Riorganizzare una fabbrica di sogni per riportarla a macinare utili richiede il coraggio delle decisioni impopolari e la lucidità della visione tecnica. Porsche sceglie di reindirizzare la propria rotta industriale mettendo al centro la redditività e la passione pura.
Michael Leiters, Amministratore Delegato di Porsche, definisce così la filosofia aziendale: “Il termine Sportwagenschmiede è stato scelto consapevolmente perché racchiude tutto ciò a cui punta Porsche per il futuro: la nostra aspirazione di offrire i veicoli più sportivi in ogni segmento, ma anche artigianalità e pragmatismo. Noi costruiamo le auto che i nostri clienti sognano e le vetture sportive sono al centro di tutto.”

Nominato amministratore delegato lo scorso autunno per affrontare un calo del margine operativo precipitato circa all’1% nel 2025, l’ex direttore tecnico della Ferrari vara il piano strategico Sportwagenschmiede, traducibile letteralmente come fucina di auto sportive.
L’obiettivo primario consiste nel privilegiare il valore unitario rispetto ai volumi complessivi di vendita, puntando a elevare il peso dei modelli ad alta marginalità dal 32% al 45% sull’intero portafoglio prodotti, senza tuttavia stravolgere la storica collocazione tra lusso e sportività.
In arrivo un’inedita D-SUV termica ed ibrida da affiancare alla Macan
Il piano di rilancio dei volumi commerciali si aprirà nel 2028 con le declinazioni al cento per cento elettriche delle iconiche 718 Boxster e Cayman, confermate a dispetto delle indiscrezioni giornalistiche che ne ipotizzavano la cancellazione definitiva.
Sempre nel 2028 debutterà un’inedita SUV di segmento D concepita per affiancare la Macan a batteria; questo modello inedito adotterà motorizzazioni termiche ed ibride plug-in, garantendo la flessibilità richiesta dai mercati internazionali.
La futura offerta motoristica prevede che a ogni modello puramente elettrico corrispondano due opzioni tradizionali o elettrificate, sostenendo parallelamente la ricerca sulle batterie di nuova generazione e la cooperazione con Audi sulle architetture PPE e PPC.
I progetti futuri includono una E-SUV posizionata sopra la Cayenne, una piattaforma riservata a sportive a motore centrale sopra la 911 e derivazioni altamente emozionali, oltre ad almeno un debutto di prodotto ogni anno fino al 2030.

La spinta su personalizzazioni, listini e ristrutturazione industriale
Il piano Porsche punta a sestuplicare il fatturato del programma di personalizzazione tramite le divisioni Sonderwunsch, Exclusive Manufaktur ed Heritage, riducendo al contempo la complessità di gamma con un taglio delle varianti pari ad almeno il 20%.
Per espandere l’offerta da corsa la quota in Manthey Racing salirà dal 51% al 67%, mentre verranno sviluppate serie limitate few-off e riproduzioni in fabbrica di storiche glorie automobilistiche con listini compresi tra 1,6 e 13,5 milioni di euro.
Sul fronte finanziario l’obiettivo resta l’abbattimento del punto di pareggio al di sotto delle 200 mila unità prodotte, riducendo i costi di garanzia del 45%, le spese commerciali del 20% e le spese di sviluppo per i futuri veicoli del 20%.
Jochen Breckner, Direttore Finanziario di Porsche, delinea la rotta dei conti: “Il miglioramento previsto della redditività e della generazione di cassa si fonda su un valore unitario del veicolo più elevato, su un mix di prodotti più interessante e su una struttura dei costi e del capitale resa stabilmente più efficiente.”
Struttura più snella e semplificazione dei processi manageriali
La ristrutturazione aziendale passa attraverso la cessione delle partecipazioni in Bugatti, MHP, Bugatti Rimac e nel Gruppo Rimac, unita alla chiusura definitiva delle attività di Cellforce, Porsche eBike e Cetitec.
I costi del lavoro nella produzione scenderanno del 30% grazie a linee flessibili multi-modello, mentre il piano generale di riorganizzazione prevede l’uscita di 9 mila lavoratori a livello globale e la riduzione del 40% delle posizioni dirigenziali.
Sul versante normativo la dirigenza supporta la proposta dell’eurodeputato Massimiliano Salini volta a ridimensionare dal 100% al 90% il target di riduzione della CO2 al 2035, ritenendola una misura pragmatica per la transizione.
I target finanziari di medio termine prevedono ricavi compresi tra 41 e 45 miliardi di euro, un margine operativo tra il 10% e il 15% e flussi di cassa netti automotive attestati tra il 9% e il 12% dei ricavi complessivi.
Con un modello organizzativo reso finalmente più agile e meno dipendente dai volumi di massa, la casa tedesca cerca di riappropriarsi della sua tradizionale redditività, dimostrando che l’ingegneria di qualità sa ancora fare la differenza.

5 cose da sapere sul nuovo piano Porsche
- Strategia Sportwagenschmiede per focalizzare la produzione su alto valore e utili.
- In arrivo nel 2028 un D-SUV con motori termici e ibridi accanto alla Macan.
- Elettriche 718 Boxster e Cayman confermate in produzione per il 2028.
- Partecipazione in Manthey Racing incrementata al 67% per rafforzare le corse.
- Taglio di 9.000 posti di lavoro globali e riduzione del 40% dei manager.
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Ultima modifica: 7 Ottobre 2026



