Il Texas mette una tassa sulle auto elettriche: 400 dollari per ogni vettura immatricolata

720 0
720 0

Il dibattito a livello mondiale sulla mobilità elettrica ha finora trovato punti di vista molto differenti tra loro, ma la maggior parte degli investimenti degli ultimi anni tendono a premiare la transizione energetica in diversi ambiti, compreso quello della viabilità.

Auto elettriche, la scelta del Texas: una tassa per ogni immatricolazione

traffico in Texas
Traffico in Texas

In controtendenza rispetto a questo trend stanno andando gli Stati Uniti. Non l’intero Paese, quanto piuttosto lo Stato del Texas. Il governo statale ha infatti deciso di applicare una tassazione specifica per le auto elettrica. I soldi della stessa dovrebbero essere utilizzati per contribuire alla manutenzione delle autostrade, parificando quindi i mezzi di trasporto a benzina o diesel a quelle di nuova generazione. Il cambiamento dovrebbe avvenire il 1° settembre del 2023. Da quel giorno in poi saranno richiesti 400 dollari solo per l’immatricolazione della nuova auto elettrice a ulteriori 200 dollari l’anno.

Una decisione che ha scatenato diverse polemiche. Il motivo del dibattito non è legato tanto alla tassazione in sé, quanto al valore conferito, che rende meno conveniente far ricorso alla mobilità elettrica. La tassa tende infatti ad essere un disincentivo per i potenziali acquirenti, rischiando di rappresentare un passo indietro in termini di sviluppo.

Auto elettriche: le scelte degli altri Stati americani

autostrada Texas
autostrada Texas

Va sottolineato come il Texas non sia il primo Stato americano a prendere una direzione del genere. Una tassa dello stesso tipo è stata introdotta infatti in altre realtà come il Colorado, ma stride il contrasto tra la disposizione di quest’ultimo di far pagare 50 dollari e la cifra che verrà imposta a chi transita tra Dallas e dintorni. Anche in California esiste un’imposta per i proprietari delle auto elettriche, supera però di poco i 100 dollari l’anno. Parliamo di un quarto rispetto a quello che il Texas vorrebbe imporre ai cittadini americani.

I fautori della tassa hanno provato a difendersi motivando la decisione con il timore di perdere un indotto importante, qualora dovesse esserci un passaggio di massa alla mobilità elettrica. Si rischia infatti di perdere un introito che rappresenta una delle maggiori entrate dello Stato, pari a circa il 30% delle finanze riguardanti strade e autostrade ed è soprattutto per questo che il senatore repubblicano Robert Nichols, presidente della commissione trasporti in Texas, ha avanzato la sua proposta, approvata poi dalla Camera dei rappresentanti e poi posta al vaglio del governatore Gregory Wayne.

Auto elettriche, la via tracciata dall’amministrazione Biden

Quanto deciso va anche in controtendenza con quella che è la linea generale impostata dall’amministrazione Biden, sebbene in un Paese federalista per Costituzione ogni singolo Stato abbia ampi margini di manovra. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato poco meno di due anni fa che nel 2030 il 70% degli autobus sarà elettrico. Anche le leggi contro le emissioni di gas serra sono andate oltre le regole impostate dall’amministrazione Obama prima dell’avvento di Donald Trump. Da ricordare che Tesla, uno dei colossi mondiali in tema di mobilità sostenibile, è in mano al magnate Elon Musk ed è un’azienda che (non solo puntando sulle auto elettriche ma facendo di queste uno dei capisaldi della produzione) ha fatturato 81,46 miliardi di dollari nel 2022.

Ultima modifica: 23 Maggio 2023