di Luca Talotta
BMW IN TOUR ha chiuso la sua terza stagione nella cornice simbolica di Milanello, trasformando un campo da calcio in qualcosa di più ampio di una semplice finale. Il progetto di inclusione sociale e sportiva ideato da ACIB, l’Associazione Concessionari Italiani BMW, insieme alla Fondazione EcoEridania Insuperabili, con il supporto di BMW Italia e AC Milan, ha portato al centro dell’attenzione un tema che il mondo dell’automotive non può più considerare laterale: il ruolo sociale dell’impresa e della rete distributiva.

L’edizione 2025-2026 si è sviluppata attraverso 15 tappe sul territorio nazionale, coinvolgendo direttamente concessionarie BMW da Catanzaro a Udine, da Firenze a Torino, da Roma a Milano. Il dato più significativo, però, è un altro: tutta la rete italiana dei dealer BMW ha sostenuto l’iniziativa, confermando come il rapporto tra marchio, concessionari e comunità possa andare oltre la vendita di automobili.
La finalissima di BMW in tour si è disputata martedì 16 giugno al Centro Sportivo Milanello powered by Clivet. In campo, da una parte, la prima squadra ufficiale di Serie A degli Insuperabili; dall’altra, una rappresentativa dei quindici concessionari coinvolti nelle tappe locali. Le squadre erano composte in modalità mista da atleti e dipendenti delle concessionarie, con un obiettivo chiaro: dimostrare che lo sport, quando viene vissuto come esperienza condivisa, può ridurre le distanze e superare barriere fisiche, culturali e sociali.
Il valore del progetto BMW IN TOUR
Il successo di BMW IN TOUR non sta soltanto nella partecipazione, ma nella sua struttura. Il progetto non si è limitato a organizzare partite o momenti celebrativi, ma ha costruito un percorso diffuso, fatto di incontri, formazione e coinvolgimento diretto dei territori.
Presso le concessionarie aderenti si sono svolti momenti dedicati al tema dell’inclusione sociale nello sport. In ogni tappa è stato eletto un MVP, il Most Valuable Player, di BMW in tour che ha poi avuto la possibilità di partecipare alla finalissima di Milanello. In questo modo il progetto ha dato continuità a ogni appuntamento locale, evitando il rischio di una semplice operazione di immagine.
È qui che il settore automotive mostra una delle sue facce più interessanti. In un periodo in cui l’auto viene spesso raccontata solo attraverso crisi, transizione, vincoli normativi e difficoltà industriali, iniziative come questa ricordano che la filiera dell’automobile è anche presidio territoriale, occupazione, relazione con le famiglie, responsabilità sociale. I concessionari non sono solo punti vendita, ma luoghi fisici inseriti nelle comunità. E quando questa presenza diventa azione concreta, il valore generato supera il perimetro commerciale.
La rete BMW protagonista sul territorio
Il coinvolgimento del 100% della rete dei concessionari BMW in Italia rappresenta uno degli aspetti più rilevanti della terza edizione. Dario Mennella, direttore vendite di BMW Italia, ha sottolineato come vedere tutta la rete unita nella finalissima sia motivo di orgoglio e conferma di un percorso condiviso sul piano valoriale. Secondo Mennella, iniziative come questa permettono al marchio e ai suoi partner di esprimere una leadership che va oltre gli obiettivi di business, restituendo valore concreto alla comunità.
È una riflessione importante anche per leggere il presente dell’automotive. Il comparto, spesso chiamato a giustificarsi di fronte alle trasformazioni ambientali, tecnologiche e normative, continua a rappresentare una delle infrastrutture economiche e sociali più ramificate del Paese. La rete dei dealer, in particolare, è il punto in cui l’industria incontra le persone. Non solo clienti, ma cittadini, famiglie, giovani, lavoratori, associazioni.
BMW IN TOUR valorizza proprio questo passaggio: la concessionaria non come luogo neutro, ma come spazio capace di attivare relazioni. Il fatto che le tappe abbiano attraversato aree molto diverse d’Italia conferma la forza di un modello che unisce dimensione nazionale e radicamento locale.
