sospiro di sollievo alle concorrenti. La decisione di costruire solo 500 esemplari all’anno è data dal fatto che la Polestar 1 è difficile da costruire.

Il telaio in fibra di carbonio dovrà essere infatti incollato su una versione modificata della piattaforma modulare in acciaio della Volvo S90 (Scalable Platform Architecture – SPA). Un’operazione che richiede tempo e denaro e che non consente dunque velocità nella produzione.

PROFILO BASSO PER NON AVERE SORPRESE?

Mantenere un basso profilo ci sembra una buona scelta. Un atteggiamento prudente che sembra dimostrare la solidità di Polestar, la quale ha forse tratto insegnamento dalla recente mezza debacle nella catena produttiva di Tesla, con la sua Model 3 (leggi anche: Tesla: possibili problemi di produzione per la Model 3).

Ultima modifica: 12 Dicembre 2017