Anziani al volante: come funziona il rinnovo della patente

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Trattasi di un vero e proprio problema sociale, sono sicuri gli anziani al volante? Togliere la patente alle persone anziane è un atto da un lato dovuto per preservare la loro in comunità e quella degli altri utenti della strada. Ma dall’altro lato, occorre fare i conti con i problemi psicologici (e non solo) che il mancato rinnovo della patente può causare su persone di una certa età. Sì, proprio così: per molte persone anziane, la possibilità di poter guidare la propria auto è infatti sinonimo di libertà: liberà di non dover dipendere dai figli per esempio. Guidare l’auto significa infatti libertà di spostamenti, anche solo per poter andare a fare la spesa, per poter incontrare qualcuno, per rendersi utili nell’accudimento dei nipoti.

Ecco perchè, sebbene a un certo punto l’utilizzo dell’auto può diventare davvero pericoloso, si tratta di un momento molto delicato, che quindi dovrebbe essere affrontato, da familiari e operatori, dandogli il giusto peso. Detto questo, vediamo da quando un automobilista è ritenuto anziano e che cosa succede quando si deve rinnovare la patente.

Da che età si considerano anziani al volante? A 50 anni inizia il declino

Fino al compimento del mezzo secolo di vita, nessun problema: la patente viene rinnovata ogni 10 anni. L’automobilista, quindi, deve solo aver cura di ricordarsi che, in prossimità della data di scadenza, è cosa buona e gusta prenotare per tempo il rinnovo della propria licenza di guida.

In alcuni comuni italiani, poi, non occorre nemmeno che la questione venga tenuta a mente: è il comune stesso a inviare un promemoria. Per quanto riguarda il luogo fisico in cui recarsi per rinnovare la propria patente, ci sono un paio di scelte. Per esempio – cosa forse più semplice, anche se leggermente più costosa – ci si può recare presso un ufficio dell’Aci (Atuomobil club). In questo caso, sarà compito degli impiegati provvedere a dare informazioni circa il materiale necessario: vi chiederanno delle foto-tessera e, naturalmente, un contributo economico.

Verrà quindi fissata una visita medica: il rinnovo avverrà praticamente in automatico il giorno dell’appuntamento, ammesso naturalmente che il medico visitante attesti che l’automobilista sia ancora idoneo alla guida. Per la cronaca, la visita è piuttosto veloce: viene verificata la vista, l’udito, all’automobilista vengono sottoposte alcune domande di rito. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’esito della visita e quindi il rinnovo della patente risultano positivi.

L’altra strada – leggermente più burocratica – è quella si affrontare il rinnovo attraverso le ASL. In questi casi, occorrerà fare qualche cosa in più e occorrerà munirsi di un po’ di pazienza in più. In ogni caso, anche in questi casi la visita medica a cui si sarà sottoposti sarà tutto sommato soft: anche in questo caso, la buona riuscita del rinnovo è di fatto assicurata, a meno che l’automobilista non abbia problemi di salute seri, soprattutto a carico della vista, dell’udito e del sistema nervoso.

Al compimento del 50esimo anno, però, finisce la pacchia: il rinnovo della patente diventa infatti molto più frequente. Ogni 5 anni, tra i 50 e i 70 anni, l’automobilista che vuole conservare attiva la propria licenza di guida, dovrà seguire l’iter di cui sopra. Nella sostanza infatti non cambia nulla, il rito è praticamente identico a quello appena descritto. A intensificarsi non è la qualità del controllo, ma la sua frequenza.

Anziani al volante: Tra i 70 e gli 80 i controlli si intensificano

Se dai 50 ai 70 anni il rinnovo della patente avviene con cadenza quinquennale, al compimento del 50esimo anno di vita i controlli diventano – giustamente – più frequenti: ogni 3 anni, l’automobilista desideroso di mantenere attiva la propria licenza di guida dovrà sottoporsi ai controlli di cui sopra, seguendo gli inter che sono stati descritti, sostanzialmente Asl oppure Aci.

Detto questo, il consiglio è di verificare vista e udito prima del rinnovo della patente, magari correggendo gli occhiali, oppure dotandosi di un dispositivo per l’udito, nel caso se ne abbia bisogno. In generale, comunque, la patente viene rinnovata a tutti coloro che appaiono in buono stato di salute e che sono presenti a se stessi. Solo nei casi in cui l’automobilista risulta spaesato, il medico chiederà un consulto psicologico.

 

Anziani al volante: la lucidità conta

Non è tanto la mancanza della vista da aquila a compromettere l’esito dell’esame per il rinnovo della patente. E non è nemmeno il calo dell’udito – a meno che non sia gravissimo – a determinarne la sospensione. A essere davvero sotto la lente di coloro che visitano e dunque giudicano lo stato di salute degli automobilisti è principalmente lo stato psico-fisico in cui verte la persona anziana. Del resto, vien da sé che vista e udito si possono in qualche modo correggere, mentre ben poco si può fare in caso di mancanza di memoria, di non presenza, di vuoti.

Se la persona anziana sta tutto sommato bene, non dovrebbe avere grossi problemi ad avere il rinnovo della propria patente. E’ comunque sempre consigliabile che un parente accompagni l’anziano alla visita: un po’ per una questione di conforto nel caso in cui la patente venga revocata, un po’, anche, per parlare con gli operatori e spiegare qual è il reale utilizzo che la persona anziana fa della propria vettura.

 

Non fare tragedie, ma nemmeno sminuire 

Nel caso in cui una persona anziana dovesse non risultare idonea alla guida, coloro che provvederanno alla visita medica prepareranno una sorta di verbale in cui spigano le ragioni del mancato rinnovo della patente. In questi casi si spera sempre nella delicatezza degli operatori nell’affrontare la questione con il mal capitato anziano.

Il consiglio per i familiari è quello di non rincarare la dose: inutile enfatizzare il problema, ma altrettanto dannoso sminuirlo troppo. La persona anziana si sentirà infatti privata della sua liberà e pertanto, di fatto, dovrà elaborare questo piccolo lutto. Meglio stargli vicino in silenzio, piuttosto che dire cose che potrebbero ferirlo ulteriormente.

Ultima modifica: 5 luglio 2019