Insuperabili, sport e disabilità
Al centro del progetto BMW in tour ac’è la Fondazione EcoEridania Insuperabili, realtà nata dall’esperienza di Insuperabili, avviata nel 2012 a Torino con il primo allenamento della Scuola Calcio Total Sport. Da quell’inizio, con quattro ragazzi con disabilità, il movimento è cresciuto fino a diventare una rete con 19 sedi e circa 800 calciatori e calciatrici.
Davide Leonardi, fondatore e presidente di Insuperabili, ha definito la finalissima di BMW IN TOUR il punto di arrivo di un percorso fatto di sport, inclusione e relazioni autentiche. Il suo messaggio insiste su un concetto decisivo: i limiti esistono, ma non definiscono le persone. Si affrontano e si superano insieme, come una squadra.
La forza di questo progetto sta nel non trattare la disabilità come elemento separato, ma come parte di una dinamica comune. Atleti, dipendenti delle concessionarie e partner hanno condiviso il campo, le emozioni e la responsabilità di un obiettivo comune. In questa prospettiva, il calcio diventa linguaggio immediato, comprensibile, popolare. E proprio per questo efficace.
Il supporto di AC Milan e la cornice di Milanello
La scelta di Milanello ha dato alla finalissima un valore simbolico evidente. Il centro sportivo rossonero è uno dei luoghi più riconoscibili del calcio italiano e internazionale, e ospitare qui l’atto conclusivo di BMW IN TOUR ha rafforzato il legame tra sport professionistico, inclusione e responsabilità sociale.
Daniele Massaro, brand ambassador di AC Milan, ha ricordato l’impegno del club, anche attraverso Fondazione Milan, nella promozione dei valori positivi dello sport e nella diffusione di una cultura dell’inclusione. La presenza del Milan a BMW in tour non è quindi soltanto scenografica, ma coerente con un percorso che vede il club coinvolto in attività sociali e progettualità rivolte alle comunità.
Anche la campagna “+ Diversity is More”, lanciata da BMW Italia insieme ad AC Milan, si inserisce in questa visione. Tutte le otto squadre ufficiali di Insuperabili impegnate nei campionati nazionali FIGC DCPS, FISPES, FISDIR, FISPIC e FIS hanno indossato pantaloncini con il logo della campagna, pensata per prendere posizione contro ogni forma di discriminazione e a favore del dialogo.

Un messaggio utile anche per l’automotive
BMW IN TOUR rientra nel programma SpecialMente #drivenbypeople, il canale di responsabilità sociale d’impresa di BMW Italia. Dal 2001, il progetto SpecialMente ha coinvolto oltre 3 milioni di persone attraverso iniziative online e sul territorio, confermando un approccio continuativo e non episodico alla Corporate Citizenship.
Per il mondo dell’auto, questa continuità è decisiva. La sostenibilità non riguarda soltanto le motorizzazioni, le emissioni o i processi produttivi. Riguarda anche il modo in cui un’azienda vive il proprio ruolo nella società. Un settore maturo come quello automotive ha bisogno di raccontare meglio la propria capacità di generare valore, non solo economico ma anche culturale, formativo e sociale.
La finalissima di Milanello dimostra che l’automobile può essere molto più di un prodotto. Può essere una piattaforma di relazioni, un punto di contatto tra impresa e comunità, un’occasione per costruire inclusione reale. È una prospettiva che merita attenzione, soprattutto in una fase storica in cui il comparto viene spesso osservato solo attraverso le sue criticità.
Partecipare a un progetto come BMW IN TOUR significa riconoscere che la responsabilità sociale non è un accessorio della comunicazione, ma una componente della reputazione e della presenza industriale. E quando l’iniziativa riesce a mettere insieme concessionari, atleti, partner, club sportivi e famiglie, il risultato non è solo una finale: è un segnale di sistema.
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Ultima modifica: 16 Giugno 2026



