Come si può ripotenziare una moto depotenziata

10472 0
10472 0

L’adrenalina che può dare mettersi alla guida di una moto ripotenziata dopo che questa era stata depotenziata, non ha prezzo.

Montare in sella ad una moto ad elevate prestazioni e potenza, per gli appassionati delle due ruote, ha senza dubbio un effetto entusiasmante. Tuttavia, è importante conoscere bene tutte le normative in materia, per non incorrere in rischi di multe ed altro. Da considerare anche i costi di un lavoro di ripotenziamento, che sono più elevati rispetto a quelli necessari per depotenziare una moto. In ogni caso, sarà bene rivolgersi ad un’officina specializzata, poiché si tratta di un’operazione alquanto delicata.

Come farlo legalmente

In che modo bisogna far eseguire il potenziamento della propria moto, ma in modo assolutamente legale per non andare incontro a sanzioni? Anzitutto, partiamo da cosa significhi depotenziare una moto, per poi passare ad un suo ripotenziamento. Solitamente, si depotenziano le moto con una potenza superiore ai 25 kW. In questo modo, è possibile rendere il veicolo idoneo alla guida anche da parte di coloro che sono neo maggiorenni e che abbiano conseguito la patente di tipo A2. E’ possibile trovare in commercio diversi modelli di moto che siano già state depotenziate, pronte per essere acquistate.

Diverso il discorso per le moto acquistate dal mercato dell’usato e che, quindi, non siano state depotenziate dal marchio produttore. In quel caso, cosa bisogna fare? In realtà, si tratta di un’operazione assai semplice da eseguire e che non richiede costi esorbitanti. Tutto ciò che bisogna fare è acquistare un apposito kit di depotenziamento. Fatto questo, si dovranno poi sostenere le spese relative alla manodopera per il montaggio. Il costo totale, nella gran parte dei casi, non dovrebbe superare i 200 euro circa.

Le officine specializzate

Attenzione, però, perché il kit relativo al depotenziamento dovrà essere lo stesso meccanico al quale ci si rivolge a doverlo richiedere. Questo perché è altresì necessario che si valuti quale possa essere il kit di depotenziamento giusto per il proprio veicolo. Generalmente, le officine specializzate in tali operazioni si rivolgono alle case produttrici dei veicoli stessi, come ad esempio Kawasaki, Honda, Yamaha ed altre.

Costi del kit

Importante, bisogna recarsi presso un concessionario o un rivenditore autorizzato. I kit per il depotenziamento hanno dei costi alquanto accessibili. Per fare solo un esempio, il kit di depotenziamento per una Kawasaki Ninja 636, ha un costo che si aggira intorno a 30 euro circa. Il kit contiene, solitamente, un perno che si utilizza per impedire l’apertura del corpo farfallato. In questo modo, si va a limitare l’apertura della manopola del gas. Oltre al perno deve essere anche montato un ulteriore cablaggio, che serve a ridurre il numero di giri del motore stesso.

Nel momento in cui ci si rivolge al proprio meccanico di fiducia, sarà lui a fotocopiare il libretto da trasmettere poi alla casa costruttrice. In questo modo si potrà ordinare il kit di depotenziamento, oltre al nulla osta per il numero di telaio del veicolo che si vuole depotenziare. Sarà poi il produttore ad inviare il kit insieme al nulla osta, in modo da consentire al meccanico di dare inizio al lavoro. Per il montaggio del kit, non occorrerà più di un’ora di tempo. Mentre, per la manodopera, il costo potrebbe aggirarsi intorno ai 100 euro circa.

Documentazione

Una volta che il meccanico riconsegnerà la moto, dovrebbe anche rilasciare una ricevuta allegata e un ulteriore foglio, da riconsegnare presso l’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile, chiaramente, della città di appartenenza. All’interno del certificato dovranno essere riportate le notizie relative al montaggio dell’apposito kit di depotenziamento, con annesso numero di telaio e i dati anagrafici del pilota del veicolo. A questo punto bisognerà recarsi presso gli Uffici della Motorizzazione Civile e chiedere i moduli relativi al collaudo. Questi si dovranno compilare e allegare ai bollettini per un nuovo collaudo, vale a dire due versamenti per il ritiro del nuovo libretto.

Ripotenziamento

Per quanto riguarda, invece, il ripotenziamento di un veicolo che era stato precedentemente depotenziato, il lavoro richiederà un percorso contrario. Anche in questo caso, bisognerà rivolgersi presso un’officina specializzata in queste operazioni. Il lavoro non richiede tempi lunghissimi, si tratta all’incirca di poco meno di un’ora. In altre parole, si tratta di rimuovere due blocchi. E’ un lavoro che deve essere eseguito con estrema attenzione. Guidare una moto particolarmente potente potrebbe risultare decisamente pericoloso, per cui bisogna rispettare tutte le norme riportate nel Codice della Strada.

Mentre, per quanto riguarda la motorizzazione, si tratterebbe di una reimmatricolazione del veicolo stesso. Per quanto riguarda una moto depotenziata a libretto, ma a potenza piena, questo comporta il rischio di una multa per frode allo Stato. Si pagherebbe infatti il bollo per 25 KW, non 100. In fatto di assicurazione, non vi sono problemi se si ha l’età per guidare il veicolo in questione. In ogni caso, sarà bene informarsi preventivamente in dettaglio presso la propria compagnia assicurativa.

Costi

Passiamo ora a capire quali siano i costi effettivi di tale operazione. Tenendo conto che gran parte del lavoro è legato al kit di potenziamento, o depotenziamento, i costi sono connessi ad esso e relativa manodopera, oltre a quelli relativi alla parte burocratica. Il costo del kit varia in relazione al modello della moto. Una volta che sia stato eseguito il montaggio del kit da parte del meccanico, bisognerà prenotare il collaudo presso la Motorizzazione. Il costo in questo caso sarà di 80 euro. Il veicolo dovrà essere collaudato da un ingegnere della Casa costruttrice.

E’ proprio questa la parte più costosa di tutta l’operazione di potenziamento. Questo perché ogni Casa ha il suo proprio tariffario per i vari modelli e in relazione alle diverse provincie di residenza. Si potrebbero pagare da circa 250 euro, sino anche a 400. Per avere informazioni più dettagliate, bisogna rivolgersi direttamente alla Casa mediante il proprio concessionario. Attenzione però, poiché ripotenziare una moto solo per quanto concerne il motore, senza far eseguire il collaudo per poterla rendere a libretto, è illegale.

In tal caso, si potrebbe rischiare una multa che va da un minimo di 400 euro circa, sino ad un massimo di ben 1.682 euro. Questo secondo quanto riportato dall’articolo 78 Codice della Strada. Cui si aggiunge una eventuale revisione straordinaria e conseguente confisca del mezzo.

Ultima modifica: 9 marzo 2018