Le auto più brutte viste sulle strade italiane nel 2017

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Vediamo quali sono state le auto più brutte viste sulle strade italiane nell’anno 2017. Eccole riunite in una speciale classifica auto.

Se anche nel tuo garage, conservi un’auto presente in questa simpatica classifica non temere: si sa, de gustibus non disputandum est. Talvolta tuttavia lo stile può fare la differenza in quanto a stranezza e stravaganza, sfociando in linee non proprio caratterizzate dalla bellezza. Il processo creativo delle automobili ha spesso una vita particolare e non fortunata.

Quando i designer sotto troppo influenzati da alcuni modelli e non riescono a reinterpretarne le linee, nasce un veicolo brutto e disarmonico e talvolta caratterizzato da linee troppo dure o demodè ed obsolete. Talvolta le case automobilistiche osano troppo in stravaganza, trascurando quelli che sono i dettami estetici che il mercato richiede ed impone, rispondendo al gusto, al trend e alle tendenze del momento.

Alcuni veicoli diventano talvolta dei vintage inconsapevoli, per la troppa lontananza dalla moda del momento, o in caso contrario degli esperimenti futuristici troppo pacchiani od incompresi, come nel caso di alcuni modelli che vedremo in seguito, caratterizzati dalla tendenza eccessiva a linee avvenieristiche.

La bellezza e la bruttezza del design e delle linee delle automobili non sono mai una scienza oggettiva. Per queste ragioni, alcuni veicoli caratterizzati da un design particolarmente stravagante, sono stati comunque apprezzati e premiati dal mercato, nonostante il contrasto con il parere di molti automobilisti che considerano le forme di questi autoveicoli addirittura oscene.

Fiat Duna

Fiat Duna non poteva che classificarsi al primo posto delle auto più brutte avvistate sulle strade italiane nell’anno 2017. Fiat Duna è forse il simbolo per antonomasia delle auto più brutte del mondo. Le sue linee sfiorano forse il ridicolo. Tuttavia questo veicolo non manca di avere alcuni particolari e curiosi estimatori. Si tratta sostanzialmente di un rettangolo a quattro ruote. Le sue forme infatti sono tra le più rigide mai viste nell’industria automobilistica di tutti i tempi.

Fiat Duna Weekend

Se proprio volete fare centro nel tiro a segni della bruttezza, non potete che possedere una Fiat Duna Weekend. Il suo frontale è ancora più brutto di quello della classica Fiat Duna: una sorta di incrocio mal riuscito tra la Fiat Panda e la Fiat Uno. Le vetrate sono squadrate e prive del minimo gusto estetico. Forse l’unico punto di forza di questo autoveicolo sono gli interni decisamente spaziosi. Presumibilmente per questa ragione di spazio, nel passato è stata acquistata Fiat Duna Weekend.

Sangyong Rodius

Sangyong Rodius è un mini caravan spacciato per automobile. Questo è il pensiero comune, quando ci troviamo davanti questi tipo di veicolo, se così si può definire. Decisamente brutte e non armoniche le sue linee e il suo design. Il posteriore poi è assolutamente da incubo. Il tentativo di creare l’illusione di un tetto sospeso, non ha certamente dato i risultati sperati in fatto di estetica, peggiorando ancora di più la forma di questa macchina. Per queste ragioni si vedono pochissimi modelli di questo veicolo nelle strade italiane: tuttavia Sangyong Rodius è stata comunque avvistata. Significa che a qualcuno è comunque piaciuta.

Kia Pride Wagon

Kia Pride Wagon è un’utilitaria prodotta dall’azienda automobilistica Kia nel 1999. Classico esempio di quella che è la rigidità delle linee tipica degli anni 90. Anche con un design basic, si può realizzare un modello decisamente non armonico e sgradevole. Gli interni sono assolutamente anche in questo caso da incubo.

Nissan Cube

Nissan Cube è sicuramente un veicolo curioso: forse bruttissimo ma curioso. Si tratta sostanzialmente di una sorta di van che non è riuscito a conciliare in modo armonico le sue linee tondeggianti che caratterizzano il cofano e i vetri. Senza dubbio un modello irriverente e dissonante.

Subaru Tribeca

Subaru Tribeca ha la pretesa di essere un cross over: forse il cross over più strano e osceno mai realizzato da un’azienda automobilistica. Potremmo definire il suo frontale banale. Si è tentato in qualche modo di scimmiottare le linee Alfa Romeo, non riuscendo a reinterpretarle. Senza il frontale il resto del veicolo non prometteva poi così male.

Dacia Logan

Dacia Logan è senza dubbio un grande errore commerciale della nota casa automobilistica romena. Il prezzo con il quale questo veicolo è stato messo sul mercato è a dir poco sbalorditivo: tuttavia l’estetica ha contribuito alla storia commerciale negativa di questo mezzo. Le linee ricordano vagamente il design tipico degli anni 80, con un tentativo di rimodernamento e reinterpretazione riuscito decisamente male. C’è qualcosa in questo autoveicolo che ricorda la vecchia Fiat Duna, della quale abbiamo già sufficientemente sparlato prima.

Fiat Multipla

Fiat Multipla, è probabilmente la più brutta macchina italiana della storia. Tuttavia questo modello è così strano e bizzarro che divide gli automobilisti. Alcuni la trovano addirittura interessante e particolare, tanto da averla acquistata. La parte anteriore è molto stravagante, nelle sue sproporzioni. Quest’auto sopravvive ancora oggi nei ricordi degli italiani e talvolta ne vediamo ancora qualche esemplare sulle nostre strade. Nonostante dai più Fiat Multipla viene ricordata come un esercizio di bruttezza, tuttavia questo autoveicolo è stato discretamente premiato dal mercato.

Hyundai Atos Prime

Hyundai Atos a differenza di quanto si possa pensare è stato un successo del mercato della casa automobilistica nipponica. Questo autoveicolo, con le sue linee funzionali e ridotte, ha in un certo senso riscritto le regole del mercato automobilistico. Lo stesso successo tuttavia non è stato ottenuto da Hyunday Atos Prime. I nuovi fari e il loro design hanno contribuito a conferire una certa goffaggine e bruttezza al restyling. Tuttavia questo non gli ha impedito un discreto successo nelle vendite.

Renault Wind

Renault Wind è un’automobile progettata dalla nota casa di produzione francese, per essere una due posti sportiva. Questo mezzo sembra richiamare le linee stilistiche della più aggressiva ed elegante Opel Tigra. Renault Wind non è stata premiata dal mercato. Probabilmente le motivazioni sono che questo modello è troppo auto utilitaria e non ha la personalità necessaria per essere a tutti gli effetti un’auto sportiva. Le forme sono troppo schiacciate e i fari troppo grandi. Questi elementi hanno fatto di Renault Wind un grande flop commerciale per l’azienda francese Renault.

Ultima modifica: 23 Gennaio 2018