AssoDistil richiede al vertice politico di confermare gli impegni assunti in precedenza evitando pericolosi passi indietro sugli obblighi di miscelazione dei carburanti.
La proposta di Assodistil prevede un incremento della quota di bioetanolo portandola dal valore attuale fino al 6,5% per allineare il Paese ai parametri della direttiva europea RED.
Il bioetanolo rappresenta una risorsa strategica prodotta internamente che finisce spesso all’estero per la mancanza di un mercato interno capace di assorbirne il potenziale industriale.

Il parco veicolare circolante vede ancora la prevalenza di motorizzazioni alimentate a benzina con una quota che raggiunge il 57% della flotta totale attiva.
Sostenibilità e obiettivi europei vincolanti
Le vetture ibride e quelle a benzina dominano le nuove immatricolazioni coprendo circa il 70% delle preferenze totali espresse dai consumatori durante l’ultimo anno solare.
Il calo del gasolio e la diffusione marginale di elettrico o idrogeno impongono soluzioni immediate per rendere meno impattante il carburante maggiormente utilizzato dai cittadini.
Sandro Cobror, Direttore di AssoDistil, dichiara: “Se vogliamo ridurre le emissioni nel breve e medio periodo, dobbiamo rendere più sostenibile il carburante che oggi alimenta la maggioranza delle auto italiane“.

L’Europa impone sanzioni economiche pesanti in caso di mancato rispetto dei target ambientali che finirebbero per gravare sulle tasche dei contribuenti nazionali.
La valorizzazione delle biobenzine permette di abbattere l’impronta di carbonio dei trasporti senza attendere il completo rinnovo tecnologico dei veicoli circolanti sulle strade.
Infrastrutture e confronto internazionale europeo
Alcune parti interessate sollevano dubbi circa la presunta obsolescenza delle reti di distribuzione italiane che impedirebbe di superare la soglia del 3% di miscela.
Tuttavia i dati provenienti da ben 19 Paesi dell’Unione Europea dimostrano la fattibilità tecnica di impiegare percentuali superiori senza riscontrare criticità meccaniche o logistiche.
Il rafforzamento della filiera produttiva del bioetanolo stimola nuovi investimenti e garantisce la creazione di posti di lavoro stabili nel settore della chimica verde.
La resistenza al cambiamento rischia di isolare l’industria italiana favorendo i concorrenti esteri che già sfruttano pienamente le potenzialità dei combustibili rinnovabili di origine agricola.
Un intervento governativo deciso sosterrebbe il Costruttore nazionale impegnato nello sviluppo di motori termici evoluti e compatibili con le nuove formulazioni chimiche ecosostenibili.

Responsabilità sociale e investimenti industriali
Raggiungere la quota del 6,5% entro il decennio corrente significa tutelare la salute pubblica attraverso una aria più pulita nei grandi centri urbani congestionati.
Cobror, Direttore di AssoDistil, sottolinea: “Rafforzare le quote di biobenzine fino al 6,5% entro il 2030 vuol dire sostenere l’industria nazionale e promuovere nuovi investimenti, creare occupazione“.
L’appello punta a prevenire una marcia indietro rispetto alle decisioni assunte dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica durante l’anno 2023.
La distillazione itakliana possiede le competenze tecniche necessarie per guidare la transizione energetica senza sacrificare la competitività del sistema produttivo nazionale complessivo.
Ogni ritardo nella applicazione delle norme europee si traduce in una perdita di opportunità per le aziende che hanno già scommesso sulla decarbonizzazione dei trasporti.
Sintesi della promozione economica
Il mantenimento degli incentivi per la produzione di biocombustibili garantisce un prezzo alla pompa stabile evitando rincari selvaggi derivanti dalle possibili multe dell’Unione Europea.
Gli investimenti nel settore del bioetanolo permettono di ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili migliorando la bilancia commerciale del sistema economico italiano.
La valorizzazione della materia prima nazionale trasforma un costo ambientale in una risorsa finanziaria capace di generare ricchezza distribuita su tutto il territorio peninsulare.
Le imprese coinvolte nella filiera richiedono certezze normative per sbloccare capitali destinati alla modernizzazione degli impianti e alla ricerca di soluzioni sempre più efficienti.
Le 5 cose da sapere su Assodistil e biobenzine
- Obiettivo 6,5%: Assodistil propone di elevare la quota di biobenzine per rispettare i vincoli ambientali della direttiva europea RED entro il 2030.
- Risorsa nazionale: L’Italia produce eccellenti quantità di bioetanolo che attualmente vengono esportate invece di essere valorizzate all’interno del mercato dei carburanti domestico.
- Prevalenza benzina: Il 57% delle auto circolanti e il 70% delle nuove vendite utilizzano benzina o sistemi ibridi rendendo urgente la decarbonizzazione.
- Standard europei: In 19 nazioni su 27 il bioetanolo viene impiegato regolarmente in percentuali elevate senza causare danni alle infrastrutture di distribuzione esistenti.
- Rischi economici: Il mancato raggiungimento dei target sulle emissioni esporrebbe lo Stato a sanzioni pesanti con ricadute dirette sui costi sostenuti dai singoli cittadini.
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Ultima modifica: 16 Febbraio 2026




