La qualità dell’aria nelle grandi aree urbane italiane resta critica, con superamenti frequenti dei limiti sulle polveri sottili e conseguenze concrete sulla salute collettiva.
Milano, Torino, Bologna, Brescia e Verona continuano a convivere con livelli di smog elevati, mentre le politiche di contenimento mostrano risultati limitati.
In tale scenario il biometano emerge come alternativa industriale matura, capace di incidere sulle emissioni e sui costi di utilizzo dell’auto privata.

Secondo Federmetano, associazione di riferimento del settore, la tecnologia disponibile consente risultati misurabili lungo l’intero ciclo energetico.
Enrico Franciosi, Direttore del comparto costruttori di Federmetano, osserva che “il tempo passa, ma l’inquinamento resta, con effetti diretti sulla qualità e sull’aspettativa di vita”.
La transizione energetica europea procede tra obiettivi ambiziosi e applicazioni disomogenee, mentre il traffico urbano continua a rappresentare una fonte primaria di emissioni.
All’interno di tale quadro il biometano offre una risposta concreta, fondata su processi industriali già operativi e su una rete di distribuzione diffusa.
L’approccio proposto da Federmetano punta su una decarbonizzazione compatibile con le esigenze quotidiane di mobilità individuale e collettiva.
Biometano e riduzione delle emissioni urbane
Il biometano nasce dal trattamento di scarti agricoli, rifiuti organici e reflui, trasformati tramite digestione anaerobica in combustibile rinnovabile.
La Direttiva DAFI del 2014 indicava il gas naturale come soluzione per i trasporti, aprendo la strada allo sviluppo industriale del biometano.
Studi del CNR evidenziano un bilancio di CO₂ favorevole lungo l’intero ciclo di vita, con valori inferiori rispetto a molte alimentazioni convenzionali.
Il processo consente una gestione circolare delle risorse, riducendo emissioni climalteranti e dipendenza da fonti fossili importate.
Franciosi sottolinea che “le misure adottate finora non bastano, mentre il biometano offre una riduzione reale delle emissioni locali”.
Costi di utilizzo e risparmio per gli automobilisti
Oltre agli aspetti ambientali, il biometano incide sul bilancio economico dell’auto, tema centrale per famiglie e professionisti.
Un chilogrammo di biometano equivale a circa 1,5 litri di benzina, con una spesa inferiore rispetto ai carburanti tradizionali.
Secondo le stime di Federmetano, su 100.000 chilometri il risparmio può superare 11.000 euro, considerando carburante e manutenzione ordinaria.
La combustione più pulita riduce l’usura meccanica, con effetti positivi sulla durata del motore e sugli interventi in officina.
Franciosi afferma che “il biometano rappresenta la soluzione con il miglior equilibrio tra spesa di utilizzo e sostenibilità ambientale”.

Rete di distribuzione e prospettive industriali
L’Italia dispone della rete di rifornimento di biometano più estesa in Europa, con impianti presenti in ogni regione.
Oltre 900.000 automobilisti utilizzano alimentazioni a gas, supportati da stazioni operative lungo le principali direttrici stradali.
Il quadro normativo nazionale ed europeo favorisce investimenti privati, rafforzando filiere agricole, industriali e logistiche.
La crescita del biometano consente una riduzione delle importazioni energetiche, con ricadute positive sul sistema economico nazionale.
Secondo Federmetano, la diffusione del biometano permette una transizione graduale senza penalizzare la mobilità privata.
Il dibattito sulla sostenibilità dei trasporti richiede soluzioni applicabili su larga scala, capaci di coniugare ambiente e accessibilità economica.
Il biometano risponde a tali esigenze, offrendo una tecnologia già disponibile e integrabile con il parco auto esistente.
Franciosi conclude che “il biometano consente una decarbonizzazione efficace senza costi aggiuntivi per i cittadini”.
Le 5 cose da sapere sul biometano e i costi auto
- Deriva da scarti organici e riduce le emissioni climalteranti lungo l’intero ciclo energetico.
- I costi di carburante risultano inferiori rispetto a benzina e gasolio, con risparmi rilevanti sul lungo periodo.
- La rete italiana di rifornimento rappresenta un riferimento europeo per diffusione territoriale.
- La manutenzione delle auto a comporta minore usura meccanica e spese contenute.
- Federmetano indica il carburante green come soluzione concreta per città più pulite e mobilità accessibile.
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Ultima modifica: 5 Gennaio 2026


