Trattore elettrico, quali sono le prossime frontiere green

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C’è un’attenzione diversa all’agricoltura, sicuramente in uno spirito più bio, più ecologico, più naturale, con una netta prevalenza di prodotti coltivati con tecniche e prodotti eco compatibili.

Ma su un punto il consumatore medio si interroga poco: il trattore utilizzato in agricoltura è così rispettoso del verde? La risposta può confortare davvero poco.

Sono per lo più mezzi a motore diesel, che utilizzano quindi il gasolio, quello stesso carburante che è bandito in molti centri urbani. E sono in molti casi mezzi obsoleti, che non dispongono dunque di una dotazione tecnologica in grado di ridurre le emissioni.

Se dovessimo paragonarli a un’auto, potremmo dire senza tema di smentita che la maggior parte dei mezzi agricoli che ci sono in circolazione non potrebbero nemmeno accostarsi a un centro urbano.

Trattore elettrico, il progetto comincia a concretizzarsi seriamente

Alcune aziende, a onor del vero, hanno avviato una politica di rinnovo del parco mezzi agricoli grazie a contratti di leasing, ma più per i vantaggi fiscali, che per uno spirito ambientalista.

Eppure anche in questo senso qualcosa sta cambiando. Il trattore agricolo, che fino a un decennio fa era semplicemente un’ipotesi azzardata, sta diventando un progetto più concreto, e per la diffusione su larga scala meno lontano di quanto si possa immaginare.

Ci sono dei grandi limiti strutturali che fino a questo momento ne impediscono una commercializzazione in grandi numeri. E sono essenzialmente due: la ridotta autonomia e l’elevato costo iniziale.

Ma se per la spesa iniziale sull’acquisto di un trattore elettrico è possibile ragionare in termini di sgravi fiscali, agevolazioni sugli investimenti e altri strumenti di ammortamento, per la ridotta autonomia la coperta è ancora corta.

E’ sicuramente lo stesso problema che fino a poco tempo fa scoraggiava le vendite di vetture elettriche: pochi chilometri di autonomia a disposizione, tempi di ricarica molto lunghi, penuria di colonnine di ricarica nei tragitti più impegnativi.

Trattore elettrico, lo scoglio della ridotta autonomia

Per il trattore elettrico l’autonomia non è tanto relazionata al numero di chilometri che si possono percorrere. Un trattore infatti non deve correre in pista, non deve coprire lunghe distanze, ma deve semplicemente lavorare.

Occorre quindi che il motore sia potente. E un motore potente assorbe sicuramente più energia. Altra questione di non poco conto è la durata delle batterie in termini di mantenimento della potenza.

Attualmente i migliori progetti di trattore elettrico garantiscono un’autonomia di lavoro che non supera le 4 ore. Che non sarebbero neppure poche. I tempi di ricarica delle batterie non riescono a scendere al di sotto delle 3 ore, per una ricarica completa.

Altro punto a sfavore è la vita media delle batteria. Le più performanti, studiate per un trattore elettrico, non superano una vita media di 100 mila chilometri. Dopo vanno inesorabilmente sostituite, e il loro costo non è una piccola spesa da affrontare.

Ma quel che più incide negativamente è la perdita di potenza. Contrariamente alle batterie montate su auto elettriche di ultima generazione, quelle destinate al trattore elettrico cominciano a perdere di potenza già dalla prima ricarica.

La sbandierata autonomia di 4 ore diventa davvero un miraggio dopo un po’ di mesi di utilizzo. Se 100 mila chilometri nella vita di un trattore possono rappresentare anche diversi anni di utilizzo, l’erogazione di potenza è un parametro di valutazione ben diverso e nessuna casa costruttrice al momento è stata in grado di migliorare le prestazioni in questo senso.

Trattore elettrico, le prospettive per il futuro

Il progetto, o meglio i diversi progetti, che però non sono moltissimi nel mondo, non si sono fermati a questo scoglio. Anzi, vanno avanti e promettono risultati più incoraggianti nel prossimo futuro.

Il problema principale resta però un cambio di mentalità nel settore: una produzione agricola biologica, con mezzi agricoli alimentati da fonti alternative, farebbe un passo in avanti notevole, anche in termini di risparmio energetico.

Un trattore elettrico sicuramente non ha i consumi di un trattore alimentato a gasolio, e quel che più conta ha emissioni zero. Un dettaglio di non poca importanza, se si considera che gli scarichi inquinanti prodotti durante il lavoro di un normale trattore con motore termico, finiscono direttamente sulla produzione agricola.

Un cambio radicale di mentalità, specie se accompagnato da una politica di incentivi, pari o simile a quella applicata sul mercato delle auto green, amplierebbe gli orizzonti dei produttori che lavorano su diversi progetti.

Trattore elettrico, tre progetti in via di sviluppo

In Italia ci sta lavorando la storica azienda Antonio Carraro Spa. Il progetto prevede la produzione di un trattore elettrico in grado di sviluppare una potenza di 100 hp. Ma il problema più serio da affrontare è la riduzione dell’ingombro del pacco batterie.

Per un motore di questa potenza le dimensioni dell’alimentatore sarebbero enormi, esattamente il contrario di quello che serve in coltivazioni particolari, come i vigneti, dove le dimensioni ridotte fanno la differenza nel contenimento dei tempi di lavorazione.

Decisamente più avanti nella progettazione di un trattore elettrico è la statunitense John Deere, che ha messo a punto una soluzione interessante, con un mezzo dal doppio motore elettrico in grado di sviluppare una potenza massima di 300 chilowatt. Le batterie sono al litio e assicurano un’autonomia di circa 4 ore e 55 chilometri di percorrenza.

La novità più interessante di questo progetto è la versatilità. Si può impostare la distribuzione della potenza sulla marcia o sull’utilizzo dei macchinari collegati al trattore elettrico.

L’ultima novità del settore viene dall’azienda bavarese Fendt. Con l’e100 Vario arriva il primo trattore elettrico con una batteria più efficiente, in grado di lavorare per 5 ore circa, sviluppando una potenza di 50 chilowatt.

L’aspetto più interessante viene dalle dimensioni. Il trattore elettrico della casa tedesca si presenta compatto, con un’ottima riduzione dell’ingombro del pacco batterie, che sono al litio di elevate prestazioni da 650 volt con una capacità di circa 100 chilowatt ore.

Vengono ricaricate con una tensione di 400 volt e fino a 22 kW attraverso una comune presa a norma CEE o una opzione Supercharging con corrente continua.

Con un connettore a norma CCS tipo 2, la batteria può essere ricaricata fino all’80% già in 40 minuti. Inoltre, tramite l’elettromotore in funzione è possibile recuperare energia. E’ di sicuro il progetto più avanzato, ma bisognerà attendere ancora un po’ perché il trattore elettrico rientri tra i normali investimenti di un’azienda agricola. di piccole-medie dimensioni.

Ultima modifica: 15 marzo 2019