Mini Cooper: storia e migliori modelli!

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Nel 1956 in Europa scoppiò la crisi di Suez che aveva causato un’allarmante scarsità di benzina e, di conseguenza, l’aumento del suo costo. In Inghilterra, ciò aveva favorito una cospicua vendita delle bubble car, a discapito, però, delle autovetture utilitarie.

Per ovviare al problema, la British Motor Corporation aveva chiesto, quindi, all’ingegnere britannico Alec Issigonis, originario della Grecia, di progettare un’utilitaria che fosse semplice ed economica. Issigonis realizzò tale vettura, lunga tre metri e larga un metro. Ciò era stato possibile grazie alla disposizione anteriore del motore, al cambio montato sotto ad esso e alla trazione anteriore, che al contempo riuscì ad essere comoda per quattro persone a bordo.

La carrozzeria era, inoltre, a due volumi e dotata soltanto di due porte anteriori. Spostando il sedile passeggero, infatti, si potevano raggiungere i sedili posteriori. Il motore era un A-Series, formato da un albero a camme laterale e per farlo entrare nel piccolo vano della vettura, Issigonis aveva dovuto spostare il radiatore verso il lato sinistro del motore. Quest’auto rappresentò un vero modello di modernità, seppur piccolo di dimensioni, anche se si era affermata piuttosto lentamente, per via dell’originalità estetica che non era riuscita a conquistare subito il mercato. Ottenne, invece, un grandioso successo a partire dagli anni ’60, quando iniziò a diffondersi la versione familiare, con portellone a doppio battente e listelli in legno.

La vettura portava i marchi Austin e Morris, perciò era venduta con due denominazioni: Austin Seven e Morris Mini-Minor e nel 1961 la versione con listelli in legno affiancò quella con carrozzeria interamente metallica. Nello stesso anno nacque anche la gamma Cooper, che si aggiudicò la vittoria del rally di Montecarlo del 1963. Da lì in poi vennero realizzate diverse gamme, quali la Mini Cooper S, la Countryman o la Clubman, fino ad arrivare agli anni ’80, che segnarono la rivincita della Mini Classica, fornendola di carreggiate allargate, freni anteriori a disco e diversi rivestimenti interni. Nel 1990, il Gruppo Rover modificò la Mini per aumentarne la sicurezza e contrastare l’inquinamento, difatti la scocca venne nettamente rinforzata, nel motore l’alimentazione divenne a iniezione elettronica single point e la marmitta fu catalitica.

I modelli che hanno segnato il suo successo ed anche la sua storia, sono stati proprio la Mini Cooper, la Mini Classica, la Mini Cabriolet, la Countyman, diventata una delle più vendute negli ultimi anni, fino ai moderni modelli con motore elettronico, che giungeranno sul mercato mondiale a partire proprio dal 2019.

Ultima modifica: 27 Luglio 2018