60 anni di ASI al Senato, il valore del motorismo storico

Palazzo Giustiniani apre le porte ai bolidi d’epoca per celebrare sessant’anni di storia dell’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano. Un traguardo importante per la tutela di un patrimonio che muove economia e cultura.

L’iniziativa, voluta dalla senatrice Elena Murelli, riunisce esperti e rappresentanti delle istituzioni per analizzare numeri concreti. La passione per i veicoli storici non è solo un passatempo per nostalgici.

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I dati presentati da Euromedia Research tracciano il ritratto di un settore vitale. L’impatto economico annuo supera quota 3,6 miliardi di euro, coinvolgendo un pubblico di oltre 21 milioni di cittadini italiani.

La percentuale degli appassionati tocca quota 41,9% tra i maggiorenni. Per il 79,1% dei partecipanti all’indagine, le vetture del passato rappresentano una componente fondamentale del patrimonio culturale nazionale.

Il turismo legato ai raduni muove cifre ragguardevoli. Nell’ultimo anno circa 14,5 milioni di persone partecipano ad eventi motoristici, generando una spesa stimata intorno a 1,4 miliardi di euro lungo tutto lo stivale.

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La mobilità di questi mezzi rispetta l’ambiente grazie a un utilizzo assai limitato. La percorrenza media annua si attesta attorno a 1.200 chilometri, mentre il 71,5% degli intervistati giudica l’impatto ecologico irrilevante.

Il turismo lento trova nei borghi e nelle strade secondarie il terreno ideale per valorizzare i paesaggi. L’abbinamento tra vetture d’epoca e tradizioni locali apre prospettive inedite per i piccoli centri italiani.

La tutela della storia industriale passa anche attraverso la conservazione degli archivi. La salvaguardia della memoria tecnica e artigianale garantisce la trasmissione di un sapere unico alle nuove generazioni.

La collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato permette di valorizzare le targhe originali. Questo dettaglio tutela l’autenticità dei pezzi da collezione contro ogni tentativo di contraffazione.

L’acquisizione dell’archivio della Carrozzeria Bertone presso l’Archivio Centrale dello Stato dimostra la bontà del progetto. La sinergia culturale protegge testimonianze fondamentali della produzione tricolore.

Gli ippodromi e i circuiti aprono le porte a nuove forme di intrattenimento turistico. Un recente protocollo unisce i cavalli meccanici agli spazi dedicati all’ippica, creando percorsi di promozione territoriale.

Parlare di automobili d’epoca significa dunque parlare di lavoro, artigianato e indotto industriale. Le botteghe specializzate tramandano mestieri antichi che rischiano la scomparsa nel mercato globale odierno.

Il Senato della Repubblica offre una cornice istituzionale di altissimo profilo per fare il punto sul settore. La politica riconosce il ruolo strategico di un movimento capace di unire passato e sviluppo economico.

L’incontro moderato dal professor Francesco Giorgino traccia rotte precise per il futuro della mobilità antica. Istituzioni e associazioni remano nella stessa direzione per difendere una straordinaria eredità.

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A chiusura dell’evento istituzionale interviene Alberto Scuro, Presidente ASI, Automoclub Storico Italiano, e FIVA: “ASI guarda al futuro con la consapevolezza che il Motorismo Storico rappresenta molto più di una passione“.

Conservare i capolavori del passato resta un dovere civile. Solo così la memoria industriale d’Italia continuerà a viaggiare spedita verso il domani, unendo passione, economia e cultura sotto lo stesso tetto.

La sfida dei prossimi anni consisterà nel mantenere vivo questo patrimonio su strada. Le restrizioni alla circolazione urbana richiedono dialogo e buon senso per salvaguardare il diritto alla bellezza itinerante.

Chi ama la meccanica sa che ogni bullone racconta una storia irripetibile. Difendere questa eredità significa custodire l’anima stessa del nostro Paese, fatta di ingegno, stile e coraggio imprenditoriale.

Le 5 cose da sapere su ASI e l’impatto del motorismo storico

  1. Sessantesimo anniversario celebrato al Senato della Repubblica per l’ASI.
  2. Impatto economico stimato in 3,6 miliardi di euro all’anno nel Paese.
  3. Oltre 21 milioni di italiani mostrano interesse per i veicoli storici.
  4. La percorrenza media annua dei mezzi risulta limitata a 1.200 chilometri.
  5. Turismo lento e archivi storici guidano la rotta verso il futuro.

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Ultima modifica: 28 Ottobre 2026

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