Sensori auto: quali sono i principali e più utili

14205 0
14205 0

Sono pensati per facilitare la guida e aiutare l’automobilista ad avere controllo della vettura: col tempo i sensori auto sono diventati indispensabili . Svolgono un lavoro di assistenza , rendendo l’auto sempre più efficiente e i nostri tragitti più tranquilli e sicuri.

Molti sono nati nelle sperimentazioni dei circuiti automobilistici. Il lavoro di ricerca e innovazione tecnologica che gira attorno a una gara non è finalizzato solo al risultato sportivo, ma le case automobilistiche spesso provano su pista quei ritrovati tecnologici che poi saranno riproposti nelle vetture da turismo, prima magari come optional, poi sempre più come dotazioni di serie.

Pensate a quante auto oggi dispongono di quello che era una volta il costosissimo optional ABS, oggi ormai presente su tutte le auto perché in grado di assicurare una frenata efficace e tenere in assetto in veicolo. Pensiamo anche all’airbag, a quante vite avrà salvato grazie ai sensori che lo attivano in caso di urti violenti.

Ci sono i sensori e c’è una centralina elettronica a governare per noi una serie di situazioni che richiederebbero, in loro assenza, una perfetta conoscenza non soltanto della vettura che si guida, della strada che si percorre ma anche di una serie di leggi fisiche.

I sensori ADAS

I primi sensori di cui vi parliamo sono conosciuti con la sigla ADAS (Advanced Driver Assistance Systems): sono resi possibili da una tecnologia avanzata e non sono obbligatori . E’ facilmente intuibile che si tratta di sensori deputati alla guida assistita. Molte auto sono dotate per esempio del Cruise Control Adattivo che, in base ai parametri da noi impostati, regola velocità, analizza il traffico e regola accelerazioni e rallentamenti, frena anche nel caso in cui dovessimo distrarci. Anche l’avviso di collisione frontale e posteriore è regolato da un sensore che interviene in caso di rischio, rallentando la vettura.

Molto utile per chi viaggia spesso in autostrada o nelle ore notturne può essere il sensore di mantenimento di carreggiata. Attraverso una telecamera e un sensore, segue la segnaletica orizzontale e mantiene la giusta distanza dalle linee della carreggiata. Il Lane Keeping System è un altro sensore che controlla la direzione dell’auto e nel caso di anomalie la riporta nella giusta traiettoria.

Dei sensori auto ADAS fa parte anche il Driver Alert Control, che si accorge di un colpo di sonno, o comunque di una pericolosa deconcentrazione del guidatore. In questo caso il sistema è gestito da una centralina che raccoglie i dati di alcuni sensori e li analizza in tempo reale. In particolare viene monitorato l’angolo di sterzata. Se quest’ultimo ha dei movimenti bruschi, questi vengono segnalati dai sensori per indicare un comportamento non lineare del guidatore che potrebbe essere soggetto ad affaticamento. In questo caso si attiva un allarme acustico che dovrebbe dare la sveglia a chi è al volante.

I più recenti visualizzano sul display, nel caso ci si trovi in autostrada, l’area di sosta più vicina per un salutare riposo prima di riprendere la marcia.

Altri sensori che si trovano invece di serie sulle auto e che sono obblogatori sono l’ABS e l’ESP, che controllano rispettivamente la frenata e la stabilità del veicolo.

Sensori auto per un’auto più sicura

Tra i sistemi di sicurezza gestiti da sensori auto potremmo annoverare anche i sensori per il controllo degli pneumatici.

Si definisce con la sigla TPMS e grazie a una valvola e a un sensore verifica il livello di pressione degli pneumatici. Nel caso in cui tale livello scenda del 25%, una spia nel cruscotto e un segnale acustico avvisano il guidatore dell’anomalia. Rientra tra i sensori opzionali e alcuni sistemi di TPMS sono anche di gestione costosa. La loro verifica e messa a punto dovrebbe essere eseguita sempre in un’officina specializzata.

Altri sensori che non riguardano direttamente i pneumatici, ma che si occupano comunque della tenuta su stradal’ABS e l’ESP, che controllano rispettivamente la frenata e la stabilità del veicolo.

Negli ultimi dieci anni le auto da guida turistica si sono arricchite sempre più di sensori. L’elettronica ha fatto passi da gigante soprattutto in tema di sicurezza oltre che di comfort. Accanto ai sistemi più evidenti, che restituiscono a chi guida la tranquillità di trovarsi in una macchina sempre più sicura, che ne sono un’infinità di sensori auto che lavorano per assicurare la massima efficienza del veicolo.

Dal controllo della temperatura, ai livelli di carburante, allo stato di usura di alcune parti meccaniche: il cuore di un veicolo, di qualunque fascia e per qualunque utilizzo, è ormai una centralina elettronica che governa e analizza i sensori auto.

Anche se non sono illustrati tra le dotazioni di serie o come optional, i sensori hanno “invaso” anche la parte meccanica per antonomasia in una vettura, il motore. Rilevano per esempio il numero di giri, oppure controllano gli organi di trasmissione.

 

Parcheggio no problem con i sensori auto

Tra le dotazioni che cominciano a essere di serie su molte vetture, soprattutto di fascia medio alta, ci sono i sensori di parcheggio. I modelli più vecchi avevano solo segnali acustici, che avvisavano con un allarme l’avvicinarsi di un ostacolo. Quelli più recenti sono sensori collegati anche a una telecamera posteriore che grazie anche a un software indirizza nella manovra. I più sofisticati addirittura nella manovra di parcheggio si sostituiscono al guidatore.

 

Dai sensori alla guida autonoma

L’approdo di tanta ricerca e innovazione tecnologica è sicuramente la guida autonoma, con un veicolo in grado di muoversi senza che chi si trovi all’interno dell’abitacolo debba necessariamente intervenire. Un’auto che faccia tutto da sé: le sperimentazioni sono in corso e i risultati sono sempre più incoraggiati. Merito anche dell’elevato livello di affidabilità dei sensori auto.

Ma dalla sperimentazione alla realtà diffusa ne corre ancora. Anzitutto perché pare che l’ostacolo più grande sia rappresentato dall’integrazione con i veicoli a guida non autonoma. La non uniformità dei comportamenti su strada sembra ancora di là da venire. Altro problema non di poco conto è rappresentato dal costo elevato di questi sistemi. Costi che, come sempre nel mercato elettronico, si abbatteranno quando la diffusione raggiungerà determinati livelli.

Ultima modifica: 24 settembre 2018