Codice della strada, Salvini rivendica i risultati «Oltre 100 vite salvate»

di Luca Talotta

Il dibattito sul nuovo Codice della strada continua a dividere politica, automobilisti e associazioni, ma Matteo Salvini rivendica i primi risultati delle norme introdotte negli ultimi mesi.

Secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, le nuove misure sulla sicurezza stradale avrebbero già contribuito a ridurre il numero delle vittime sulle strade italiane.

L’occasione è stata il convegno “Responsabilità alla guida: lavorare per la prevenzione a partire dalla consapevolezza”, organizzato a Milano da Confcommercio, ConfMobilità e Assomobilità, con un focus dedicato a prevenzione, dipendenze, controlli e nuove tecnologie applicate alla mobilità.  

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Salvini: «Le norme severe servono»

Nel corso dell’evento, Salvini ha spiegato che i dati raccolti da Polizia Stradale e Carabinieri mostrerebbero un miglioramento concreto rispetto all’anno precedente. «Nel 2025 sono state salvate più di 100 vite», ha dichiarato il ministro, sottolineando come il nuovo Codice abbia introdotto una linea più dura verso i comportamenti ritenuti maggiormente pericolosi alla guida.

Secondo Salvini, il principio è chiaro: aumentare controlli e responsabilità senza criminalizzare chi usa l’auto quotidianamente. Un messaggio importante in un momento storico in cui il settore automotive viene spesso associato soltanto a restrizioni, limiti e penalizzazioni.

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Alcolock, come funziona il dispositivo

Tra le novità più discusse resta l’alcolock, sistema che impedisce l’accensione del veicolo se il conducente non supera il test alcolemico. La misura riguarda in particolare i conducenti già sanzionati per guida in stato di ebbrezza oltre determinati limiti.

Il dispositivo rappresenta una delle principali innovazioni del nuovo impianto normativo e punta a ridurre il rischio di recidiva. Il MIT ha già definito le modalità operative del sistema, che dovrà essere installato sui veicoli dei soggetti interessati.

L’obiettivo, almeno nelle intenzioni del governo, non è esclusivamente repressivo: il tema centrale resta quello della prevenzione e della tutela di tutti gli utenti della strada.

Sicurezza stradale, 3,9% in meno di incidenti ma più rischi 1

Sicurezza stradale e cultura della guida

Il confronto emerso durante il convegno milanese ha riportato l’attenzione anche su un altro elemento: la sicurezza non dipende soltanto dalle sanzioni. Infrastrutture efficienti, educazione stradale, manutenzione e formazione dei conducenti restano aspetti decisivi.

Nel programma dell’incontro si è parlato infatti di prevenzione, recupero e consapevolezza, con il coinvolgimento di rappresentanti della Polizia Stradale, esperti di mobilità e associazioni europee impegnate nella sicurezza dei trasporti.  

È un approccio che prova a superare la semplice logica punitiva: il problema non è l’automobile, ma l’utilizzo scorretto dei mezzi e la sottovalutazione dei rischi legati ad alcol, droghe e distrazione.

Il nodo tra libertà e responsabilità

Il nuovo Codice della strada continua comunque a generare discussioni. Da una parte c’è chi ritiene necessaria una stretta più severa per contrastare incidenti e comportamenti pericolosi; dall’altra chi teme eccessi normativi e interpretazioni troppo rigide.

Salvini stesso ha ricordato che, al di là delle leggi, «poi decide il giudice», ribadendo come il sistema continui a garantire valutazioni caso per caso.

Il vero equilibrio sarà trovare un punto d’incontro tra libertà di movimento e tutela collettiva. Una sfida che riguarda istituzioni, automobilisti e tutta la filiera della mobilità.

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Ultima modifica: 25 Maggio 2026