Nissan Leaf 30 kWh, come va strada l’elettrica al 100%

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Nissan Leaf da oltr eun anno ha il pacco batterie da 30 kWh. Un salto in avanti del 25% rispetto al modello precedente (erano 24 kWh) che portano l’autonomia dichiarata a 250 km, rispetto ai 175 della versione d’esordio del 2010. Le nuove celle sono costruite negli Usa nella fabbrica di Smyrna in Tennessee e assemblate a Sunderland. Nissan sostiene che il 98% degli automobilisti europei percorre meno di 170 km al giorno.

Nissan Leaf 30 kWh su strada

La Leaf 30 kWh migliora nettamente rispetto al passato, ma non arriva ai 250 km dichiarati. Con tutta la buona volontà, sfruttando gli accorgimenti votati all’efficienza, settando la guida in Eco e utilizzando e la modalità di marcia in B invece che D, con la frenata rigenerativa al suo massimo, si possono sfiorare i 200 km. E senza prestare la massima attenzione i 170 km sono uno standard possibile in ogni situazione. Tranne che in autostrada, dove ai 130 km/h costanti il range scende a 150.

Numeri notevoli, oggettivamente sufficienti per la stragrande maggioranza degli spostamenti, ma non per tutti. Bisogna prestare attenzione ad un altro particolare. Come il vostro smartphone, la batteria della Leaf quando arriva agli sgoccioli è molto sensibile ai cambi di passo. Ergo, la “riserva” dei 30 km finali può calare vertiginosamente nel giro di qualche minuto e allora sì che l’ansia si fa davvero intensa.

Nissan Leaf 30 kWh, la ricarica

Ve lo dice il trip computer e non sbaglia. Da presa casalinga per pieno servono 13 ore e 30′: i 3kWh base dell’impianto elettrico non sono un problema per l’assorbimento. Assicuratevi piuttosto che eventuali prolunghe e ulteriori prese siano in ottimo stato. Dalle colonnine da 6 kWh invece servono 3 e 30’. Ce ne sono 865 in Italia, un numero discreto, con una decente distribuzione al Centro-Nord.

Esistono alternative più performanti. A casa si può fare un pieno in 5 ore e mezzo, se si usa il Wallbox . E’ una mini stazione domestica, ma costa 1.130 euro e bisogna adeguare l’impianto. Su strada il vero salto diqualità è, sarebbe meglio dire sarebbe, rappresentato dalla ricarica veloce a corrente continua con presa CHAdeMO, in grado di riportare all’80% la batteria in mezz’ora.

Ma sono solo una trentina in Italia al momento. Dodici a Milano, sette a Roma, quattro lungo l’autostrada del Brennero, tre tra Verona e il Lago di Garda, due tra Pisa e Livorno, una nei pressi di Venezia, una tra Parma e Modena, una vicino a Genova, una sulla Milano-Serravalle. Troppo poche.

Oltre al sistema di bordo, che permette di gestire e controllare da smartphone lo stato delle batterie, il timer per la ricarica, il climatizzatore e visualizzare le colonnine più vicine, esiste una buona serie di app per smartphone e di riferimenti sul web che consentono di poter studiare percorsi. A lato del touch screen, in basso a destra, in caso di emergenza, c’è il tasto azzurro Zero Emission. Ben visibile, che mostra tutte le stazioni di ricarica nei paraggi, specificando se sono libere o in uso, fornendo indicazioni precise grazie al navigatore.

I costi di carica

Altro capitolo chiave, i costi per spostarsi. Se il prezzo di un kWh è meno di 0,5 euro (0,448), un pieno ammonta a circa 13 euro. Per fare 200 km rappresentano un esborso molto limitato. Con il piede leggero, con 50 euro si possono percorrere 800 km. Spesa modica, ma non inferiore rispetto  alle più moderne auto a metano.

Su strada la Leaf è uno spasso, si muove con grande agilità. Estremamente fluida e pronta in accelerazione: soprattutto in ripresa. La spinta c’è sempre, in città si sfilano le altre auto con una souplesse notevole. Il selettore di marcia è semplicissimo da usare e ci si può concedere piacere di guida nei tratti misti. Merito del posizionamento della batteria nel pianale, che regala baricentro basso. Sicura le tenuta, preciso lo sterzo, rollio quasi azzerato, ma senza penalizzare il confort.

Ultima modifica: 28 Aprile 2017