Volkswagen affronta la crisi, Il colosso automobilistico di Wolfsburg abbandona la rincorsa ai volumi record per concentrarsi sopra la redditività dei conti economici mondiali.

La strategia industriale prevede una riduzione della capacità produttiva totale la quale scenderà dai 12 milioni passati ai 9 milioni futuri.
Oliver Blume, amministratore delegato del colosso tedesco, ammette: “Le pianificazioni del passato sono irrealistiche nell’attuale scenario competitivo”.
La flessione delle vendite colpisce i mercati della Cina e della Europa con un taglio di 1 milione di unità produttive.

Efficienza e macchinari sottoutilizzati
Il funzionamento dei macchinari senza un pieno carico di lavoro genera un buco nero per il bilancio della azienda automobilistica.
I vertici impongono una drastica revisione dei costi operativi per eliminare ogni spesa inutile legata agli impianti fermi oppure lenti.
Gli stabilimenti di Emden e Zwickau nati per i modelli elettrici soffrono per una domanda inferiore rispetto alle stime dei tecnici.
Il piano di ristrutturazione globale ordina la uscita di 50.000 lavoratori entro l’anno 2030 per rendere la struttura industriale leggera.
La occupazione nel territorio della Germania pagherà il prezzo superiore con la perdita di 35.000 posti di lavoro nelle fabbriche principali.
Nuovi soci e riduzione della gamma
Il Marchio chiude i siti produttivi di Bruxelles e Dresda cercando una riconversione presso aziende del settore della difesa per Osnabrück.
L’offerta di prodotto subirà una semplificazione passando dalla cifra attuale di 150 modelli ad una quota inferiore a 100 modelli.
La marginalità operativa deve risalire dal misero 2,8% fino al traguardo del 10% per garantire la sopravvivenza dei futuri investimenti.
La partnership per il rilancio di Scout in America serve per dividere i rischi della transizione con soci esterni alla azienda.
Una sfida per la sopravvivenza.

F* 2025_11_14
T* Fotos de los trabajadores
L* Volkswagen Navarra, Pamplona
Le 5 cose da sapere sulle dinamiche del Gruppo Volkswagen
- Il Gruppo Volkswagen riduce la produzione globale a 9 milioni di vetture l’anno contro i 12 milioni della capacità passata.
- Oliver Blume prevede il taglio di un milione di unità produttive in Europa entro l’anno 2028 per combattere la crisi.
- Il piano industriale stabilisce la uscita di 50.000 dipendenti nel mondo di cui 35.000 concentrati nelle fabbriche tedesche.
- La gamma di modelli scenderà da 150 a meno di 100 versioni per ottimizzare i costi e la efficienza della produzione.
- La azienda punta a raggiungere una redditività del 10% entro il 2030 per finanziare lo sviluppo tecnologico dei prossimi anni.
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Ultima modifica: 23 Aprile 2026




